Carlos Verona vince la quindicesima tappa del Giro d’Italia, conquistando il traguardo di Asiago al termine di una bellissima fuga solitaria in una giornata bellissima di gara. Alle spalle dello spagnolo della Lidl-Trek chiude Florian Stork (Tudor Pro Cycling) che anticipa il gruppo degli inseguitori davanti a Christian Scaroni (XDS-Astana), Romain Bardet (Picnic-PostNL) e Christian Prodhomme (Decathlon-Ag2r La Mondiale).
Damiano Caruso (Bahrain-Victorious) regola invece il gruppo maglia rosa a 29 secondi dal vincitore mettendosi alle spalle tutti i big della classifica generale. L’unico a crollare è Primoz Roglic (Red Bull-Bora-hansgrohe) che si stacca dai favoriti sulla salita di Dori e chiude con un ritardo di 1’30 ” da Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG).
La classifica generale? Del Toro è sempre più in rosa con un vantaggio di 1’20” su Simon Yates (Visma|Lease a Bike), apparso in grande forma nelle ultime giornate, e 1’26” su Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG), che al contrario non sembrava essere al meglio. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) quarto a 2’07”, Derek Gee (Israel-Premier Tech) quinto a 2’54”, Damiano Caruso sesto a 2’55” subito davanti ad Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious) settimo a 3’02”.
Egan Bernal (Ineos-Grenadiers), oggi molto propositivo, è ottavo a 3’38”. Poi Thymen Arensman, compagno di squadra del colombiano, a 3’45” e infine Primoz Roglic, lo sconfitto di giornata. Lo sloveno della Red Bull-Bora-hansgrohe chiude la top-ten a 3’53”.
ULTIMO CHILOMETRO!
16.50 (-3 km): Tiberi con coraggio ha messo Bilbao a fare il ritmo nel gruppetto maglia rosa per provare a distanziare il più possibile Roglic. Il lavoro perfetto di Martinez e Pellizzari permette però allo sloveno di salvarsi e di perdere “solo” 1’30”.
16.48 (-4 km): Anche l’ammiraglia della Lidl-Trek a spingere Verona!
16.45 (-6 km): Verona può già festeggiare! Ben cinquanta secondi di vantaggio sulla coppia Zana-Garofoli che oggi ha perso una grandissima occasione.
16.42 (-8 km): Roglic oggi deve ringraziare Mauro Vegni che ha disegnato gli ultimi venti chilometri piuttosto “facili”. In caso di altre salite, il suo ritardo sarebbe stato molto più alto.
16.38 (-11 km): Sale ancora il ritardo di Roglic dal gruppo dei big. Un minuto e mezzo e al traguardo rischia di essere superiore, nonostante il lavoro eccezionale di Martinez e Pellizzari.
16.36 (-13 km): L’ultima vittoria di Verona? Quasi tre anni fa. Eravamo al Giro del Delfinato nel 2022 e anche in quell’occasione il successo arrivò al termine di una fuga.
16.34 (-15 km): Ogni chilometro che passa, Carlos Verona è sempre più vicino alla vittoria di tappa. Sale ancora il vantaggio dello spagnolo.
16.31 (-17 km): Giornata da dimenticare per Roglic che continua a perdere e non riesce neppure a tenere le ruote di Pellizzari. E c’è da dire che il ritmo della UAE Team Emirates non è neppure così alto.
16.29 (-19 km): Si complicano i giochi per Garofoli e Zana che perdono ora ben 30″ rispetto a Verona.
16.26 (-20 km): Il gruppo maglia rosa guidato da McNulty mantiene ora un vantaggio di 50 secondi sul gruppo Roglic. Lo sloveno ha accanto Pellizzari e Martinez, ma non sarà semplice limitare i danni sul traguardo di Asiago.
16.23 (-21 km): L’Altopiano di Asiago con il G.P.M. a Dori è un inedito: nel 2017 la salita ad Asiago avvenne con il G.P.M. a Foza, ed il primo in vetta fu Domenico Pozzovivo.
