Giro d’Italia, Tiberi il primo a cadere: «Ho avuto paura, ma non mi arrendo»

Tempo di lettura: < 1 minuto

I filmati sono chiari: in via Marconi, quando mancano poco più di 22 chilometri al traguardo di Gorizia, il primo a scivolare sulla destra è Antonio Tiberi, che viene centrato da Pedersen, e poi da Ciccone, che va a sbattere con il quadricipite contro il marciapiede. Sulla parte sinistra si vedono la maglia rosa Del Toro (che riparte subito) e Bernal.

Tiberi era terzo a 1’18”, ora è ottavo a 3’02”, e adesso deve reinventarsi il Giro dopo che nelle prime 13 tappe era apparso molto sicuro. Come ci ha detto ieri, sentiva male alle caviglie, la destra soprattutto, e un po’ al polso.Oltre alla schiena, perché è scivolato andando verso il bordo del marciapiede. E gli sono arrivate diverse bici addosso, non soltanto Mads Pedersen. «Ho avuto paura. Più che altro di essermi fatto qualcosa di più serio, oltre alle escoriazioni. È stata una bella botta. Avevo le caviglie incastrate, una tra la pedivella e la bici, una con un’altra bici. La mia bicicletta era completamente andata, un compagno mi ha dato la sua e sono comunque riuscito a spingere».

Parlando con Ciro Scognamiglio della Gazzetta dello Sport, Tiberi dice di vedere comunque un lato positivo, «il fatto di essere riuscito, comunque, a raggiungere il traguardo, stringendo i denti. Ho lavorato tantissimo per preparare questo Giro d’Italia, e, come potete immaginare, non ho pensato di arrendermi. Del team si sono fermati tutti a parte Damiano Caruso, giustamente».

E ora il Giro inevitabilmente cambia, dopo quella che doveva essere una tappa interlocutoria. «Devo pensare prima a recuperare da botte e ferite, e poi analizzeremo la nuova situazione che si è venuta a creare in questo modo imprevedibile».