Giro d’Italia, 14ª tappa: Vingegaard è troppo forte, sua anche la maglia rosa

Giro d'Italia
Jonas Vingegaard vince la 14ª tappa del Giro d'Italia (foto: LaPresse)
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Un super Jonas Vingegaard conquista Pila e la quattordicesima tappa di questo Giro d’Italia. Terza frazione per lui al terzo arrivo in salita: che dire? È nettamente il corridore più forte con la squadra più forte. Ma il trionfo è doppio perché oltre al traguardo di giornata, il danese della Visma|Lease a Bike conquista anche la maglia rosa.

Vantaggio enorme sui rivali, nonostante abbiano provato in tutti i modi a limitare i danni. Felix Gall (Decathlon CMA CMG) paga al traguardo 49 secondi, ma guadagna 6 secondi di abbuono. A 58″ chiude Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe), mentre a 1’03” ecco i due italiani Davide Piganzoli, che ha fatto anche oggi un lavoro encomiabile per Vingegaard, e Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe). Thymen Arensman (Netcompany-Ineos) è sesto a 1’23”, mentre Michael Storer (Tudor Pro Cycling) è settimo a 1’35”.

La nuova classifica generale vede dunque Jonas Vingegaard in maglia rosa guidare con 2’26” su Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) e 2’50” su Felix Gall. Subito fuori dal podio troviamo Thymen Arensman a 3’03”, Jai Hindley a 3’43” e Giulio Pellizzari a 4’22”. Chiudono la top ten: settimo Michael Storer a 4’46”, ottavo Ben O’Connor a 5’22”, nono Derek Gee a 5’41”, decimo Davide Piganzoli a 6’13”.

16.59 (-1,5 km): Vingegaard continua a guadagnare sempre di più, Gall cerca di difendersi come può a 40″. Intanto la coppia Pellizzari-Hindley rientra su Piganzoli, ma perdono già 50″. Arensman intorno al minuto.

16.56 (-2,5 km): Vingegaard adesso ha davvero accelerato. Ha già 25 secondi su Gall e 30″ sul suo compagno di squadra Piganzoli che ha lavorato per lui. Hindley e Pellizzari a circa 40″, Arensman leggermente più dietro. E la maglia rosa Eulalio? Perde due minuti.

16.54 (-3,5 km): Vingegaard continua a guadagnare pur non facendo proprio il vuoto, mentre Pellizzari rientra su Arensman e Hindley, i più immediati inseguitori di Gall e Piganzoli.

16.52 (-4,5 km): Parte Jonas Vingegaard! Felix Gall è l’unico a “rispondere”, ma perde già contatto. Bravissimo Piganzoli che cerca di incollarsi alla ruota dell’austriaco.

16.50 (-5 km): Ripresi Ciccone e Rubio. Restano in gruppo Piganzoli, Vingegaard, Arensman, Bernal, Hindley, Gall, Storer. Pellizzari purtroppo perde contatto.

16.49 (-5 km): Ci prova Giulio Ciccone! L’abruzzese va via insieme a Einer Rubio, ma i big sono ormai lì a 20″.

16.47 (-6 km): Tra i big non ci sono Rondel, Harper, Gee e O’ Connor.

16.44 (-8 km): Solo 50 secondi tra il gruppo maglia rosa e i sei attaccanti rimasti, ovvero Ciccone, Mas, Rubio, Hirt, Vlasov e Poels.

16.40 (-9 km): Ritmo importante ora di Sepp Kuss che sta mettendo in difficoltà diversi corridori. Bravo Pellizzari che sta recuperando posizioni, mentre Ben O’Connor si stacca insieme alla maglia rosa.

16.33 (-11 km): Davanti sono ancora in undici, ma il vantaggio scende a 1’33”. Nel gruppo maglia rosa il leader Afonso Eulalio è nelle ultime posizioni, mentre sembra leggermente risalire il nostro Giulio Pellizzari.

16.24 (-15 km): È iniziata da qualche minuto la salita di Pila. Parliamo di un Gran Premio della Montagna di prima categoria che misura 16,6 chilometri e presenta una pendenza media del 7%. È una questione di scalatori.

16.17 (-18 km): Attenzione perché il gruppo maglia rosa continua a recuperare sui fuggitivi, solo 2’10” in questo momento. Gli attaccanti sembrano avere il destino segnato.

16.09 (-26 km): Ci avviciniamo a grandi velocità verso il finale di questa tappa, soprattutto all’impegnativa salita di Pila che probabilmente vedrà il gruppo maglia rosa tornare sulla fuga.

16.00 (-33 km): Sempre la Visma|Lease a Bike a fare l’andatura in un gruppo maglia rosa che conta circa una trentina di corridori. Il ritardo dai primi? 2’33”.

15.52 (-41 km): Grande bagarre sulla salita di Vergogne con un Giulio Ciccone scatenato (forse troppo), che si va a prendere anche questo Gran Premio della Montagna. Davanti restano in tredici: Ciccone, Mas, Rubio, Lopez, Hirt, De La Cruz, Donovan, Vlasov, Garofoli, Bouwman, Arrieta, Poels e Kulset.