16.22 (-23 km): Intanto davanti Carlos Verona continua a conservare circa sedici secondi sulla coppia di italiani Garofoli-Zana. I restanti fuggitivi sono invece ad 1’10”, forse troppo lontani per sperare in una vittoria di tappa.
16.20 (-25 km): Caruso e McNulty collaborano per Tiberi e Del Toro al fine di allontanare il più possibile Roglic prima del Gran Premio della Montagna di Dori.
16.19 (-26 km): Rilancia Simon Yates con la maglia rosa che salta sulla sua ruota seguito da Carapaz e Gee. Poco più dietro Caruso con Tiberi, poi Rubio, Bernal, Ayuso, Poole e Storer.
16.16 (-27 km): La notizia più clamorosa? Primoz Roglic non fa parte del gruppo maglia rosa e perde già 45 secondi da Del Toro e tutti gli altri big. Derek Gee allunga e sulla sua ruota di riporta Antonio Tiberi.
16.13 (-29 km): Ora si porta in testa al gruppo maglia rosa la EF di Carapaz. Ma del Toro non sembra fare una piega. Davanti Zana e Garofoli sono in mezzo alla gente al Gpm.
16.11 (-29 km): La coppia Zana-Garofoli segue Verona a 23″ di distanza. Mentre il gruppo maglia rosa si mantiene a 4′ abbondanti. Tra i big quello che non si è visto finora è Roglic.
16.08 (-30 km): A Enego scatto di Egan Bernal, ma i big subito lo riprendono. Ora ci prova Arensman, ma questa è una salita in cui è complicato fare la differenza.
16.06 (-31 km): Alle spalle di Verona Filippo Zana ha raggiunto Gianmarco Garofoli. Mancano 4,5 km al Gpm di Dori.
16.05 (-32 km): Stefano Rizzato, dalla motocronaca Rai, ci informa che nel gruppo maglia rosa Antonio Tiberi si muove molto bene subito alle spalle dei corridori UAE. Almeno una buona notizia, dai.
16.03 (-33 km): Uno spagnolo al comando, Carlos Verona, al km Red Bull. Scorrendo la corsa troviamo Garofoli, Zana e poi il grosso della fuga a 35″. Il gruppo del Toro è a 4′.
16.00 (-34 km): Il fan club di Andrea Pasqualon, che si è ritirato dopo la caduta nella tappa di Siena, lo ha festeggiato comunque al passaggio nella sua Enego. Ne approfittiamo per augurargli un pronto recupero.
15.57 (-36 km): Nel gruppo degli attaccanti, che non sembrano andare d’amore e d’accordo, scatta Filippo Zana.
15.53 (-37 km): Fuorigiri per Garofoli, che paga. Ora Carlos Verona è da solo al comando della tappa, con la fuga a 51″ e il gruppo maglia rosa – guidato dalla Ineos e in particolare da Castroviejo – a 4′.
15.49 (-39 km): La Ineos mena in testa al gruppo maglia rosa. Egan Bernal ha molta voglia di lasciare il segno su questo Giro, probabilmente proverà a distanziare Juan Ayuso e Primoz Roglic.
15.46 (-41 km): Siamo in salita sia con la fuga, dove Verona e Garofoli si sono avvantaggiati, sia con il gruppo del Toro. Si scollinerà a 1.106 metri.
15.40 (-44 km): Dori è una salita lunga 16,5 km con una pendenza media del 5,4% e punte al 9%, e ci arriviamo con oltre 3 minuti tra il gruppo maglia rosa – formato da non più di 40 corridori – e gli attaccanti. Ricordiamo chi c’è davanti: Carlos Verona, Pello Bilbao, Nicholas Prodhomme, Gianmarco Garofoli, Filippo Zana, Filippo Fiorelli, Christian Scaroni, Bart Lemmen, Florian Stork, Romain Bardet.
