Giro d’Italia, riecco Bertoglio: con lui nel 1976 la prima copertina del primo BS della storia

Bertoglio
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Questa mattina a Treviso Pinarello ha reso omaggio a Fausto Bertoglio, che 50 anni fa, nel 1975, fu il primo corridore a conquistare il Giro d’Italia su una bici prodotta dall’azienda trevigiana. Proprio per questa occasione, Pinarello ha realizzato per la Ineos Grenadiers una Dogma F con una speciale livrea blu e azzurra, per ricordare la bici con cui il bresciano vinse la Corsa Rosa.

Proprio un emozionato Bertoglio, in partenza, ha raccontato al nostro Filippo Guarnieri qualche aneddoto relativo a quel magnifico 1975: «Sono passati già 50 anni purtroppo, ma i ricordi sono ancora tanti. In quel Giro avevo una condizione formidabile, stavo benissimo però ero gregario di Giovanni Battaglin: come obiettivo mi ero prefissato di andare a caccia di tappe, come la cronoscalata del Ciocco e l’arrivo di Monte Maddalena a Brescia, oltre ovviamente allo Stelvio. Ma asssolutamente non si parlava di maglia rosa. Poi al Ciocco ho preso la maglia, il giorno dopo Battaglin è andato in crisi, ed è spettato a me il compito di tenere la maglia per le otto tappe finali».

«A Monte Maddalena ho fatto secondo ma mi sono trattenuto: o la maglia o la tappa, ho pensato. Stesso discorso nella tappa dello Stelvio, con Galdos: tappa a lui e Giro a me. La Pinarello dell’epoca non era pesantissima, era sugli otto chili e mezzo. Certo, ovviamente quella in carbonio di adesso è tutta un’altra cosa: per me che sono vecchio, quelle di oggi ormai sarebbero fin troppo rigide. Quelle vecchie in acciaio erano un po’ più flessibili».

Un piacere rivedere alla Corsa Rosa un ex vincitore come Fausto, il cui nome tra l’altro è indissolubilmente legato alla nostra rivista. Perché? C’era proprio lui, insieme al compagno di squadra Giovanni Battaglin (i due correvano nella Jollj Ceramica), sulla storica copertina del primo numero di Bicisport della storia, uscito nel giugno del 1976. Eccola!

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