Giro d’Italia, 14ª tappa: vince Asgreen, del Toro guadagna, Ciccone-choc

La vittoria di Kasper Asgreen nella 14ª tappa del Giro d'Italia (Photo Credits: LaPresse)
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Kasper Asgreen (EF Educaion-EasyPost) conquista in solitaria la 14ª tappa del Giro d’Italia. Seconda posizione per Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck), che ha regolato il gruppetto della maglia rosa davanti a Olav Kooij (Visma|Lease a Bike), Orluis Aular (Movistar) e Stefano Oldani (Cofidis). Purtroppo la tappa è stata condizionata da una brutta caduta durante il primo dei due giri sul circuito di Nova Gorica. Davanti sono rimasti la maglia rosa del Toro, Gee, Simon Yates e Carapaz, mentre Roglic, Ayuso e Bernal hanno perso circa 45”. Ancora più indietro Antonio Tiberi, che ha pagato circa 01’40” da del Toro. A uscirne peggio, però, è Giulio Ciccone, molto dolorante dopo la caduta e arrivato al traguardo con oltre 15 minuti di ritardo dai primi. L’abruzzese deve dire addio al sogno classifica generale, e va capito a questo punto se domani riuscirà a prendere il via.

ULTIMO CHILOMETRO!

17.05 (-2 km): Finale molto emozionante! Asgreen potrebbe farcela, e conserva 16” di vantaggio.

17.03 (-3 km): Ancora 15” di vantaggio per Asgreen, mentre dietro è terminato il grande lavoro di Van Aert e ora è addirittura Simon Yates a lavorare per Kooij.

17.00 (-6 km): Grande forcing di Pellizzari, con Roglic e Ayuso alla ruota. Intanto davanti Asgreen lascia sul posto Marcellusi e Maestri e va a cercare il successo in solitaria.

16.57 (-7 km): La Visma e la Alpecin, al lavoro per Kooij e Groves, in questo momento stanno dando una grossa mano agli uomini di classifica presenti nel gruppo maglia rosa. Ben 50” adesso il vantaggio sul gruppo di Roglic.

16.55 (-9 km): Il gruppetto di Roglic e Ayuso è tirato anche dagli uomini di Storer e Piganzoli, mentre nel gruppo maglia rosa lavorano la Visma|Lease a Bike e la Alpecin-Deceuninck. Tiberi si trova a circa due minuti dalla testa della corsa.

16.52 (-12 km): Il gruppo di Roglic è passato con circa 40” di ritardo dal gruppo maglia rosa, poco più indietro un gruppo tirato dalla UAE. Ancora più indietro Tiberi a 01’30”,, scortato da tre compagni di squadra.

16.49 (-14 km): In un gruppo attardato ci sono Bernal e Roglic, con la Ineos Grenadiers e la Red Bull-Bora-hansgrohe a fare il ritmo.

16.48 (-15 km): Fase molto confusa, sicuramente anche Caruso è nel primo gruppo mentre non c’è Antonio Tiberi.

16.46 (-17 km): Nella prima parte del gruppo sicuramente ci sono Simon Yates e del Toro, e anche Carapaz e Gee. Non ci sono Roglic e Bernal. Intanto i tre di testa hanno ancora 40” di vantaggio.

16.43 (-19 km): Nelle prime posizioni del gruppo c’è anche la maglia rosa del Toro, mentre non vediamo Roglic, Ayuso e Bernal. Ciccone è ripartito ma procede molto lentamente.

16.41 (-20 km): Caduto anche Bernal, mentre Ciccone purtroppo ancora non riparte.

16.39 (-21 km): Attenzione perché si è spezzato il gruppo, rimangono davanti solo venti corridori tra cui tutta la Visma|Lease a Bike. Purtroppo è caduto anche Giulio Ciccone, molto dolorante.

16.38 (-22 km): Caduta in gruppo! A terra anche la maglia ciclamino Pedersen, molto dolorante Turner.

