INCHIESTA U23/QUARTA PUNTATA. Cazzaniga: «Polemica immotivata e numeri gonfiati. Le gare nazionali sono più sicure»

Ruggero Cazzaniga e Marino Amadori.
Tempo di lettura: 2 minuti

Ruggero Cazzaniga, presidente della struttura tecnica federale della strada e della pista, non usa mezze parole: è arrabbiato e dispiaciuto per la polemica nata in Toscana, e capeggiata da Fabrizio Carnasciali, sulle decisioni prese dalla Federazione Ciclistica Italiana per quanto riguarda il passaggio da regionali a nazionali di alcuni eventi della prossima stagione.

Ruggero, cosa non condividi delle critiche mosse da Carnasciali?

«Mi dispiace dire questo, perché con Fabrizio mi sono confrontato spesso, ma il suo intervento mi è sembrato molto demagogico e poco costruttivo. L’aumento di costi che lui lamenta, ad esempio, non è veritiero: ha gonfiato le cifre. Quest’anno le società non hanno versato un euro di tasse, peraltro, e nel 2021 vedranno tornare nelle loro tasche il 50% di quello che hanno speso quest’anno per organizzare il loro evento. Per far sì che una corsa regionale diventi nazionale, la Federazione chiede soltanto poche decine di euro in più rispetto al normale. E’ proprio questo che mi fa imbestialire».

Cosa, nello specifico?

«Stando alle parole di Carnasciali, passare da una gara regionale a una nazionale sembra una disgrazia e basta. E invece, significa anche poter contare su misure di sicurezza più efficienti e più corpose. Ecco, è questo il discorso che facciamo noi: a fronte di una spesa tutto sommato simile a quella abituale, viene incrementata la sicurezza e si garantisce la fattibilità di certi eventi regionali».

A cosa ti riferisci, Ruggero?

«E’ molto semplice: finché le normative nazionali rimarranno queste, vale a dire finché l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando non accennerà a ridimensionarsi, sul territorio italiano potranno svolgersi soltanto eventi sportivi d’interesse nazionale. Nazionale, lo ripeto, e non regionale. Ecco, anche per questo motivo non mi aspettavo tutte queste polemiche. E poi, una gara regionale aperta soltanto agli Under 23 esclude a priori gli elite».

Cosa rispondi a Carnasciali quando afferma che, con queste modifiche, le continental e gli elite rischiano di ammazzare lo spettacolo a detrimento dei giovani talenti locali?

«Mi viene da sorridere. Sono anni che le gare regionali vivono questo paradosso, invitando spesso e volentieri chi vogliono, anche atleti stranieri o formazioni extraregionali. Improvvisamente, si vogliono tutelare gli interessi degli atleti locali e regionali. Ripeto, non capisco dove vuole andare a parare Carnasciali con la sua polemica. Non ne capisco l’entità: economica, sociale, prettamente ciclistica? Ho parlato anche con Amantini, che lui stesso dichiara d’avere interpellato, e sinceramente non mi ha avanzato tutte queste polemiche».

E allora, per chiudere, come te le spieghi?

«Non me le spiego. Forse Carnasciali non vuole perdere la speciale deroga dei 400 partenti di cui gode Mercatale, una delle sue corse. Però, in un certo senso, che abbia trovato seguito non mi scandalizza: ci sarà sempre qualcuno disposto a lamentarsi e a cavalcare la polemica, finché si parla di quant’è irrispettosa e assetata di denaro la Federazione Ciclistica Italiana. E’ un peccato, però: il nostro intento era salvaguardare e tutelare il ciclismo giovanile, avendo ogni domenica un evento nazionale. Non di certo spaccarlo».

– Leggi la prima puntata dell’inchiesta riservata agli Under 23

– Leggi la seconda puntata dell’inchiesta riservata agli Under 23

– Leggi la terza puntata dell’inchiesta riservata agli Under 23

– Leggi la quinta puntata dell’inchiesta riservata agli Under 23

– Leggi la sesta puntata dell’inchiesta riservata agli Under 23

– Leggi la settima puntata dell’inchiesta riservata agli Under 23