
Davide Cassani, responsabile di tutte le squadre nazionali Federazione Ciclistica Italiana è coinvolto direttamente in tutte quelle dinamiche che riguardano l’attività. Non ha accettato di buon grado le critiche mosse da alcuni organizzatori di eventi dilettantistici.
A tuo avviso cosa non hanno capito gli organizzatori?
«Non si sono resi conto che questa proposta federale non è stata avanzata per rimpinguare le casse della Federazione, ma per tutelare il calendario e la sicurezza degli atleti. Con gli eventi regionali non si corre, dovremmo averlo capito. E poi, stiamo davvero discutendo sui costi delle transenne e del personale in corsa? Ci riempiamo la bocca di sicurezza e poi storciamo il naso quando questa aumenta».
Ma dove si possono trovare ulteriori fondi in un momento come questo?
«Attenzione, comprendo le difficoltà degli organizzatori e per loro ho il massimo rispetto. Capisco che per loro non sia facile allestire le loro corse, ma quello che più mi preme è il messaggio che passa: non vogliamo compromettere il lavoro di nessuno, ma soltanto migliorarlo ed implementarlo».
Critiche gratuite, dunque?
«In parte, credo di sì. Criticare la Federazione è sempre facile, anche se alla fine già quest’anno s’è visto come lavora: fondi a disposizione, rimborsi, eventi come l’Extra Giro e il Giro d’Italia Under 23. L’unica Federazione al mondo a garantire un calendario di un certo livello. Se non avesse proposto niente, sarebbe stata accusata di immobilità e disinteresse».
Nessuna recriminazione, quindi?
«Ci si poteva confrontare di più? Forse sì, ma il succo non cambia. Che la Federazione non voglia arricchirsi lo dimostra il fatto che le tasse federali rimangono quelle, quando non diminuiscono. Le spese che aumentano sono altre, quelle dell’allestimento a beneficio degli atleti…»
E i corridori, in tutto questo, dove si collocano?
«Al centro dei nostri pensieri, come detto e come sempre. Ad una prova regionale gli elite non potrebbero partecipare: li facciamo smettere? Ma non diciamo sempre che gli atleti italiani vengono fuori col tempo, che con loro bisogna aver pazienza e lasciarli correre? Le differenze tra una regionale e una nazionale ci sono, ovviamente, ma secondo me “in positivo”: dal punto di vista della sicurezza e della fattibilità dell’evento».
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