16.36 (-23 km): Siamo entrati nel circuito finale e ci avviciniamo allo strappo di Saver, che verrà affrontato due volte. Scende di nuovo sotto il minuto al vantaggio della fuga.

16.33 (-26 km): La pioggia potrebbe essere una variabile molto importante in questo finale, che è pieno di strade tortuose. I tre di testa hanno di nuovo un vantaggio superiore al minuto.

16.29 (-29 km): Attenzione perché ricomincia a piovere sulla corsa, in una sezione insidiosa in discesa. Il gruppo rallenta e la fuga ha di nuovo un vantaggio di 50”.

16.26 (-31 km): Siamo rientrati in Italia, e la Red Bull continua a fare il ritmo in testa al gruppo, anche per evitare ogni tipo di rischio. Lo ripetiamo: il pubblico a bordo strada è davvero uno spettacolo.

16.23 (-33 km): Prova a movimentare la corsa la Ineos! Attacco di Tarling, ma chiude la Red Bull di Roglic.

16.19 (-36 km): Asgreen passa per primo al GPM davanti a Maestri e Marcellusi, mentre ha perso contatto Davy. Accelera in gruppo la Ineos Grenadiers, per prendere davanti la discesa.

16.16 (-38 km): Guadagna di nuovo qualcosa la fuga, che adesso ha 01’20” di vantaggio. In gruppo intanto si vedono davanti i vari blocchi delle formazioni degli uomini di classifica.

16.13 (-40 km): Molto bello il colpo d’occhio a bordo strada, con tantissime bandiere slovene. Il pubblico, anche in Slovenia, ha risposto presente.

16.09 (-43 km): Sono tre i corridori sloveni in gruppo in questo Giro d’Italia. Primoz Roglic e Jan Tratnik, della Red Bull-Bora-hansgrohe, e Matevz Govekar della Bahrain Victorious.

16.05 (-45 km): Siamo entrati in Slovenia! È ci avviciniamo al primo GPM della giornata, quello di Goniace/San Martino. Il vantaggio della fuga è di 01’10”.

16.00 (-49 km): E adesso ci troviamo a Cormons, dov’è nato e cresciuto il grande Bruno Pizzul, uno dei monumenti della storia del giornalismo sportivo, scomparso a inizio marzo.

15.56 (-53 km): Provano a crederci i quattro di testa, che sono tornati a guadagnare qualche secondo. In questo momento, il vantaggio sul gruppo è di 01’15”.

15.51 (-57 km): Intanto con la corsa siamo a Manzano, sul fiume Natisone. Qui si trova l’abbazia di Rosazzo, edificata nel X secolo e poi profondamente trasformata nel Cinquecento.

15.47 (-61 km): Maestri conquista il Chilometro Red Bull davanti a Marcellusi, dopo un’altra volata tra i due italiani presenti il fuga.

15.42 (-65 km): Intanto sulla corsa è tornato il sole, mentre ci avviciniamo al Chilometro Red Bull di Marzano.

15.38 (-68 km): Questa mania dei fumogeni sulle strade del Giro deve finire: sono belli, sono rosa, ma non in mezzo al gruppo che ha bisogno di tutto il fiato possibile. Ci sarà un altro modo per farsi notare, no?

15.34 (-71 km): Ed eccoci a sfiorare la meraviglia di Palmanova, la città stellata fondata dai veneziani nel 1593. È detta così per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte. Si decise di costruire una fortezza in un punto vicinissimo al confine con gli Asburgo in una lingua del territorio compreso tra Udine e Marano Lagunare (città fortificate in mano a Venezia) incuneato in territorio austriaco. Il Giro corre, per definizione, ma sarebbe bello fermarsi per vedere tutto.

15.26 (-78 km): Adesso Asgreen, Davy, Maestri e Marcellusi hanno ripreso un po’ di spazio, e il vantaggio è tornato a superare il minuto quando siamo a Ontagnano.