QUINTA ORA DI CORSA AL GIRO
15.36 (-47 km): Ora il vantaggio degli attaccanti sul gruppo maglia rosa, condotto dalla UAE, ha superato i due minuti e mezzo. Mancano 3 km all’ultima salita: Dori.
15.30 (-51 km): La maglia rosa ha deciso di lasciarli andare: in questo gruppo di attaccanti non ci sono uomini che possano preoccupare per la classifica generale. Vantaggio di 1’45”.
15.28 (-53 km): Questo gruppo potrebbe andare tranquillamente fino al traguardo. Stanno guadagnando rapidamente sul gruppo del Toro, che è a 1’35”.
15.24 (-55 km): Questo gruppetto ha appena ripreso Frigo. Il gruppo maglia rosa è a 55″. Mentre siamo nel comune di Arsié, in provincia di Belluno.
15.23 (-56 km): In questo momento alle spalle di Frigo ci sono Carlos Verona, Pello Bilbao, Nicholas Prodhomme, Gianmarco Garofoli, Filippo Zana, Filippo Fiorelli, Christian Scaroni, Bart Lemmen, Florian Stork, Romain Bardet.
15.19 (-59 km): Luke Plapp rimane in piedi per miracolo dopo aver centrato una borraccia e si arrabbia, non a torto: c’è chi ha perso un Giro per un dettaglio del genere.
15.17 (-61 km): Ora Frigo può vantare 22″ di vantaggio.
15.11 (-67 km): Si sono riuniti i due gruppi alle spalle di Frigo. L’attacco di Bernal, Carapaz e Del Toro però ha fatto capire tante cose: sono i tre sudamericani i favoriti per il podio di questo Giro d’Italia?
15.05 (-72 km): Frigo pennella le curve alla perfezione e continua a guadagnare. Intanto il gruppo dei big sembra poter rientrare su Del Toro e Bernal.
15.01 (-77 km): Del Toro e Bernal rientrano sui fuggitivi. Frigo però resta in testa.
14.55 (-83 km): Bravissimo Frigo che guadagna immediatamente 24 secondi sul resto dei fuggitivi. Il gruppo Del Toro-Bernal-Carapaz è a 45 secondi. Rimonta leggermente il gruppo degli altri big che ora ha un minuto.
14.51 (-85 km): Scatta via Frigo in discesa.
14.48 (-89 km): I quattro, con anche Derek Gee, stanno letteralmente volando. Solo un minuto di ritardo dalla testa della corsa. Ci fa piacere comunque vedere Tiberi con gli altri big della generale.
14.45 (-91 km): Arensman si unisce a Bernal, Carapaz e Del Toro. I quattro hanno un vantaggio già di 20 secondi sugli altri big della classifica generale.
14.41 (-92 km): Egan Bernal! Attacco del colombiano con Carapaz ed Isaac Del Toro che piombano sulla sua ruota. Si accende all’improvviso la corsa.
QUARTA ORA DI CORSA AL GIRO
14.33 (-95 km): Allungano Martinez, Steinhauser, Frigo, Rubio, Lemmen, Arrieta, Zana e Fortunato.
14.28 (-97 km): Attenzione, problemi meccanici per Juan Ayuso. Lo spagnolo in maglia bianca è costretto a cambiare bici.
14.26 (-98 km): Ricordiamo i nomi degli attaccanti. Martinez, Aleotti, Svestad-Bardseng, Bilbao, Prodhomme, Doull, Steinhauser, Gaudu, Geniets, Rochas, Frigo, Konrad, Cepeda, Formolo, Rubio, Cattaneo, Garofoli, De Pretto, Plapp, Zana, Leemreize, Bais, Lemmen, Brenner, Stork, Arrieta, Fiorelli, Conci, Ulissi, Fortunato, Scaroni.
