Giro d’Italia, Ciccone costretto ad abbandonare la corsa: «Fa male»

Ciccone dolorante dopo la caduta nella 14ª tappa
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È Giulio Ciccone la principale vittima della caduta di massa nella 14ª tappa del Giro, a 22 km dal traguardo di Nova Gorica/Gorizia. L’abruzzese della Lidl-Trek ha annunciato a tarda sera che non è in grado di proseguire la corsa.

Giulio è riuscito a terminare la tappa, ma è stato poi trasportato all’ospedale locale dove sono stati eseguiti esami ecografici e radiografici. Gli esami hanno confermato che Ciccone ha subito un importante ematoma al muscolo vasto laterale del quadricipite destro, oltre a una piccola lesione alla fascia muscolare. Le sue lesioni sono tali che non potrà continuare a correre al Giro d’Italia. Non è necessario alcun intervento chirurgico, ma Ciccone dovrà osservare un periodo di riposo di circa due settimane.

«Non ho parole. Ho cercato di lottare per finire la tappa perché speravo che gli accertamenti in ospedale dimostrassero che non era così grave e che avrei potuto riprendermi e lottare per una tappa, ma ho capito subito che era una cosa importante perché il dolore era troppo forte, e ora sappiamo perché. Fa male lasciare il Giro in questo modo, soprattutto con le salite che mi aspettano e il grande feeling con la squadra, oltre a lasciare la buona posizione che avevo in classifica generale. Ora ho bisogno di tempo per riprendermi e vedremo per il resto della stagione», le parole amare di Ciccone.

Giulio era arrivato a Nova Gorica scortato dai compagni della Lidl-Trek con più di 16 minuti di ritardo da Kasper Asgreen, aveva tagliato il traguardo 168° su 170. Da subito era sembrato molto dolorante. Nelle dichiarazioni rilasciate dopo l’arrivo, Ciccone ha detto che si sarebbe sottoposto ad un’ecografia «per vedere se c’è qualche lesione» e capire l’entità del problema. Pareva infatti aver localizzato il dolore all’altezza del quadricipite femorale. Ma fino all’ultimo abbiamo sperato che potesse continuare. Invece no.