15.23 (-80 km): Gonars è tristemente famosa perché qui il regime fascista realizzò nell’autunno del 1941 un campo di concentramento, dove dalla primavera del 1942 furono internate molte migliaia di civili rastrellati nei territori occupati dall’esercito italiano nell’allora Jugoslavia.

15.21 (-82 km): Quasi matematico: smette di piovere, e il gruppo accelera, di conseguenza il vantaggio della fuga si assottiglia. Ora siamo nuovamente sotto il minuto mentre attraversiamo Gonars.

15.15 (-86 km): Questa mattina a Treviso Pinarello ha reso omaggio a Fausto Bertoglio, che 50 anni fa, nel 1975, fu il primo corridore a conquistare il Giro d’Italia su una Pinarello. Vi proponiamo un’intervista a Bertoglio che per noi di Bicisport non sarà mai un corridore qualunque: c’era proprio lui, infatti, insieme al suo compagno di squadra Giovanni Battaglin sulla copertina del primo, storico numero di Bicisport, uscito nel giugno del 1976. Per noi è un pezzo di cuore.

15.07 (-93 km): L’ultimo del poker di testa ha appena vinto lo sprint di Talmassons: si tratta di Martin Marcellusi, 25 anni, romano. Professionista dal 2022, nello stesso anno ha vinto il Trofeo Piva, e ha rappresentato l’Italia nelle prova Under-23 agli europei di Anadia e ai mondiali di Wollongong. Terzo Giro d’Italia consecutivo per lui.

15.05 (-94 km): E veniamo ai due italiani in fuga. Un attaccante di razza è senz’altro Mirco Maestri, reggiano di Guastalla, 33 anni. Professionista dal 2016, ha vinto la classifica a punti della Tirreno-Adriatico 2019. Un anno fa, nella 12ª tappa del Giro, incantò tutti la storia della sua fuga con Julian Alaphilippe, che poi vinse sul traguardo di Fano.

TERZA ORA DI CORSA AL GIRO

15.00 (-98 km): Sotto il diluvio il gruppo adesso lascia un po’ andare. Altro fuggitivo di giornata è Clément Davy, 26 anni, francese di Hyères, famosa stazione balneare che segna il limite occidentale della Costa azzurra. Professionista dal 2021, è un ottimo pistard. È al terzo Giro d’Italia in carriera.

14.55 (-102 km): Kasper Asgreen, 30 anni, danese, è professionista dal 2018. Nel 2019 ha vinto la medaglia d’argento a cronometro ai campionati europei; ha poi vinto la Kuurne-Bruxelles-Kuurne 2020, l’E3 Saxo Bank Classic 2021 e soprattutto il Giro delle Fiandre 2021. È al debutto al Giro d’Italia.

14.52 (-104 km): Adesso l’acqua è arrivata: piove violentemente sulla corsa in questo momento. E noi approfittiamo per raccontarvi i 4 protagonisti della fuga odierna.

14.47 (-108 km): Vi ricordiamo allora chi sono i fuggitivi di giornata, che adesso hanno ripreso un minuto e mezzo di vantaggio: si tratta di Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost), Clément Davy (Groupama-FDJ), e dei due italiani Mirco Maestri (Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè).

14.43 (-111 km): E siamo entrati adesso nella provincia di Pordenone. Si è fatto buio, se verrà giù tutto quello che promettono le nuvole, poveri noi. E più di tutti poveri corridori.

14.38 (-114 km): Nuvoloni neri all’orizzonte dei fuggitivi. Bellissimo il ponte sul Tagliamento.

14.36 (-116 km): Mirco Maestri primo al traguardo volante di Marsano al Tagliamento. Neanche un punto per Mads Pedersen in gruppo.

14.35 (-117 km): Continuano ad alternarsi pioggia e sereno sulla strada della tappa. Stando alle previsioni, dovrebbe continuare così per tutto il giorno. Speriamo che nell’ultima parte l’asfalto non sia bagnato, perché questo renderebbe pericoloso il circuito finale.

