
Sconfitto, ma non arreso. Alla partenza della diciannovesima tappa, Antonio Tiberi non ha perso quella imperturbabilità di fondo che lo accompagna sempre e che lo ha sostenuto in momenti ben più uggiosi di un Giro d’Italia andato male.
«Più passano i giorni e più mi sento meglio, per fortuna, anche se del tutto non ho ancora recuperato dalle botte delle scorse tappe. La frazione di ieri, corta e tutto sommato tranquilla, è stata provvidenziale».
Proverai ad entrare nelle fughe o rimarrai accanto a Caruso, adesso quinto?
«Vedremo che piega prenderanno le prossime due giornate. Se avvertissi ottime sensazioni, potrei anche buttarmi all’attacco, comunque adesso la priorità è la classifica di Damiano».
Vi siete invertiti i ruoli. Può salire sul podio?
«Un piazzamento tra i primi cinque è già prestigioso, ma non ci accontenteremo. Proveremo ad inventarci qualcosa per provare a salire sul podio e io spero di poterlo aiutare il più possibile in questa direzione».
Chi è il tuo favorito per la vittoria finale?
«Ci sono alcuni corridori che vanno ancora forte, ma ora come ora il mio favorito per la maglia rosa è Carapaz».












