Giro d’Italia, Vingegaard finalmente in rosa: «Grazie a Piganzoli quasi non ho dovuto attaccare»

Giro d'Italia
Jonas Vingegaard in maglia rosa al Giro d'Italia (foto: LaPresse)
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Terza vittoria di tappa, e questa volta è arrivata anche la maglia rosa: Jonas Vingegaard è sempre più padrone assoluto di questo Giro d’Italia. Il danese, dopo aver fatto lavorare la squadra, ha piazzato uno scatto a cui nessuno dei suoi rivali ha saputo rispondere, vincendo con quasi un minuto su tutti i rivali. In conferenza stampa, poi, Jonas ha raccontato l’emozione di indossare per la prima volta la maglia rosa.

«Penso che la maglia rosa sia una delle maglie più speciali nel mondo del ciclismo, e ne sono davvero orgoglioso. Tanti ragazzi la sognano, e anche io: è davvero speciale per me e per la squadra. Sono molto felice».

Avevi immaginato così questa tappa?

«Sì, proprio così. Il piano era esattamente questo: sapevamo di dover tirare fin dall’inizio e contavamo poi di accelerare sempre di più. Ci siamo riusciti».

Sembri non aver fatto fatica nell’ultima parte della salita.

«In realtà eravamo tutti al limite nel finale, e anche io. Ho sofferto molto il caldo oggi».

Il modo in cui Piganzoli ti ha lanciato ha ricordato quello che fece Van Aert a Hautacam al Tour 2022.

«È vero, è molto simile: ha staccato quasi tutti solo col suo ritmo, per cui quasi non era necessario che io attaccassi. Sono molto contento di come sta andando, e di come stanno andando gli altri miei compagni di squadra. Siamo tutti molto motivati, sono orgoglioso».

Pensi che il Giro oggi sia chiuso?

«Non direi, ci sono ancora tre tappe di montagna molto dure: ancora non è finita, tutti possono avere una brutta giornata. Per me portare questa maglia a Roma sarebbe un sogno, ma ancora manca molto».