14.30 (-121 km): C’è anche Matej Mohoric al traguardo di Nova Gorica, e anche lui – come ieri Giulio Ciccone – è impressionato da Isaac del Toro. Impressionato ma non troppo sorpreso: «Era l’unico che in allenamento non si faceva staccare da Pogacar».

14.16 (-131 km): Vi proponiamo una piccola deviazione: domani rivedremo Mathieu van der Poel, che avevamo lasciato il giorno del suo trionfo alla Parigi-Roubaix. Il fuoriclasse olandese aveva detto fin dall’inverno che uno degli obiettivi di questa stagione è il titolo mondiale nel cross-country. E proprio in vista della gara iridata di settembre Mathieu torna domani alla mtb. Prenderà parte alla prova di Coppa del Mondo a Nove Mesto. Sentite che cosa ha detto questa mattina alla stampa accorsa in Repubblica Ceca.

14.11 (-135 km): Oggi è il giorno del ritorno a casa per uno dei grandi favoriti della vigilia di questo Giro, Primoz Roglic: lo sloveno è attualmente quinto in classifica a 1’15” dalla maglia rosa.

14.07 (-138 km): Dopo le prime 13 tappe possiamo dire che non è un Giro per le fughe: soltanto nella tappa numero 8 è arrivata la fuga, nel giorno di Plapp. Siamo sotto media: nel 2024 sono arrivate 4 tappe, 5 nel 2023, ancora 4 nel 2022.

SECONDA ORA DI CORSA AL GIRO

14.00 (-144 km): Strada bagnata per i fuggitivi, che ora vedono ridursi il vantaggio a 1’23”.

13.53 (-149 km): Attenzione perché comincia leggermente a piovere sulla corsa. Il meteo oggi potrebbe essere una variabile importante, soprattutto sulle tortuose strade del circuito finale.

13.49 (-151 km): Lavorano in testa al gruppo la Visma|Lease a Bike e la Alpecin-Deceuninck, rispettivamente per Olav Kooij e Kaden Groves. Sembrano poche, anche oggi le possibilità, che la fuga possa arrivare al traguardo. Davanti sono rimasti Asgreen, Davy, Maestri e Marcellusi, con due minuti di vantaggio sul gruppo.

13.45 (-154 km): Tra i cinque fuggitivi i attenzione a Kasper Asgreen. Il danese, vincitore del Giro delle Fiandre 2021, due anni fa al Tour de France è riuscito a vincere una tappa nell’ultima settimana resistendo al ritorno del gruppo. Intanto si sfila Meintjes, che aspetta il gruppo.

13.40 (-157 km): Rallenta il gruppo! Via libera per la fuga dei cinque, ma il gruppo dovrebbe presto riorganizzarsi.

13.35 (-163 km): Situazione ancora instabile, provano ad attaccare altri cinque corridori ma la Visma|Lease a Bike sembra intenzionata a chiudere. Dopo il tentativo di Van Aert, che ha provato ad entrare in fuga, lo squadrone olandese potrebbe ora lavorare per la volata di Kooij.

13.31 (-166 km): Va a vuoto un tentativo di De Bondt di rientrare da solo sulla fuga. Fase interlocutoria, vediamo come si riorganizzerà il gruppo.

13.27 (-170 km): Nuovo tentativo di attacco, partono in cinque e stavolta il gruppo lascia fare. Davanti troviamo Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost), Clément Davy (Groupama-FDJ), Louis Meintjes (Intermarché-Wanty), Mirco Maestri (Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè). Potrebbe essere questa la fuga di giornata.

13.23 (-174 km): Ripresa la fuga! Tutto da rifare, gruppo ancora allungatissimo.

13.19 (-178 km): Continua il braccio di ferro tra la fuga e il gruppo, ancora allungatissimo. Lavorano dietro anche la Polti VisitMalta e la Q36.5.

13.16 (-181 km): Tira forte in testa al gruppo la Tudor, che non è riuscita a piazzare corridori nel gruppetto di testa. Solo 14” il vantaggio degli undici battistrada.

