Giro d’Italia, 19ª tappa: Prodhomme conquista Champoluc, Carapaz attacca ma del Toro tiene

Giro d'Italia
Nicolas Prodhomme vince la 19ª tappa del Giro d'Italia (foto: LaPresse)
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Nicolas Prodhomme (Decathlon AG2R La Mondiale) conquista la diciannovesima tappa del Giro d’Italia, unico superstite di una lunga fuga che ha animato la giornata fin dalle prime fasi. Nel tappone per eccellenza di questo Giro ci si attendevano attacchi dalla lunga distanza, e invece tra i big si è visto molto poco, fino a uno scatto di Carapaz sull’ultima salita: del Toro, però, è riuscito a seguire l’ecuadoriano e ha vinto lo sprint per il secondo posto, guadagnando 6″ di abbuono. Terza posizione per Carapaz, quarto Caruso che ha regolato in volata gli altri uomini di classifica, arrivati a circa 20″ da Carapaz e del Toro. Da segnalare in volata una caduta di Pellizzari, finito a terra all’ultima curva.

Adesso, alla vigilia dell’ultima tappa dura di questo Giro, del Toro conserva 43″ di vantaggio su Carapaz, mentre Simon Yates è terzo a oltre un minuto.

ULTIMO CHILOMETRO!

17.24 (-2 km): È già a Champoluc Prodhomme! Il francese si prepare a festeggiare una grande vittoria di tappa.

17.22 (-4 km): Prodhomme scollina con 55″ sulla coppia all’inseguimento, e vede ormai sempre più vicina la vittoria di tappa. Carapaz e del Toro hanno circa 30″ di vantaggio sugli altri uomini di classifica, su cui sono rientrati McNulty e Majka.

17.20 (-5 km): Ci riprova Gee ma non fa il vuoto, adesso si mette davanti Tiberi che fa il ritmo per Caruso. Continua il forcing di Carapaz ma del Toro non cede un metro.

17.17 (-6 km): Attacca Carapaz! Scatto secco dell’ecuadoriano, ma del Toro risponde con facilità. Dietro ci prova anche Pellizzari con Gee.

17.14 (-7 km): Anche con il gruppo siamo sul tratto duro, l’ultima occasione per attaccare la maglia rosa. Qualcuno ci proverà?

17.11 (-8 km): Il battistrada arriva al tratto più duro della salita ancora con un margine rassicurante. Dietro continua l’immenso lavoro di Rafal Majka.

17.06 (-10 km): Continua a guadagnare Prodhomme, il cui vantaggio adesso super il minuto e mezzo. Il ritmo di Majka è regolare e al GPM mancano meno di sei chilometri, anche se dobbiamo ancora arrivare alla parte più ripida della salita.

17.03 (-12 km): Guadagna molto in questa fase Prodhomme, che adesso ha 01’25” sul gruppo maglia rosa. La salita finale comprende lunghe sezioni di falsopiano e, se la UAE non sarà interessata ad alzare il ritmo, il francese potrebbe davvero arrivare al traguardo.

16.58 (-15 km): Siamo in discesa e Prodhomme conserva poco meno di un minuto di vantaggio sul gruppo. A Brusson, a circa 15 chilometri dal traguardo, comincerà l’ultima salita di giornata, quella di Antagnod, lunga 9,5 chilometri con una pendenza media del 4,5% e punte all’11%.

16.53 (-20 km): Di nuovo tutti insieme quando siamo ormai in vetta al Col de Joux. Passa per primo Prodhomme, 55″ il ritardo del gruppo.

16.51 (-21 km): Ci prova Carapaz! Rispondono Yates, del Toro, Gee, Caruso e Tiberi. Perde invece qualche metro Pellizzari.

16.48 (-22 km): Situazione stabile in gara, il vantaggio di Prodhomme si mantiene costante e il gruppo è sempre tirato da Majka. Solo un chilometro e mezzo al GPM.

16.45 (-23 km): Nel gruppo maglia rosa, a 01’10” da Prodhomme, sono in dodici. Ci sono Majka, McNulty, del Toro, Simon Yates, Storer, Rubio, Gee, Bernal, Carapaz, Tiberi, Caruso e Pellizzari.

