Jonas Vingegaard, cinque volte Jonas Vingegaard. Il danese della Visma|Lease a Bike domina la ventesima tappa del Giro d’Italia con arrivo a Piancavallo e si va a prendere il quinto successo in questa edizione della corsa, blindando in maniera definitiva quella maglia rosa che gli mancava nel palmares. È stato nettamente il corridore più forte, letteralmente imbattibile in salita: suo il Giro e sua la Tripla Corona.
Seconda posizione a 1’15” per Felix Gall (Decathlon CMA CMG) che vince la volata del gruppetto dei battuti su Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe), che sono rispettivamente secondo e terzo anche in classifica generale. Quarto Derek Gee-West (Lidl-Trek) che non riesce a superare nella graduatoria finale Thymen Arensman (Netcompany-Ineos), quinto oggi, salvato dal compagno di squadra Egan Bernal.
A 2’03” ecco chiudere uno stoico Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious) con qualche secondo di vantaggio sul grande Damiano Caruso (Bahrain Victorious), che anticipa Michael Storer (Tudor Pro Cycling) e Davide Piganzoli (Visma|Lease a Bike), che manca l’assalto alla maglia bianca di miglior giovane sulle spalle del portoghese.
Dunque qual è la classifica generale finale in attesa dell’ultima tappa di Roma che sarà poco più di una passerella? Vingegaard in testa con 5’22” su Gall e 6’25” su Hindley. Seguono Arensman a 7’22” e Gee-West a 7’56”. Poi Storer a 10’13”, Piganzoli a 10’52” e Caruso a 11’24”. Chiude la top-ten Bernal a 12’54”.
16.18 (-1 km): Continua la marcia trionfale di Vingegaard che si appresta a conquistare il quinto successo in questa edizione della corsa, ma soprattutto a blindare in modo pazzesco (e con che facilità!) la classifica generale del Giro d’Italia.
16.13 (-3 km): Hindley e Gee sono rientrati su Gall. I tre hanno un ritardo di 1’19”. Bernal sta salvando momentaneamente la quarta posizione di Arensman, visto che l’olandese sta perdendo solo una quindicina di secondi dal canadese. Piganzoli ed Eulalio ancora insieme a 2’03”.
16.10 (-5 km): Praticamente un minuto di vantaggio per Vingegaard su Gall, che sta per essere ripreso dalla coppia Gee-Hindley. Nel caso del canadese c’è un quarto posto da conquistare ai danni di Thymen Arensman.
16.04 (-7 km): Hindley e Gee devono recuperare circa 14″ su Gall. Bravissimo Piganzoli che rientra su Afonso Eulalio.
16.01 (-8 km): Vingegaard non sta facendo il vuoto su Gall, ma continua a guadagnare, portandosi ora a 32″.
15.57 (-9 km): Vingegaard ha circa 23″ su Gall e 39″ su Gee e Hindley. Poco più dietro Bernal, Arensman ed Eulalio. A 52″ ecco Piganzoli, Caruso e Storer.
15.53 (-10 km): Niente da fare per Davide Piganzoli che si stacca. Grande iniezione di fiducia per Afonso Eulalio in vista della conquista della maglia bianca. Intanto Vingegaard accelera e stacca tutti, come previsto.
15.49 (-11 km): Davanti prova ad andare da solo un ottimo Ludovico Crescioli. Il gruppo maglia rosa guidato dalla Visma però sale davvero forte ed è già ad 1’06” dalla testa della corsa.
15.42 (-13 km): Inizia la salita finale di Piancavallo!
15.37 (-16 km): Il vantaggio dei sei sale a 2’05”, ma difficilmente uno degli attaccanti arriverà per primo al traguardo di Piancavallo. Vingegaard e la Visma vogliono lasciare ancora una volta il segno su questo Giro d’Italia.
15.21 (-32 km): Ai tre attaccanti si sono aggiunti anche Ludovico Crescioli, Axel Huens e Igor Arrieta partiti in discesa.
15.13 (-38 km): Termina il tratto di discesa più impegnativo con i tre attaccanti che continuano a mantenere un vantaggio di circa 1’40” sul gruppo maglia rosa. Probabilmente la vittoria se la giocheranno i big.
14.59 (-52 km): Adesso è ufficiale, Giulio Ciccone vince la maglia azzurra di miglior scalatore del Giro d’Italia 2026.
14.47 (-57 km): Sono rimasti in tre, Jack Haig, Larry Warbasse e Andreas Leknessund con solo 1’50” sul gruppo maglia rosa.
14.35 (-58 km): Davanti restano in cinque perché Tarozzi e Silva perdono contatto. Il gruppo maglia rosa si avvicina rapidamente.
14.25 (-63 km): Già grandissima fatica per Afonso Eulalio, ne può approfittare Davide Piganzoli nella lotta per la maglia bianca!
14.12 (-67 km): Ci siamo! Eccoci ai piedi di Piancavallo con il gruppo maglia rosa a 4’40” dai fuggitivi.
13.47 (-88 km): Ricordiamo la composizione della fuga. Davanti troviamo Thomas Silva, Andreas Leknessund, Manuele Tarozzi, Jonas Geens, Axel Huens, Jack Haig e Larry Warbasse.
