INCHIESTA U23/SETTIMA PUNTATA: il bilancio dopo la riunione tra Federazione e responsabili regionali

Il gruppo degli Under 23 (foto: Fruzzetti)
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Dopo una settimana di polemiche intense, il confronto tra organizzatori e Federazione Ciclistica Italiana si assesta su toni più sereni e collaborativi. Ieri sera, infatti, una riunione durata poco meno di tre ore ha permesso ai vertici federali e ai responsabili regionali della struttura tecnica di chiarire i punti più delicati della questione. Non ancora risolta, ci mancherebbe: ma già intravedere qualche schiarita non è poco.

Nelle vesti di rappresentante dell’Umbria c’era Enzo Amantini, uno degli organizzatori che in un primissimo momento avevano alzato la voce. «Il bilancio di questo primo incontro – spiega – mi sembra positivo. Dei vertici federali non mancava nessuno: c’erano Renato Di Rocco, Daniela Isetti e Ruggero Cazzaniga. Quindi non abbiamo parlato al vento. Come ho sempre sostenuto, alla Federazione attribuivo una sola colpa: quella di non averci interpellato e coinvolto fin da subito, noi che viviamo quotidianamente il ciclismo del nostro territorio. Secondo me lo hanno capito e con maturità e sincero interesse si sono mossi di conseguenza. Da un punto di vista economico, lo ribadisco, in questo momento alla FCI non si può che dire grazie. Anzi, per il 2021 si è parlato addirittura di un ulteriore contributo di 500 euro per quanto riguarda le tasse federali in favore di chi organizzerà una corsa nazionale. Ancora non c’è niente di ufficiale, la Federazione è in fibrillazione per le elezioni ormai imminenti e quindi ha il suo bel da fare: ma abbiamo imboccato la strada giusta, finalmente».

E’ dello stesso avviso anche Ruggero Cazzaniga, presidente della struttura tecnica federale della strada e della pista: gli organizzatori sono scesi dalle barricate e il messaggio che la Federazione voleva far passare, seppur con calma, sta passando. «Mi raccomando – puntualizza – specifichiamo una volta di più che stiamo parlando soltanto di Under 23 ed Elite. Com’è andata questa famosa riunione? Bene, nessuno ha avanzato polemiche e ho riscontrato volontà di collaborare. Anche perché, diciamolo chiaramente: i fasti di una volta sono sempre più lontani e se non ci aiutiamo a vicenda il ciclismo muore. Alla partenza di una corsa nazionale si potrà schierare una rappresentativa mista, come ha dichiarato qualche giorno fa Davide Cassani a “La Gazzetta dello Sport”. E il 9 dicembre non è, come ho letto da molte parti, l’ultimo giorno utile per bloccare una data per il proprio evento: è una data di riferimento, diciamo, che a noi serve per capire in quale direzione stiamo andando. Se in un organizzatore notiamo intraprendenza e passione, non abbiamo problemi ad aspettare gennaio. Da un punto di vista sociale, la nostra proposta è stata compresa. E su quello organizzativo ci stiamo lavorando, convinti di poter arrivare al più presto ad una soluzione che accontenti tutte le parti e che, soprattutto, tuteli i ragazzi e il nostro movimento».

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