16.41 (-24 km): Ripresi Verona e Tiberi, mentre Prodhomme ha ancora 01’10’ di vantaggio sul gruppo Si sfila Arrieta, ora tira Majka.

16.39 (-25 km): Già un minuto il vantaggio di Prodhomme su Verona, mentre Tiberi sta per essere ripreso dal gruppo maglia rosa. Yates, Carapaz e Gee avranno le forze per attaccare del Toro? Sia il messicano che la sua squadra oggi appaiono solidissimi.

16.36 (-26 km): Adesso si è spostato Lemmen, e quindi non rimangono più gregari per i principali avversari di del Toro. Prende di nuovo in mano la situazione la UAE, presente in forze con Arrieta, McNulty e Majka.

16.33 (-27 km): Riparte Prodhomme che questa volta riesce a fare il vuoto su Verona e Tiberi. Solo un minuto, però, il vantaggio sul gruppo maglia rosa.

16.30 (-28 km): Molto bene Tiberi, che riesce a rientrare su Prodhomme e Verona. Intanto il gruppo ha ripreso tutti gli altri corridori che facevano parte della fuga, e ha un ritardo di 01’30” dalla testa della corsa.

16.27 (-30 km): Perde qualche metro Tiberi, rimangono in testa Prodhomme e Verona. Il laziale, comunque, prova a non mollare. Intanto il gruppo riprende Lemmen, che potrà dare una mano alla Visma|Lease a Bike.

16.25 (-31 km): Continua il forcing in testa al gruppo maglia rosa, e perde contatto Adam Yates: per del Toro, quindi, rimangono McNulty e Majka.

16.21 (-32 km): In tre chilometri il gruppo maglia rosa ha già recuperato un minuto!

16.14 (-34 km): La Visma e la EF cambiano immediatamente il ritmo. Si va forte adesso.

16.11 (-35 km): E si ricomincia a salire. Siamo sul Col de Joux, salita di 15,1 chilometri al 6,9% con massime al 12%. Si tratta del terzo 1ª categoria consecutivo.

16.06 (-38 km): Addirittura sale a 3 minuti il ritardo del gruppetto maglia rosa. Riuscirà ad arrivare la fuga? Antonio Tiberi avrebbe una grandissima occasione per lasciare il segno in questo Giro d’Italia.

16.00 (-43 km): A fine discesa saremo a Saint Vincent dove è presente anche il chilometro Red Bull. I secondi di abbuono, però, verranno distribuiti tra gli attaccanti, non lasciando agli uomini di classifica la possibilità di recuperare terreno nella generale.

15.55 (-47 km): In discesa il gruppo sta perdendo lentamente qualcosa. Sale a 2’20” il ritardo.

15.51 (-52 km): Siamo in discesa. Notiamo con piacere come Pellizzari abbia rimontato posizioni per affrontare le curve davanti. Davanti, invece, i quattro si sono riuniti e stanno pennellando i vari tornanti.

15.46 (-56 km): Allungo di Prodhomme in vista del Gran Premio della Montagna. Carlos Verona perde qualche metro, leggermente più indietro Tiberi con Arrieta. Soffrono gli altri.

15.44 (-57 km): Il gruppo maglia rosa si trova a 2’07” con il ritmo fatto sempre dagli uomini della Visma|Lease a Bike per Simon Yates. Marco Frigo della Israel in seconda posizione dà i cambi, impostando un ritmo ideale a Derek Gee.

15.42 (-58 km): Crampi per Chris Harper mentre Bart Lemmen prova a tenere come può le ruote del gruppetto di testa. Sempre Pello Bilbao a fare il ritmo per Tiberi.

15.38 (-59 km): Ultime posizioni del gruppo per Piganzoli e Bernal. Anche Pellizzari si trova nella seconda parte del plotoncino della maglia rosa. Molto più avanti, invece, Damiano Caruso che sembra in grande forma.

15.34 (-61 km): Facciamo la conta di chi è rimasto davanti. Il nostro Antonio Tiberi che sta pedalando davvero bene dopo la terribile giornata di mercoledì è insieme a Pello Bilbao, Prodhomme, Meintjes, Verona, Harper, Lemmen e Arrieta!