14.20 (-101 km): Continua il digiuno di vittorie italiane al Giro, giunto a 16 tappe consecutive (2 l’anno scorso, le prime 14 quest’anno), il secondo peggiore della storia dopo il 2016-2017, 17 tappe, interrotto da Vincenzo Nibali il 23 maggio 2017 a Bormio.
14.15 (-104 km): Il Monte Grappa viene affrontato per la 9ª volta. Nel 2024 fu il teatro di una doppia scalata nel corso della 20ª tappa. Al primo passaggio il primo in vetta fu Giulio Pellizzari, al secondo Tadej Pogacar, in fuga solitaria verso il suo 6° successo di tappa, il 5° in Maglia Rosa.
14.12 (-105 km): Ripreso Conci dagli attaccanti. Il gruppo maglia rosa, invece, si mantiene a 3’26” con sempre la UAE Team Emirates XRG a fare l’andatura.
14.07 (-107 Km): Anche Tarling si stacca. Martinez, Aleotti, Svestad-Bardseng, Bilbao, Prodhomme, Steinhauser, Geniets, Rochas, Frigo, Konrad, Cepeda, Formolo, Rubio, Cattaneo, Garofoli, De Pretto, Plapp, Zana, Leemreize, Bais, Lemmen, Brenner, Stork, Arrieta, Fiorelli, Conci, Ulissi, Fortunato, Scaroni
14.02 (-108 km): Cambia continuamente la situazione in corsa. Nicola Conci resta solo in testa alla corsa con 17″ di vantaggio su circa 30 corridori. Dalla fuga perdono contatto Vacek e Busatto.
13.53 (-112 km): Doull, Gaudu e Turner perdono contatto dai fuggitivi. Troppo alto il ritmo sul Grappa per loro.
13.50 (-113 km): Siamo sul Monte Grappa. Tarling prova a rientrare sui tre ma ha 22″ da recuperare. Il resto della fuga perde 43 secondi.
13.45 (-116 km): Mathias Vacek, Davide De Pretto e Nicola Conci hanno guadagnato un margine di 15 secondi sugli altri fuggitivi.
13.40 (-121 km): La velocità media dopo due ore di corsa è parecchio alta. 49,2 chilometri orari!
TERZA ORA DI CORSA AL GIRO
13.35 (-124 km): Il ritardo del gruppo maglia rosa è attualmente di 3’34”. C’è sempre la UAE Team Emirates XRG a fare l’andatura.
13.30 (-127 km): Quali sono dunque le squadre rimaste fuori? Alpecin-Deceuninck, Cofidis, Decathlon-Ag2r La Mondiale e Q36.5 Pro Cycling non sono riuscite a mettere neppure un uomo in fuga e non stanno neppure collaborando in testa al gruppo maglia rosa per risolvere la situazione. Giornata da dimenticare per loro.
13.26 (-129 km): Eccoci allo sprint di Possagno. Transita per primo Frigo con Plapp alla sua ruota. Segue tutto il resto del gruppetto di fuggitivi.
13.23 (-131 km): Collaborare con così tanti corridori in testa è difficile, era chiaro che il gruppo dei fuggitivi si sarebbe presto rotto. Ecco che Tarling, Cepeda, Formolo e Ulissi provano ad aprire un piccolo gap sugli altri attaccanti.
13.20 (-135 km): La XDS-Astana è rappresentata da quattro uomini, tutti italiani (Conci, Ulissi, Fortunato, Scaroni), mentre la Jayco-AlUla (De Pretto, Plapp, Zana) e la Movistar (Cepeda, Formolo, Rubio) ne hanno ben tre. Otto squadre, invece, hanno due corridori in testa alla corsa. Nove formazioni hanno un solo attaccante.
