Qualche giorno fa Tadej Pogacar ha rivelato il particolare soprannome che lui e i suoi compagni della UAE Team Emirates-XRG usavano per Nicolas Prodhomme della Decathlon CMA CGM, protagonista di grandi tirate in testa al gruppo al servizio di Paul Seixas: «In squadra lo chiamavamo Pantani perché riusciva sempre a trovare le energie per quell’accelerazione finale. Prodhomme partiva ogni volta con quei 500 metri a tutta, allungando il gruppo».
In un’intervista a VéloFuté, Prodhomme stesso ha commentato questo soprannome con una risata: «Onestamente non mi vedo come Pantani e preferisco essere chiamato col mio nome, ma quando ho letto la spiegazione dietro a questo soprannome ho pensato che fosse un bel comlimento. Quindi lo prendo con ironia e vedo il lato positivo».
Il francese è poi tornato sullo sguardo lanciatogli da Pogacar su Col de Sarenne durante la penultima tappa: «C’è stato un problema di comunicazione con l’ammiraglia: il mio compito era quello di rendere dura la corsa, ma non in quel momento. Credo che Tadej si stesse semplicemente chiedendo il perché di quell’accelerazione: lì per lì non mi sono nemmeno accorto che mi ha guardato, perché ero impegnato con la radio e con il computerino. Non c’è nessun problema tra di noi».