13.13 (-184 km): Molto ben assortito il gruppetto che è partito all’attacco. Ci sono Hermans, Van den Bossche, De Bondt, Dewulf, Asgreen, Paleni, Van der Hoorn, Cerny, Lamperti, Edmondson e Van Aert. Gruppo a 20”.

13.08 (-188 km): Si sgancia un altro gruppetto guidato da Kasper Asgreeen, con dentro anche Wout Van Aert. Il gruppo comunque non è lontano, e procede allungatissimo.

13.05 (-191 km): I primi corridori che provano a portare via una fuga sono Enzo Paleni e Dries De Bondt, ma continuano gli scatti. Finora, in questo Giro, c’è stato davvero poco spazio per le fughe: ne è arrivata solo una, nella tappa vinta da Plapp a Castelraimondo.

13.01: VIA! VIA! VIA!

13.00: Il gruppo è fermo al km 0, davanti allo stabilimento della Pinarello. Un omaggio a Fausto Bertoglio, vincitore del primo Giro su bici Pinarello. Ineos Grenadiers in prima fila.

12.53: Mancano 3 km al via lanciato. Tantissima gente anche oggi, possiamo anticiparlo dai primi chilometri.

12.49: Ed ecco – con un minuto d’anticipo, proprio come ieri – il via di questa quattordicesima tappa da Treviso a Nova Gorica/Gorizia: il gruppo è partito, ora sfilata per il meraviglioso centro di Treviso fino al km 0. Tappa lunga: ci aspettano 195 km. Ma qualcuno per prepararsi alla lunga giornata è riuscito a fare colazione con la specialità locale: il tiramisù.

12.45: Quando mancano 5 minuti al via ufficiale dal cuore di Treviso, arriva dalla Ineos Grenadiers la notizia che Brandon Rivera si è purtroppo sentito male durante la notte e non potrà prendere il via nella tappa odierna.

12.43: Si potrebbe discutere a lungo sull’opportunità di mantenere nel ciclismo moderno una classifica riservata al miglior giovane. Si pensi soltanto al podio attuale del Giro: Isaac del Toro ha 21 anni, Juan Ayuso 22, Antonio Tiberi 23.

12.39: Confermate, dopo la tappa di ieri, tutte le maglie: del Toro è in rosa, Pedersen in ciclamino, Ayuso veste la maglia bianca (che in realtà spetterebbe a del Toro, primo in classifica e pure più giovane di lui) e Lorenzo Fortunato ha la maglia azzurra di miglior scalatore.

12.34: Tra le attrazioni principali della città di tappa odierna spiccano il Monastero di Kostanjevica, che custodisce la tomba dell’ultimo re di Francia Carlo X, il Ponte di Solkan, celebre per il suo arco in pietra da record, e il Monte Sabotino, un tempo teatro di battaglie, oggi trasformato in Parco della Pace, dove si possono visitare le trincee della Prima Guerra mondiale e godere di panorami spettacolari sulla Valle dell’Isonzo.

12.30: Oggi arriveremo a Nova Gorica e Gorizia, capitale transfrontaliere della cultura 2025. In realtà si tratta di un’unica città, tagliata in due ormai quasi solo virtualmente dal confine italo-sloveno. 

12.25: Chissà, già a partire da oggi l’ex campione del mondo della Lidl-Trek potrebbe rivincere: l’orizzonte 7 successi non è impossibile (niente sembra davvero impossibile per lui), in questo caso Perdersen batterebbe il super Pogacar della passata edizione.

12.22: Merita la sua vetrina anche Mads Pedersen, in maglia ciclamino dopo aver vestito anche quella di leader della generale in questo Giro: con la vittoria di ieri il danese si è portato a quota 4 successi nella corsa rosa.

Del Toro Romero Isaac del Toro consola Wout van Aert che ha appena perso lo sprint di Vicenza da Mads Pedersen (in primo piano sulla destra nella foto di Marco Alpozzi/Lapresse)

12.15: Restando alla classifica e agli italiani, in top 10 c’è anche Giulio Ciccone, 7° a 2’20” dalla maglia rosa. Seguono Damiano Caruso, 11°, e Giulio Pellizzari, 16°, che in classifica è giusto davanti al suo coinquilino Davide Piganzoli, 17°.