13.15 (-137 km): È il momento di fare la conta. Davanti troviamo: Martinez, Aleotti, Svestad-Bardseng, Bilbao, Prodhomme, Doull, Steinhauser, Gaudu, Geniets, Rochas, Tarling, Turner, Busatto, Frigo, Konrad, Vacek, Cepeda, Formolo, Rubio, Cattaneo, Garofoli, De Pretto, Plapp, Zana, Leemreize, Bais, Lemmen, Brenner, Stork, Arrieta, Fiorelli, Conci, Ulissi, Fortunato, Scaroni.
13.10 (-141 km): Nella sfortuna Antonio non può neppure sperare nella fuga. Nell’ampio gruppo di 35 attaccanti sono presenti anche corridori come Einer Rubio che ha rispettivamente 4’26” di ritardo sulla maglia rosa. Ciò significa che la UAE Team Emirates dovrà imporre un ritmo elevato per non far andare via gli attaccanti.
13.05 (-145 km): Difficile essere positivi in questo momento, anche se Antonio è rientrato sul primo gruppo. Con il Monte Grappa da affrontare è davvero complicato per Tiberi salvare la giornata. Le premesse sono pessime.
13.00 (-148 km): Ricapitolando, abbiamo il caos assoluto: davanti abbiamo circa 35 corridori, a mezzo minuto c’è il gruppo maglia rosa, con del Toro che è rimasto con due compagni. E il gruppo Tiberi, dietro, a 2′.
12.55 (-153 km): Nella prima ora di corsa la media è stata di 48,8 km/h. Vorremmo potervi dire che quello di Tiberi è stato un problema di posizionamento sbagliato all’imbocco del muro, ma Antonio continua a perdere: il timore è che la botta di ieri si stia facendo sentire. Lui questa mattina in partenza sembrava ottimista, speriamo di sbagliarci. Nel gruppo Tiberi ci sono 4 uomini della UAE: Majka, Baroncini e McNulty tra loro.
12.50 (-157 km): Continua a perdere Antonio Tiberi, la situazione purtroppo si aggrava: in questo momento il laziale della Bahrain Victorious è staccato di 1’22”. Coraggio Antonio!
12.45 (-162 km): Speriamo che vada via la fuga in modo che il gruppo si quieti. Ma la situazione per Antonio non è affatto rassicurante. Deve a tutti i costi salvarsi oggi e approfittare del riposo di domani per riprendersi.
12.43 (-163 km): Tiberi ha tre compagni con sè, manca ovviamente Damiano Caruso che è avanti. Ma il capitano (o ex capitano) della Bahrain continua a perdere, e ora è staccato di un minuto dai migliori.
12.41 (-165 km): Attenzione! Antonio Tiberi ha 50″ di ritardo, evidentemente le botte di ieri si fanno sentire. E la fuga ancora non va, quindi in questo momento si vola!
SECONDA ORA DI CORSA AL GIRO
12.37 (-169 km): Peccato trovare le salite così lontano dal traguardo. Nel 2017 vedemmo sul Monte Grappa sei corridori racchiusi in 1’30”. Tom Dumoulin corse in difesa, sotto gli attacchi di Nairo Quintana, Thibaut Pinot, Vincenzo Nibali, Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo. L’olandese limitò il distacco a 15″ e poi vinse il Giro con la cronometro. La tappa di oggi è strutturata in modo simile a quella lì: dopo il Monte Grappa ci saranno un’altra salita e un altopiano fino al traguardo di Asiago.
12.35 (-171 km): In realtà il gruppo si è spezzato e – indovinate – la maglia rosa è davanti.
12.33 (-173 km): Aumenta il rimpianto per aver visto il Muro di Ca’ del Poggio a inizio tappa: che peccato!
12.32 (-173 km): È Wout Poels a passare in testa per primo, ma il gruppo non si spacca e del Toro impressiona.
12.28 (-174 km): Ci siamo! E il Muro potrebbe essere un trampolino perfetto per la fuga.
12.26 (-176 km): Manca poco più di 1 km a Ca’ del Poggio: di sicuro sarà una festa di pubblico, uno spettacolo.