13.31 (-100 km): Ancora un tratto piuttosto lungo di pianura prima di entrare nel micidiale circuito con le due scalate a Piancavallo!
13.15 (-113 km): Riuscirà Andreas Leknessund a vincere una tappa dopo i due secondi posti dietro Bettiol e Valgren?
12.58 (-120 km): I risultati del traguardo volante di Folgaria nel Friuli.
| 1 | SILVA Guillermo Thomas | 12 |
| 2 | LEKNESSUND Andreas | 8 |
| 3 | TAROZZI Manuele | 5 |
| 4 | GEENS Jonas | 3 |
| 5 | HUENS Axel | 1 |
12.45 (-128 km): Tarozzi e Warbasse sono riusciti a rientrare sui fuggitivi. Gli attaccanti hanno ora un vantaggio di 5’05” sul gruppo maglia rosa.
12.36 (-135 km): Velocità media fino a questo momento piuttosto alta, siamo 49,3 km/h dopo un’ora e venti di gara.
12.16 (-150 km): Il gruppo maglia rosa ha decisamente rallentato, ma Tarozzi e Warbasse non riescono a rientrare sui primi cinque, tenendosi sempre a circa un minuto.
11.54 (-169 km): I primi cinque hanno un vantaggio di 55″ su Tarozzi e Warbasse. Il gruppo maglia rosa è a 1’50”.
11.43 (-177 km): Dietro ai cinque si sono rilanciati anche Manuele Tarozzi, Larry Warbasse e Arjen Livyns.
11.34 (-185 km): Provano ad allungare in cinque, si tratta di Jonas Geens, Axel Huens, Jack Haig, Andreas Leknessund e Thomas Guillermo Silva.
11.24 (-194 km): Diversi gli attacchi, ma ancora non si riesce a portare via una fuga.
11.15: Partiti! Gruppo già lanciatissimo…
11.00: I corridori si dirigono verso il chilometro zero!
La tappa venti del Giro d’Italia si apre con un primo tratto ondulato che attraversa la piana del Tagliamento nei dintorni di Gemona, dove spiccano la breve salita di Forgaria e il GPM di Clauzetto, che introduce il percorso nella Val Cosa. Si passa quindi per Maniago fino a Montereale Valcellina, dove ha inizio un circuito finale di circa 53 chilometri che prevede la doppia scalata del Piancavallo.
Le strade, pur tortuose, sono sempre ampie e ben pavimentate. Dopo il primo passaggio in salita, si scende verso il lago di Barcis lungo una discesa impegnativa, seguita da una galleria di oltre quattro chilometri in leggera discesa, perfettamente illuminata e con fondo eccellente. Il percorso si fa poi pianeggiante fino ad Aviano, dove comincia l’ascesa decisiva.
Gli ultimi quindici chilometri sono interamente in salita. I primi dieci sono molto ripidi, con pendenze costanti attorno al 9% e punte fino al 14%. Al chilometro 10,9 la strada spiana e accenna una breve discesa, attraversando una galleria paravalanghe, per poi risalire con pendenze più moderate, mai superiori all’8%. L’ultimo chilometro è piuttosto articolato, sempre leggermente in salita, e l’arrivo è posto su un’ampia semicurva con pendenza all’1,5% negli ultimi cento metri, su asfalto largo 7,5 metri.

Le città di tappa
Gemona del Friuli: Adagiata ai piedi delle Alpi Giulie, Gemona del Friuli è uno dei centri storici più importanti dell’intera regione. Da sempre punto di collegamento tra la pianura friulana e i valichi alpini, la città conserva un patrimonio architettonico di grande valore, dominato dall’imponente Duomo di Santa Maria Assunta e da un compatto impianto urbano di origine medievale. La storia recente di Gemona è purtroppo segnata dal terremoto del 1976, che la colpì duramente e di cui proprio nel 2026 ricorrono i cinquant’anni. Quella tragedia, però, ha lasciato anche un’eredità straordinaria: la ricostruzione, condotta con criteri innovativi e grazie alla partecipazione attiva della comunità, è diventata un modello a livello internazionale. Oggi, quell’esempio di rinascita è una parte fondamentale dell’identità di Gemona, capace di guardare al futuro senza dimenticare il passato
Piancavallo: Piancavallo è una delle regine della montagna friulana. Situata su un ampio altopiano delle Prealpi Carniche a oltre 1.200 metri di altitudine, questa frazione del comune di Aviano è nata e cresciuta nel secondo dopoguerra come stazione turistica, diventando in poco tempo uno dei principali centri montani dell’intero Friuli-Venezia Giulia. L’abitato si inserisce in un contesto naturale aperto e generoso, circondato da boschi e rilievi che si stagliano verso il cielo. La sua vocazione è da sempre legata allo sport, agli impianti sciistici in inverno, ma anche a sentieri e percorsi escursionistici che in estate richiamano amanti della natura e delle camminate d’alta quota. Oggi Piancavallo è meta di ogni stagione, capace di offrire ampi spazi di libertà e un panorama che toglie il fiato.