12.10: Del Toro nella tappa di ieri ha raccolto 6 secondi di abbuono: 2 al km Red Bull e 4 al traguardo. Ora ha 38” di margine sul suo compagno di squadra Juan Ayuso e 1’18” su Antonio Tiberi, l’altro giovane sul podio.

12.05: Si riparte dalla maglia rosa di Isaac del Toro. Il giovane messicano, lo abbiamo visto ieri al traguardo di Vicenza, è stato raggiunto dalla mamma, Dora, e dal fratello Angel.

12.00: Al km 140 si entra una prima volta in Slovenia con alcune brevi salite nel Collio per raggiungere Gorizia e l’ingresso nel circuito finale di circa 14 km da percorrere una volta dopo il passaggio sulla linea di arrivo.

11.55: Tappa completamente piatta, con la sola eccezione di alcuni strappi nel finale. Si attraversa la bassa pianura veneta per entrare dopo Cordovado e il Tagliamento in Friuli. 

11.50: Buongiorno dall’incanto di Treviso! Il cielo è parzialmente nuvoloso, la temperatura è di 18°, arriva vento a folate. Anche oggi il Giro fa tappa in una terra a fortissima vocazione ciclistica. La quattordicesima frazione ci porterà a sconfinare in Slovenia. Traguardo a Nova Gorica/Gorizia dopo 195 km.

Percorso

La tappa partirà da Treviso e per oltre 150 chilometri non si segnalano difficoltà altimetriche: i corridori attraverseranno la pianura veneta e quella friulana, passando dagli sprint intermedi di Morsano al Tagliamento (dopo 76,5 chilometri) e Talmassons (dopo 100. chilometri). A Manzano, invece, è posto il Chilometro Red Bull.

Lo sconfinamento in Slovenia coincide con l’inizio delle asperità, con alcune brevi salite nel Collio (Brda) tra cui il GPM di Goniace/San Martino (4ª categoria, 3,5 km al 4,9%) e lo strappo di Saver (4ª categoria, 0,7 km al 7,7%). Dopo il primo passaggio sulla linea del traguardo inizia il circuito finale, lungo 14 chilometri, da percorrere una sola volta. Il circuito comprende di nuovo la salita di Saver, mentre gli ultimi chilometri sono piatti e caratterizzati da curve e rotatorie.

Le città di tappa

Treviso

Treviso spicca per il suo patrimonio medievale e rinascimentale. Il centro storico, attraversato dal fiume Sile, è pieno di piazze e vicoli che hanno valso alla città il soprannome di “piccola Venezia”. Tra i monumenti da non perdere ci sono il Duomo (cioè la Cattedrale di San Pietro) e il Palazzo dei Trecento, oltre alle mura storiche e alle porte monumentali.

Treviso è rinomata anche per la tradizione enogastronomica: qui è nato il tiramisù, è tipico il radicchio rosso, e le colline vicine sono quelle del Prosecco, patrimonio UNESCO. Non mancano vivaci eventi come i mercatini natalizi e il festival del radcchio, che rendono ancora più accogliente l’atmosfera della città.

Nova Gorica/Gorizia

Al confine tra Italia e Slovenia, Nova Gorica è una città giovane e dinamica, nata nel 1947 dopo il Trattato di Parigi. Piazza della Transalpina, condivisa con Gorizia, è il simbolo dell’unione di culture diverse. La città è anche un vivace centro culturale, con teatri, musei, l’Università e il casinò Perla.

La posizione di Nova Gorica la rende ideale per esplorare la regione vinicola del Collio/Brda, famosa per vini come il Friulano e la Ribolla Gialla. I sentieri nel Parco della Pace sul Monte Sabotino e nella foresta di Panovec, invece, costituiscono la location perfetta per escursioni nella natura.

La cronotabella