12.22 (-180 km) Sono in 4 – Konrad, Milesi, Mattia Bais e Hepburn – con 14″ di vantaggio sul gruppo. Ma cosa succederà sul Muro?
12.20 (-181 km): Mentre c’è in atto un tentativo di fuga, tra poco andrà in scena lo spettacolo del muro di Ca’ del Poggio: salita durissima, lunga 1100 metri con una pendenza media del 12% e punte al 19%. Siamo sulle colline del Prosecco.

12.16 (-184 km): Qui – a San Martino di Colle Umberto – è nato Ottavio Bottecchia, il primo corridore italiano a vincere il Tour de France. Lo vinse nel 1924 e lo rivinse l’anno dopo, cent’anni fa. Il ciclismo è memoria, e anche noi ricordiamo questo grande campione friulano.
12.12 (-188 km): Traguardo volante a San Martino di Colle Umberto, sprint feroce di Mads Pedersen su Kaden Groves: altri 12 punti per il danese, che arriva a 240.
12.06 (-193 km): Lidl-Trek molto attiva: la squadra di Guercilena è stata grande protagonista al Giro finora, ma è chiaro che l’abbandono di Giulio Ciccone cambia le tattiche da qui in avanti. Intanto va all’ammiraglia il vincitore di ieri, Kasper Asgreen, che sembra aver preso un colpo sul ginocchio destro: antidolorifico per il danese. E la conferma che i giorni al Giro non sono tutti uguali.
12.02 (-197 km): A proposito di fiumi. Vi proponiamo – in traduzione – un pezzo poetico uscito a oggi su El Paìs a firma di Carlos Arribas, uno dei grandi suiveur del ciclismo attuale. «Del Toro è come il ponte di Salcano sul possente Isonzo, attraversato dalla ferrovia fin dai tempi dell’Impero austro-ungarico: un arco di pietra possente e slanciato, una linea sospesa nell’aria, lunga 85 metri, demolito durante le guerre e ricostruito, eccolo lì, in diagonale, ad abbellire il paesaggio e a illuminare lo spirito». Non credete a chi vi racconta che il giornalismo sportivo è di serie B.
11.58 (-200 km): Partenza velocissima, tutti i passisti del gruppo sono davanti in questo momento, mentre siamo a Sacile ed è splendido lo spettacolo del fiume Livenza.
11.55 (-203 km): Anche Mads Pedersen prova a uscire dal gruppo. Stupisce non vederlo sistemare le transenne a fine tappa: fa davvero di tutto il danese.
11.53 (-204 km): Una piccola deviazione, approfittando di questi primi chilometri. Da Nove Mesto, dove è tornato alla Mtb, Mathieu van der Poel ha annunciato che sarà al via del Delfinato prima del Tour. La corsa francese ha un parterre de roi eccezionale: Pogacar, Evenepoel, van der Poel appunto, Mas, Vingegaard, Jorgenson, Cort Nielsen, Skjelmose, Wellens. E ci fermiamo qui.
11.46 (-211 km): Prima che la cronaca della tappa (c’è anche Wout van Aert fra i primi che provano a uscire dal gruppo) ci prenda la mano, permetteteci di abbracciare forte Giulio Ciccone che ha visto svanire per l’ennesima volta il suo sogno rosa. La sua storia con il Giro è davvero accidentata, a dir poco. Ma siamo sicuri che Giulio tornerà più forte: non si è abruzzesi per caso. Coraggio Cicco!
11.40 (-217 km): Cominciano le fiammate per portare via una fuga. Nelle ultime apparizioni al Giro, il Monte Grappa è stato l’ultima salita alpina e non la prima. L’anno scorso arrivò al penultimo giorno di corsa e la classifica era già decisa, Tadej Pogacar aveva quasi otto minuti di vantaggio. Attaccò lo stesso quando mancavano 36 km dal traguardo, raggiunse e superò Giulio Pellizzari, si prese la quinta delle sei vittorie di tappa con un margine di oltre due minuti.
