Nell'era dei talenti precoci, in un ciclismo che a vent'anni divide i campioni dai gregari, la maglia bianca sembra aver perso valore. Ci siamo abituati a leggere lo stesso nome in testa alla classifica giovani e a quella generale. E al Tour de France il nome è naturalmente quello di Tadej Pogacar. Lo sloveno ha conquistato questa maglia per quattro edizioni consecutive, dal 2020 al 2023. Un primato assoluto. Poi, compiuti i ventisei anni, dall'anno scorso l'ha lasciata agli avversari: Remco Evenepoel, prima, Florian Lipowitz, dopo. Sia il belga che il tedesco sono saliti sul podio finale a Parigi, alle spalle di Pogacar e Jonas Vingegaard. Apparsa per la prima volta nel 1975, l'anno in cui la vinse Francesco Moser, la maglia bianca è scomparsa dal 1988, per poi tornare nel 2000 sulle spalle di Francisco Mancebo, che ancora oggi, a cinquant'anni, continua a gareggiare. Viene da chiedersi, però, se non convenga abbassare l'età (venticinque anni) dei corridori in lizza per questa classifica. Un modo per premiare davvero un giovane al primo exploit e non un corridore già in lotta per la vittoria della generale. Significherebbe mettersi al passo con i tempi e ridare luce propria a una graduatoria finita nell'ombra di quella per la maglia gialla. I maggiori candidati a vestirla quest'anno, però, sono...
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