15.27 (-63 km): Il gruppo maglia rosa sta tenendo un buon ritmo, restando sempre sui 2’40” di ritardo rispetto alla fuga. Israel e Visma a fare l’andatura.

15.22 (-66 km): Rientrano anche Moniquet, Bilbao, Prodhomme, Lemmen e Arrieta.

15.17 (-67 km): Un pimpante Tiberi oggi! Con Antonio guadagnano margine anche Meintjes, Verona e Bardet.

15.11 (-69 km): Konrad, Cepeda, Scaroni e Gaudu perdono contatto dal gruppo di testa. Gran ritmo in salita.

15.03 (-72 km): La salita è veramente dura. Parliamo di un Gran Premio della Montagna di prima categoria di ben 16,5 chilometri con pendenza media del 7,2% con massime al 12%. Non certo una passeggiata…

14.59 (-73 km): Ci siamo! Per la fuga, che comprende in questo momento 24 corridori, comincia adesso il Saint Pantaleon .

14.55 (-78 km): Anche Châtillon è vestita a festa per il Giro, e al traguardo volante passa per primo Tonelli. Il gruppo ha perso un minuto dalla fuga e si trova ora a 03’40”. Aumenta il ritmo Baroncini: la UAE non vuole lasciare troppo margine ai fuggitivi, che comprendono anche i due compagni di squadra di Carapaz.

14.48 (-82 km): E siamo di nuovo nella valle, per il breve tratto in falsopiano che precede il Saint-Pantaléon. È cresciuto il vantaggio della fuga, che ora ha un margine di 03’10” sul gruppo.

14.45 (-84 km): Al termine della discesa arriveremo allo sprint intermedio di Châtillon, che si trova nella valle centrale della Dora Baltea ed è il terzo comunque più popolato della Valle d’Aosta dopo Aosta e Sarre.

14.39 (-89 km): A proposito del Saint-Pantaléon: la seconda salita di giornata è lunga 16,5 km con una pendenza media del 7,2%, con punte al 12%. Qui potrebbero vedersi davvero le prime schermaglie tra gli uomini di classifica.

14.34 (-96 km): Anche il gruppo arriva al Gran Premio della Montagna, con un ritardo di 02’45” dai primi. La UAE ha imposto un ritmo regolare ma non troppo moderato, e la fuga non ha preso il largo. Adesso discesa, dieci chilometri in falsopiano e poi sarà il momento del Saint-Pantaléon.

14.29 (-99 km): Eccoci al GPM, con un grande spettacolo di pubblico a bordo strada. Passa per primo Scaroni, che è secondo alle spalle di Fortunato nella classifica degli scalatori.

14.25 (-108 km): Attenzione perché anche il caldo oggi potrebbe giocare un ruolo importante, e rendere ancora più complicata una giornata già molto esigente. il gruppo sta andando a riprendere Pedersen, Pidcock poco più indietro, mentre è molto più lontano Piganzoli.

14.21 (-101 km): Perde contatto dal gruppo Tom Pidcock, sempre più deludente il Giro del britannico.

14.20 (-101 km): In testa al gruppo, invece, ci sono i compagni di squadra della maglia rosa. La fuga guadagna ma non ha ancora preso del tutto il largo, e il gruppo si trova a 02’50”.

14.16 (-102 km): Anche Van Aert adesso perde contatto dalla fuga, in un tratto al 14%. La fuga è guidata da Rafferty e Steinhauser, due elementi che potrebbero rivelarsi molto preziosi per Carapaz.

14.12 (-103 km): Gli ultimi cinque chilometri dello Tzecore sono i più duri: la carreggiata si restringe e la pendenza aumenta. Cambia bici Bardet, che si riporta sugli altri componenti del gruppo di testa. Il gruppo maglia rosa si trova a 02’40”.

14.09 (-104 km): È la prima volta che il Giro d’Italia arriva a Champoluca, ma l’anno scorso è arrivata qui una tappa del Giro della Valle d’Aosta. Il vincitore? Jarno Widar.