11.37 (-219 km): VIA! VIA! VIA! È partita la quindicesima tappa di questo Giro numero 108.
11.33: Quasi 4mila metri di dislivello oggi ma allo scollinamento del Grappa mancheranno ancora 100 chilometri al traguardo di Asiago. Non è proprio come un arrivo in salita.
11.30: Poco prima del via Jacopo Mosca è tornato sulla giornata nera della Lidl-Trek, che in questo Giro ha già vinto cinque tappe. «Finora era andato tutto benissimo. Ieri purtroppo siamo caduti sei su sette. Prima o poi per Cicco la fortuna girerà».
11.27: In 170 sono partiti (con due minuti di ritardo) verso il km 0. Tutti dietro Isaac del Toro, che oggi festeggia la prima settimana in maglia rosa.

11.20: Cinque minuti al via, ricordiamo che il primo italiano in classifica dopo la rivoluzione di ieri è il 37enne Damiano Caruso, settimo in generale a 2’55” da Isaac del Toro.
11.15: Dieci minuti al via, oggi sulla carta è una tappa da fughe. Ma le conseguenze della caduta di ieri si faranno sentire, temiamo. In maglia azzurra c’è sempre Lorenzo Fortunato: «Veniamo da tre tappe che dovevano essere tranquille, ma c’è sempre stress. Non temo niente, male che vada mi stacco». Sempre sorridente il bolognese. Lo aspettiamo con curiosità.
11.10: Manca un quarto d’ora al via, vi proponiamo la consueta guida delle salite di giornata a cura di Alberto Ferraris: il muro di Ca’ del Poggio e il Monte Grappa, ma dal versante più tenero, e infine la salita di Dori.
11.05: Oggi tappa lunga, 219 km, ma il Grappa è molto lontano dall’arrivo.
11.00: A proposito del villaggio di partenza: Antonio Tiberi è arrivato, ha detto che dopo le botte di ieri in bici si sente meglio del previsto e per quanto riguarda le prospettive in chiave classifica ha rassicurato: «Penso ancora al podio, le montagne devono ancora cominciare».

10.55: Egan Bernal al villaggio di partenza ha appena dato la sua sentenza: «Il Giro lo vincerà chi avrà più gambe». Egan, ti vogliamo bene, ma questa frase non ci è proprio nuova. E comunque: come dargli torto?
10.50: Ma vediamo com’è cambiata la classifica dopo quella caduta nel centro di Gorizia, innescata purtroppo da Antonio Tiberi, che comunque dice che non ha mai pensato di arrendersi.
10.45: La 15ª tappa partirà dunque dal Friuli-Venezia-Giulia e si concluderà in Veneto, attraversando le province di Pordenone, Treviso, Vicenza e Belluno: zone a forte vocazione ciclistica. Tra la partenza e l’arrivo ci sarà il Monte Grappa che lo scorso anno mise in mostra il talento e l’istinto di Giulio Pellizzari.
10.40: Giulio Ciccone è stato quello che ha pagato più cara la carambola di ieri: è stato l’unico a doversi ritirare. Dei 184 corridori partiti da Durazzo il 9 maggio se ne sono ritirati 14 (con Giulio): oggi da Fiume Veneto (che comunque è in Friuli) partono in 170.
10.35: Poi torneremo su quello che è successo ieri, in attesa del via di oggi, tra 50 minuti. Ma diciamo della tappa di oggi: tappa di montagna con la prima parte pianeggiante fino alle porte di Bassano del Grappa seguita da due lunghe salite che portano sull’Altopiano di Asiago. Si scala nella prima parte il Muro di Ca’ del Poggio per superare poi il Piave e raggiungere Possagno e Romano d’a Ezzelino dove inizia la salita di 25 km che lungo la Strada Cadorna porta alla cima del Monte Grappa. Lunga e impegnativa discesa fino a Fonzaso e Arsiè dove, superate le Scale di Primolano (in discesa) si affronta la “salita di Enego” che porta ala GPM di Dori a circa 20 km dall’arrivo.
