Giada Borgato: «Io la prima donna a commentare il Giro? Un onore, ma non nascondo l’emozione»

Giada Borgato
Giada Borgato in una foto d'archivio al Giro Rosa.
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Tante conferme e alcune novità hanno caratterizzato il palinsesto Rai per il Giro d’Italia 2021. Dalle primissime ore del mattino fino al termine della giornata gli appassionati di ciclismo potranno contare su una copertura totale della corsa rosa, grazie all’intervento di giornalisti, addetti ai lavori, corridori e tecnici delle squadre. Insomma, un grande spettacolo tutto dedicato al Giro.

Tra le più importanti novità di questa edizione c’è la presenza in cabina di commento di Giada Borgato, già voce del ciclismo per la Rai per le gare femminili e alcune classiche del nord. La competenza e la professionalità di Giada hanno conquistato i tifosi, e così Auro Bulbarelli ha pensato di affidarle, in coppia con l’esperto Francesco Pancani, la telecronaca degli ultimi chilometri di ogni tappa.

Abbiamo dunque deciso di contattare telefonicamente proprio Giada Borgato per sapere come ha appreso la notizia e le sue sensazioni a dieci giorni dalla partenza del Giro d’Italia. Sarà emozionata?

Giada, sarai la voce tecnica del Giro d’Italia. Come hai preso la notizia?

«Mi è stato riferito tutto dopo il Trofeo Binda che ho commentato insieme a Stefano Rizzato. All’inizio stentavo a crederci, è un’emozione incredibile, ma anche motivo di orgoglio. Ho detto subito di sì, non nascondo però di essere un pochino emozionata».

Cosa significa essere la prima donna a commentare il Giro?

«Sicuramente è un evento storico, molto importante per tutte noi donne appassionate di ciclismo. E’ anche però una responsabilità enorme, avrò gli occhi di tutti addosso. Dovrò tenere a bada la tensione, ma so di poter contare su una grande squadra».

Commenterai la corsa con Pancani dopo il “successo” delle classiche…

«Sì, Francesco è una bravissima persona, oltre che estremamente preparata. Mi ha sempre messo a mio agio e lavorare con lui è un piacere. Poi avremo anche Fabio Genovesi, che i tifosi hanno apprezzato in queste ultime due edizioni del Giro, ma anche il mio amico Stefano Rizzato in moto…»

Con Rizzato avete formato in questi anni una grande coppia che ha fatto crescere l’interesse anche nel movimento femminile…

«Assolutamente si. Credo che i tifosi stringano anche un certo legame con i telecronisti. Si affezionano per così dire. In Italia noi abbiamo una lunga tradizione, soprattutto nel ciclismo. Io e Stefano abbiamo cercato di dare un piccolo contributo anche al movimento femminile».

Giada Borgato, vincitrice del campionato italiano élite nel 2012 (foto: Mosna)

Va fatto ancora molto per il ciclismo femminile?

«Sicuramente, ma siamo sulla buona strada. Da ex-atleta ci tengo particolarmente. Dal 2016 il movimento è cresciuto molto. Quando correvo le squadre forti erano poche, ora con il WorldTour l’interesse si è ampliato, basta vedere tutte le squadre maschile che hanno creato una formazione anche femminile. Poi sono arrivate le televisioni, ma anche i social, veicolo importantissimo per creare tutta una pubblicità attorno alle ragazze».

Torniamo al Giro. Che corsa ti aspetti?

«Il Giro è una corsa imprevedibile. Pensiamo allo scorso anno, chi poteva pensare di vedere Geoghegan Hart e Hindley giocarsi la maglia rosa nella cronometro di Milano? Per questa edizione il favorito numero uno è sicuramente Bernal, ma bisogna capire se ha risolto o meno i problemi alla schiena. Poi c’è Yates, che al Tour of the Alps stava volando…»

E gli italiani?

«Mi aspetto Ciccone, in attesa di capire come sta Nibali, in ottica classifica generale. Per le volate invece faccio affidamento sul talento di Nizzolo e Viviani».