14.04 (-105 km): Del gruppo di testa fa parte anche Antonio Tiberi, che in questi ultimi giorni deve reinventarsi il suo Giro dopo essere uscito di classifica. Leggete QUI le parole del laziale raccolte stamattina dal nostro Davide Bernardini.

14.01 (-107 km): Cambia bici Pidcock, in una fase di gara non particolarmente concitata. Aumenta il vantaggio della fuga, siamo a 02’25”. Si stacca dal gruppo di testa Arensman, in difficoltà anche Pedersen.

13.57 (-109 km): Rientrano sulla fuga anche Meintjes e Tonelli. Il gruppo, intanto, procede tranquillo, con un ritardo di poco superiore ai 02’00”.

13.53 (-110 km): Ecco la composizione del gruppo di testa: Gianni Moscon (Red Bull-Bora), Antonio Tiberi e Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), Sylvain Moniquet e Anthony Perez (Cofidis), Stan Dewulf e Nicolas Prodhomme (Decathlon-AG2R), David Gaudu e Lorenzo Germani (Groupama-FDJ), Darren Rafferty e Georg Steinhauser (EF), Thymen Arensman (Ineos-Grenadiers), Simon Clarke (Israel-Premier Tech), Patrick Konrad, Jacopo Mosca, Mads Pedersen e Carlos Verona (Lidl-Trek), Jefferson Alveiro Cepeda (Movistar), Mark Donovan e Milan Vader (Q36.5), Mattia Cattaneo (Soudal-Quick Step), Romain Bardet (Picnic PostNL), Chris Harper (Jayco-AlUla), Wout van Aert e Bart Lemmen (Visma | Lease a Bike), Marco Brenner (Tudor), Igor Arrieta (UAE), Martín Marcellusi e Manuele Tarozzi (VF Group Bardiani CSF Faizané) e Christian Scaroni (XDS Astana).

13.43 (-113 km): All’inizio del Col Tzecore è avvenuto il ricongiungimento tra la testa della corsa e gli inseguitori. In testa, quindi, un gruppone di 31 corridori.

13.40 (-116 km): Nel gruppo di inseguitori ci sono Denz, Moscon, Groves, Tiberi, Moniquet, Perez, Rafferty, Germani, Gaudu, Arensman, Pedersen, Konrad, Mosca, Verona, Cepeda, Aular, Harper, Bardet, Van Aert, Brenner e Tarozzi.

13.33 (-120 km): Adesso si è formato un nutrito gruppetto di inseguitori, che ha un ritardo di 29” dalla testa della corsa. Più indietro un terzo gruppetto, mentre il gruppo maglia rosa ha rallentato.

13.29 (-123 km): Meno di dieci chilometri all’inizio del Col Tzecore: la fuga si formerà in salita?

13.23 (-128 km): Al traguardo volante di Pont-Saint-Martin passa davanti la fuga, Pedersen sprinta per il quinto posto.

13.19 (-132 km): Si susseguono gli scatti in questa fase di pianura, che può essere decisiva per la formazine della fuga. 36″ il vantaggio dei quattro di testa.

13.14 (-136 km): Ripreso Tonelli, partono nuovi tentativi di attacco. Piganzoli è un po’ staccato dalla coda del gruppo, ma sta cercando di rientrare.

13.12 (-138 km): Siamo di nuovo in pianura, i quattro di testa hanno un vantaggio di circa 40″ su Tonelli, più indietro il gruppo, allungatissimo e spezzato in più tronconi sotto l’impulso di Pedersen.

13.09 (-141 km): Tra i favoriti di oggi, e non potrebbe essere altrimenti vista la sua grande condizione, c’è Giulio Pellizzari: leggete QUI cosa ha detto il marchigiano al nostro Davide Bernardini stamattina.

13.05 (-145 km): Siamo in discesa e la situazione ancora non si stabilizza, con il vantaggio dei quattro che si aggira intorno ai 30″ sul gruppo, rientrato su un gruppetto di contrattaccanti.

13.01 (-149 km): Ed eccoci al GPM di Croce Serra, passa per primo Cattaneo. Gruppo ancora allungatissimo.