10.30: Prima di dimenticarcene: oggi festeggia il suo trentanovesimo compleanno un corridore molto amato. Geraint Thomas ha vinto il Tour de France nel 2018 e ha chiuso due volte il Giro d’Italia sul podio, secondo nel 2023 e terzo nel 2024. Ma non dimentichiamo la pista: nell’inseguimento a squadre ha vinto due ori olimpici, a Pechino 2008 e Londra 2012, e tre titoli mondiali (2007, 2008 e 2012). Un grande di questo sport, e una persona gentile: auguri mister G!!!

10.25: Buongiorno da Fiume Veneto! Buongiorno si fa per dire, dopo quello che è successo ieri: siamo ancora tutti scossi da quella che doveva essere una tappa interlocutoria e invece ha sconvolto la classifica, costretto Giulio Ciccone ad abbandonare il Giro proprio alla vigilia delle montagne e lasciato segni pesanti sul fisico e sul morale di molti in gruppo. Le tappe non si corrono sulla carta, purtroppo, ma sulla strada: che può essere anche bagnata, in pavé, e addirritura in pavé bagnato. Abbiamo discusso a lungo di quello che è successo da quando è finita (con la vittoria di Kasper Asgreen, un altro danese) la tappa di ieri. E ancora ne parleremo oggi, continuate a seguirci col vostro entusiasmo e vi porteremo dentro quest’ultima settimana di Giro.
Percorso
Da Fiume Veneto il gruppo andrà verso Ovest in direzione di San Martino Colle Umberto, dove ci sarà il primo traguardo volante di giornata. Il gruppo proseguirà verso l’iconico Muro di ca’ del Poggio e pedalerà fino ai piedi del Monte Grappa passando per Pieve di Soligo e Possagno.
La salita più lunga di giornata comincia a Romano d’Ezzelino. Da lì alla cima la strada è lunga 25,1 chilometri alla pendenza media del 5,7% e con punte che superano ampiamente la doppia cifra.
Le fatiche di giornata non saranno finite lì. Dopo la discesa che porterà i corridori a Caupo e Primolano, i corridori riprenderanno a salire per 16,4 chilometri al medio del 5,4% verso Dori. A pochi chilometri dal Gpm, a Enego, ci sarà il bonus RedBull da riscattare. Per circa trenta chilometri, cioè fino all’arrivo di Asiago, la strada proseguirà su un tracciato mosso.

Le città di tappa
Fiume Veneto
Il comune di Fiume Veneto, suddiviso tra le frazioni di Bannia, Cimpello, Pescincanna e Praturlone, unisce storia e tradizione così come la cucina tipica friulana. Nel cuore del paese sorge il Parco del Mortol, un’area verde e punto di ritrovo per tutti.
Fiume Veneto ospita chiese storiche: da San Giacomo a Praturlone con affreschi del 1503, alla Chiesetta di Santa Maria a Tavella, risalente all’XI secolo. Nel 2025, la Chiesa di San Tommaso nella frazione di Cimpello celebrerà 500 anni.
Asiago
Asiago, da cui prende il nome l’omonimo altopiano in provincia di Vicenza, è una località che vive in armonia con la natura circostante. Il comune è diventato piuttosto famoso per il suo formaggio ed è riconosciuto per gli eventi legati alla Grande Guerra.
I paesaggi sono mozzafiato, tant’è che già Gabriele d’Annunzio definì Asiago “la più piccola e più luminosa città d’Italia”. Nonostante le sue piccole dimensioni, il paese è stato insignito del titolo di “città” per meriti di guerra, visto che durante il primo conflitto mondiale Asiago fu rasa al suolo e poi ricostruita facendo fede alla struttura urbanistica originaria.
La cronotabella














