Giro d’Italia, Piancavallo 1998: quando Pantani smise di essere un grande scalatore sfortunato per diventare un mito

Pantani
Marco Pantani a Piancavallo al Giro d'Italia 1998

È una questione di p. Piancavallo. Pantani. L'associazione è immediata. «Vince in perfetta solitudine» esclamava Adriano De Zan mentre accompagnava in telecronaca la prima vittoria di Marco in quel magico Giro d'Italia 1998 su questa salita. Quel sottile senso di solitudine che ancora si prova quando si va sulle sue montagne, pensando che non è più tra noi. Ieri, durante l'ascesa al Giau e al Falzarego, sono apparse le solite scritte sull'asfalto che lo ricordano, con il semicerchio della P che sovrasta le altre lettere. Ce n'era anche una, gigante, ritagliata sull'erba, che recitava "Pantani nel cuore". Non mancheranno nemmeno oggi, 30 maggio come ventotto anni fa, nella tappa che chiude i giochi per la classifica generale con la doppia ascesa a Piancavallo. Nel 2020 i quindici chilometri di strada, che da Aviano porta alla località turistica montana, sono stati dedicata proprio al corridore romagnolo. All'imbocco, un grande pannello che lo ritrae in maglia rosa, lo ricorda. È qui che Pantani pose la prima pietra per...

...............

Ami il ciclismo? Vuoi leggere questo articolo e tutti i contenuti esclusivi di quibicisport.it? Aderisci alle offerte EXTRA di Bicisport cliccando qui.

Se sei gia abbonato clicca qui per accedere