12.58 (-151 km): Bello vedere davanti anche Antonio Tiberi, che prova a portare via un gruppetto di contrattaccanti con dentro anche la maglia ciclamino Pedersen. Il laziale potrebbe risultare molto utile a Damiano Caruso.

12.55 (-152 km): Due chilometri al GPM di Croce Serra, fase di gara ancora abbastanza confusa con il gruppo a soli 30″ dalla testa della corsa. Davanti un quartetto con Cattaneo, Lemmen, Prodhomme e Steinhauser.

12.50 (-154 km): Si è rialzato Jan Tratnik. Rimangono davanti in 4 (Cattaneo, Lemmen, Prodhomme, Steinhauser) ma non sembra finita qui. Da dietro arriva un gruppetto più numeroso. Ma c’è la EF di Carapaz in testa al gruppo a tirare: questa composizione della fuga non piace all’ecaudoriano.

12.45 (-158 km): Anche Cattaneo e Lemmen hanno raggiunto Tratnik, Prodhomme e Steinhauser. Ma non possiamo considerare la fuga partita. Ci vorrà tempo, e molti più uomini. Mancano ancora 8 km di salita di Croce Serra.

12.42 (-160 km): Siamo già in salita, e il primo a farsi vedere è stato Wout van Aert in testa al gruppo. Ma sono Tratnik, Prodhomme e Steinhauser i primi a uscire davvero dal gruppo.

12.37 (-162 km): Si parte subito in salita, con il Croce Serra. Prima del via anche Richard Carapaz ha detto la sua sulla giornata che ci aspetta. Bella definizione quella dell’ecuadoriano sulla tappa di oggi: «È la porta che si apre per Roma».

12.34 (-166 km): VIA! VIA! VIA! È partita con un minuto di anticipo la 19ª tappa di questo Giro numero 108.

12.32: Subito un problema meccanico nel tratto di trasferimento per Simon Yates, il terzo della classifica generale.

12.30: Cinque Gpm e quasi 5mila metri di dislivello: ci aspetta un tappane da brividi. E per chi ha intenzione di rovesciare il Giro, non mancheranno certo le occasioni per farlo. Ci vogliono gambe, coraggio, e anche un po’ di incoscienza.

12.25: Jakob Fuglsang chiuderà domenica sera a Roma la sua storia con la Israel-Premier Tech. Passato professionista nel 2009, il quarantenne danese ha vinto due corse monumento: la Liegi-Bastogne-Liegi del 2019 e il Lombardia del 2020. Ha vinto due volte anche il Critérium du Dauphiné.

12.21: I corridori sono partiti con un minuto di ritardo per il tratto di trasferimento (5,7 km), dal km 0 in avanti avranno 166 durissimi chilometri verso Champoluc.

12.15: Mancano 5 minuti al via, ed è Giulio Pellizzari in persona che ci ha descritto i suoi piani per oggi al foglio firma. «Mi piacerebbe giocarmi la vittoria, ma restiamo coi piedi per terra». Parliamo del tempo allora: a Biella sole e 22°.

Una foto (LaPresse) che sembra racchiudere il passato e il futuro del ciclismo italiano: Vincenzo Nibali e Giulio Pellizzari

12.10: Derek Gee è quarto, ai piedi del podio: «Sono contento di come sono andate le gambe finora, ma non c’è nessuna garanzia che sarà così anche oggi e domani». Anche il canadese insomma non si sbilancia. Magari lo farà in corsa…

12.05: Dopo 166 km e molte montagne arriveremo a Champoluc. Le antiche case Walser e lo spettacolo delle cime del Monte Rosa coperte di ghiaccio meritano il viaggio.

12.00: Non si fa che parlare di Giulio Pellizzari, grande speranza italiana. Noi ne abbiamo parlato con Patxi Vila, che non nasconde le grandi qualità del giovane marchigiano, ma ci invita ad avere un po’ di pazienza.

11.55: In attesa del via, vi invitiamo a leggere la consueta guida alle salite odierne – che sono tante – nell’analisi di Alberto Ferraris.

