Federciclismo. Giovedì previsto al Coni lo scontro Dagnoni-Gimondi. Il ciclismo esige chiarezza e verità

Dagnoni
Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana
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La riunione dei presidenti regionali non ha dato la spallata al vertice federale che qualcuno si augurava, il documento preparato è rimasto nei cassetti, ma non sono mancati confronti aspri. I presidenti regionali però non ci stanno a passare per pavidi o accomodanti, pare sia stato ricordato loro che la loro presenze alle riunioni del consiglio è prevista dallo Statuto, ma ha un ruolo consultivo. Possono ascoltare, parlare, ma non hanno alcun diritto di incidere.
Ovviamente poi i venti presidenti hanno visioni e approcci diversi, quindi è comprensibile che ci siano reazioni anche differenti. Più di uno non nasconde nemmeno il timore che posizioni critiche possano provocare ispezioni nei propri comitati. Giovedì, a Roma, si svolgerà la riunione della Giunta del Coni (presente Norma Gimondi) e il Consiglio del Coni (presente Cordiano Dagnoni). Nell’occasione dovrebbe svolgersi l’audit che lo stesso presidente Dagnoni ha annunciato per rendere conto al Coni dello svolgimento dei fatti. Lascia comunque qualche dubbio il comportamento del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha costretto la Gimondi al silenzio e lasciato a Dagnoni e Tolu piena libertà d’azione.

Infine, vale la pena spiegare che il tanto invocato commissariamento della Federazione da parte del Coni, è regolato in casi specifici che le norme regolano con precisione.

Eccole: il Coni «delibera, su proposta della Giunta Nazionale, il commissariamento delle Federazioni sportive Nazionali e delle discipline sportive associate, in caso di gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi, o nel caso non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionale».

La giunta potrebbe arrivare al commissariamento, decisione estrema, in caso venissero accertate “gravi irregolarità nella gestione”. Si può dedurre che l’ipotesi potrà essere presa in considerazione solo se la redazione dei verbali con aggiunte, cassazioni, ed “errori di trascrizione”, contratti “inesistenti”, offerte di danaro a Bugno possono essere valutati come “gravi irregolarità nella gestione”.