Giro d’Italia 2027, Gigi Negri (Consorzio Media Valtellina): «Con il doppio Mortirolo si realizza un sogno»

Da destra, Gigi Negri (direttore del Consorzio Turistico Media Valtellina), Dario Corvi (Sindaco di Aprica), Juri Baruffaldi (Consorzio Turistico Media Valtellina), Michela Fanetti ed Ezio Pilatti (Consorzio turistico Madesimo), alla presentazione di ieri del Giro d'Italia 2027
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Il doppio Mortirolo in una tappa del Giro d’Italia era il sogno di tutti gli appassionati di ciclismo. Ma lo era anche per i vertici del Consorzio Turistico Media Valtellina, da anni impegnato nella promozione del cicloturismo in provincia di Sondrio.

Martedì 25 maggio 2027 questo sogno si realizzerà e sarà ancor più bello di come i ciclisti, e forse anche lo stesso consorzio, immaginavano. Ce lo ha raccontato Pieluigi (Gigi) Negri, direttore del Consorzio, che abbiamo raggiunto telefonicamente dopo l’assegnazione della tappa alla presentazione del Giro d’Italia 2027 di ieri a Roma.

Gigi, quanta soddisfazione c’è per questa tappa?

«È stata una gioia immensa, ma ci abbiamo lavorato tanto. Credo sarà una frazione spettacolare ed è venuta più bella di come ce la aspettavamo».

In che senso? Spiegaci…

«Il nostro obiettivo da un po’ di anni era proporre la doppia scalata del Passo del Mortirolo. Affrontarlo due volte da Mazzo di Valtellina è davvero un sogno. Il Giro d’Italia poteva salire da molti versanti e ha scelto il più iconico, da ripetere due volte. In mezzo ci sarà il Passo Gavia, che non ha bisogno di tante presentazioni, e alla fine l’Aprica».

Un riconoscimento per tutto il territorio.

«Sì, esatto. Le Olimpiadi ci hanno insegnato a osare, a non fermarci di fronte alle difficoltà. E ci hanno mostrato che avevamo le capacità per farlo. Bisogna sempre cercare di migliorare, con un nuovo obiettivo. Quest’anno, con la tappa del Tour de Suisse, abbiamo fatto capire al mondo che la Valtellina era pronta per i grandi eventi di ciclismo. Ma ieri non c’è stato soltanto il riconoscimento del Giro d’Italia. Abbiamo ottenuto anche la sesta tappa del Giro d’Italia Women, che terminerà con la scalata da Chiavenna a Valle Spluga. Un’occasione per valorizzare tutto il territorio della provincia di Sondrio».

Pierluigi Negri (a destra) insieme a Ivan Gotti, che detiene ancora il record sul Passo del Mortirolo

Torniamo al Mortirolo: come è nata l’idea di proporre il doppio passaggio?

«Abbiamo iniziato a lavorare a questa tappa circa sei anni fa. Il doppio Mortirolo con arrivo ad Aprica fu affrontato con il Giro U23. Ne parlammo prima con Davide Cassani e fu proprio lui a convincerci che poteva essere un’idea bellissima. Quello è stato il primo avvicinamento, che poi è passato per l’Alpe Motta e Livigno in questi anni. È un lavoro che parte da molto lontano. Ma non è stato soltanto merito nostro».

E di chi altro?

«Dobbiamo ringraziare anche l’organizzazione del Giro d’Italia, che ha avuto il coraggio di rischiare. Con Mauro Vegni abbiamo sempre lavorato benissimo e la sua esperienza ci ha insegnato molto. Faremo tesoro di quello. Ma Luca Guercilena (nuovo direttore del Giro d’Italia, ndr) e Stefano Allocchio (direttore di corsa, ndr) hanno osato e ne siamo contentissimi».

Sarà una tappa che verrà ricordata a lungo…

«Saranno 194 chilometri spettacolari e 5.700 metri di dislivello. Tutti durissimi. Come ha detto bene Luca Guercilena, nel 2027 verrà ricordato il vincitore del Giro d’Italia, ma passerà alla storia anche chi vincerà questa tappa spettacolare».

E sarà uno spot incredibile per la Valtellina!

«Esatto. Abbiamo tante iniziative per chi ama la bicicletta legate al Mortirolo e alla Valtellina, sia per gli stradisti che per i biker, ma anche per chi ama il gravel. Lo scorso anno abbiamo fatto pedalare migliaia di appassionati con le iniziative Enjoy Stelvio Valtellina e nel 2027 si aggiungeranno altre date per chi ama il gravel. In più stiamo lavorando a sentieri per i biker, proprio sul Mortirolo. Questa montagna è il simbolo del ciclismo, di tutto il ciclismo».