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Pogacar su Prodhomme: «Lo chiamavamo Pantani perché trovava sempre le energie per un’accelerazione»

L'occhiataccia di Pogacar a Nicolas Prodhomme sul Col de Sarenne
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Sul Col de Sarenne, mentre nella 20ª tappa del Tour de France Tadej Pogacar in maglia gialla faceva da gregario a Isaac Del Toro, un corridore lo ha infastidito: Nicolas Prodhomme della Decathlon CMA CGM, compagno di Paul Seixas.

Durante il podcast Val 202, Pogacar ha spiegato quei momenti. «Stavo già tirando al massimo. Con il vento contrario non era affatto semplice. Avevo provato una o due volte a chiedergli un cambio per poter riprendere un po’ fiato e poi tornare a fare il ritmo, ma non me ne ha concesso nemmeno uno. Con loro (Prodhomme e Seixas, ndr) c’era anche un altro corridore della Decathlon, quindi avrebbero potuto aiutarmi almeno un po’. Ma lo capisco, questo è il ciclismo. Nessuno era obbligato ad aiutarmi».

Pogacar ha continuato a spiegare nel dettaglio. «A quel punto mi sono detto: “Va bene, mantengo questo ritmo fino in cima, è tutto sotto controllo, Isaac sta ancora bene”. Poi Prodhomme mi ha affiancato. L’ho guardato e gli ho detto: “Rilassati. Perché lo fai? Rilassati“. E ci tengo a precisare una cosa: non voglio dire nulla contro di lui, perché è stato straordinario. Il Tour è stato durissimo e lui è stato uno dei corridori più forti della corsa, pur senza ricevere il riconoscimento che meritava. Quello che ha fatto per la squadra è stato eccezionale e spero che all’interno del team se ne siano resi conto».

Lo sloveno ha concluso: «In squadra lo chiamavamo Pantani perché riusciva sempre a trovare le energie per quell’accelerazione finale. Prodhomme partiva ogni volta con quei 500 metri a tutta, allungando il gruppo. A noi questa cosa non piaceva affatto».