11.50: Quando manca mezz’ora esatta al via da Biella, abbiamo intercettato Egan Bernal al villaggio di partenza. Che cosa ti aspetti oggi Egan? «È il Giro, può sempre succedere di tutto». Ne sappiamo quanto prima…

11.45: Le maglie: quella rosa ce l’ha il ventunenne messicano della UAE Isaac del Toro, quella ciclamino (classifica a punti) è saldamente sulle spalle del danese della Lidl-Trek Mads Pedersen, quella azzurra che spetta al leader del Gran Premio della Montagna ce l’ha Lorenzo Fortunato, dell’Astana, e quella bianca di miglior giovane, che spetta a del Toro, la indosserà anche oggi Giulio Pellizzari.

11.40: Compleanni in corsa: ieri Richard Carapaz, secondo in classifica generale, ha compiuto 32 anni, mentre oggi il francese Enzo Palena festeggia i suoi 23 con una tappa decisamente impegnativa.

11.35: A proposito di Roglic. Da un’intervista alla moglie del campione sloveno, Lora, è venuto fuori che questo Giro è stato davvero una brutta esperienza per tutta la famiglia, non soltanto per Primoz. Leggete il nostro racconto di quello che è successo alla moglie e ai due bambini di Roglic a Pisa, il giorno della cronometro.

11.30: Ci sono due italiani nella top ten al via della 19ª tappa: si tratta del siciliano Damiano Caruso, 37 anni, della Bahrain Victorious, quinto a 3’06” dalla maglia rosa; e del marchigiano Giulio Pellizzari, 21 anni, della Red Bull-Bora-hansgrohe, settimo in classifica a 5’02” dopo aver fatto per le prime due settimane il gregario per Primoz Roglic.

11.25: Ma ricapitoliamo la classifica prima di una tappa destinata a cambiarla. Ecco i primi 10 della generale, con Del Toro che indossa la maglia rosa da Siena.

11.20: Buongiorno da Biella. Il Giro d’Italia s’avvia verso la fine e verso le ultime grandi fatiche. Oggi, nel corso della 19ª tappa che scatta esattamente tra un’ora, se ne affronteranno diverse. Tra Piemonte e Valle d’Aosta i corridori scaleranno Croce Serra, il Col Tzecore, il Col Saint-Pantaléon, il Col de Joux e Antagnod. Un po’ di respiro giusto per affrontare il finale.

Percorso

I primi chilometri della tappa, fino alla salita di Santa Croce, saranno su terreno biellese. La discesa invece porterà in provincia di Torino, ma solo per quei pochi chilometri che separano il Piemonte dalla Valle d’Aosta. Si entrerà nella regione bilingue italiana e francese dopo Settimo Vittone e subito, passando dal Forte di Bard, si salirà verso il Col Tzecore: i 16 chilometri al 7,7% di pendenza media con punte al 15% lo rendono un Gpm di prima categoria.

La lunga discesa terminerà a Châtillon con un traguardo volante (il secondo dopo quello di Pont-Saint-Martin), ma presto – da Saint-Denis – si riprenderà a salire verso il Col Saint-Pantaléon (16,5 chilometri al 7,2%). La discesa condurrà a Saint-Vincent con il bonus RedBull da dove si imboccherà la salita verso Champoluc, non prima di aver affrontato il Col de Joux (15,1 chilometri al 6,9%) e la salita di Antagnod (9,5 chilometri al 4,5%). Gli ultimi tre chilometri saranno in breve discesa e l’arrivo in piano.

Le città di tappa

Biella

Famosa per la sua tradizione tessile, Biella è una città che si pone come importante polo industriale. Il centro cittadino, caratterizzato da un elegante pavé, addolcisce ancor di più la vista sulle montagne circostanti. La salita di Oropa, mitica per le imprese di Pantani prima e di Pogacar poi, parte da qui.

Champoluc

Champoluc, in Valle d’Aosta, è una località rinomata per le sue piste da sci. Situata nel cuore del Monte Rosa, offre una vista spettacolare e un’ampia scelta di impianti. In estate Champoluc è ottima per partire alla volta di escursioni e passeggiate in montagna.

La cronotabella