15.40 (-46 km): Siamo sulla salita di Verrogne, seconda categoria di 5,6 km al 6,9% di pendenza media. Il gruppo maglia rosa ha un ritardo di 3’34” sui quattordici attaccanti rimasti in fuga.

15.33 (-50 km): Intanto Giulio Ciccone si va a prendere il Gran Premio della Montagna di Lin Noir! Bravo il corridore abruzzese che oggi ha una grandissima occasione di conquistare la vittoria di tappa.

15.28 (-52 km): Segnalazione direttamente dal nostro inviato a Pila, all’arrivo le temperature sono molto alte. Oggi il caldo potrebbe giocare un brutto scherzo a diversi corridori.

15.22 (-53 km): Attenzione, brutti segnali dal gruppo maglia rosa. Giulio Pellizzari è già nelle ultime posizioni…

15.14 (-56 km): Sfruttando la discesa sono riusciti a rientrare Crescioli, Mas, Garofoli e Juul-Jensen.

15.03 (-65 km): Attenzione perché Igor Arrieta, dopo aver vinto il Gran Premio della Montagna di Doues, ha leggermente allungato sul resto degli attaccanti, guadagnando circa 10 secondi.

14.55 (-67 km): Perdono contatto anche Gianmarco Garofoli, Ludovico Crescioli, Luca Vergallito, Jefferson Cepeda e Jhonatan Narvaez. Davanti restano momentaneamente in quattordici, ma la prossima lunga discesa potrebbe favorire il rientro di tutti quelli che si sono staccati dal gruppo di testa.

14.50 (-71 km): Fuga che perde qualche uomo lungo la salita di Doues (5,8 km al 6,2%) e vantaggio che continua leggermente ad aumentare. Enric Mas, Lorenzo Milesi, Jan Christen, Nickolas Zukowski e Chris Juul-Jensen, per esempio, perdono qualche metro.

14.40 (-78 km): Il ritardo del gruppo maglia rosa in questo momento è di 2’45”, è leggermente salito in questo tratto più tranquillo di gara. A breve però si ricomincerà a salire verso Doues.

14.33 (-81 km): Il gruppo maglia rosa non sta lasciando eccessivo spazio ai fuggitivi perché tra gli attaccanti ci sono due-tre corridori con un ritardo tutto sommato contenuto. Per esempio David De La Cruz è a 6’43”, Jan Hirt a 7’53” e Igor Arrieta a 9’14”.

14.25 (-86 km): Ricordiamo i nomi dei fuggitivi. Gli italiani sono: Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Luca Vergallito (Alpecin), Lorenzo Milesi (Movistar), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) e Ludovico Crescioli (Polti VisitMalta). Gli altri: Jefferson Cepeda e Jordi Van der Lee (EF Education), Enric Mas, Juan Pedro Lopez ed Einer Rubio (Movistar), Jan Hirt (NSN Cycling), David De La Cruz, Nickolas Zukowski, Mark Donovan (Q36.5), Aleksandr Vlasov (Red Bull), Koen Bouwman, Chris Juul-Jensen (Jayco-AlUla), Igor Arrieta, Jan Christen e Jhonatan Narvaez (UAE), Wout Poels (Unibet), Johannes Kulset e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).

14.15 (-95 km): Siamo a fine discesa, ora ci sono alcuni chilometri di pianura che stabilizzeranno la situazione di gara. Il ritardo del gruppo attualmente è di 1’55”.

14.08 (-103 km): Brutte notizie. Segnaliamo il ritiro dalla corsa di Christian Scaroni della XDS-Astana, protagonista in queste prime due settimane di gara di diverse fughe.

14.01 (-111 km): Il gruppo degli attaccanti sta rientrando su Van der Lee e Christen in discesa. L’olandese si è preso anche 40 punti al Gran Premio della Montagna portandosi in terza posizione nella speciale classifica della maglia azzurra.

13.54 (-115 km): A fare l’andatura nel gruppo c’è Einer Rubio della Movistar, segno che Enric Mas vuole prendersi la responsabilità di tenere aperta la corsa e andare a vincere la tappa.

13.45 (-117 km): Jordi Van der Lee (EF) e Jan Christen (UAE) hanno un margine di vantaggio intorno ai 30 secondi sul resto dei fuggitivi, attualmente ventitré. Il gruppo maglia rosa? A 1’43”.

13.32 (-121 km): Il gruppo maglia rosa non molla la presa e resta con un distacco di soli venti secondi. Partita ancora apertissima per l’ingresso nella fuga.

13.26 (-125 km): Si stacca un gruppetto piuttosto ampio di 23 corridori con dentro anche i nostri Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Luca Vergallito (Alpecin), Martin Marcellusi e Filippo Turconi (Bardiani), Lorenzo Milesi (Movistar), Mattia Bais, Ludovico Crescioli, Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta).

13.19 (-128 km): Martin Marcellusi (Bardiani), Chris Hamilton (Picnic PostNL) e Mattia Bais (Polti VisitMalta) provano ad evadere dal gruppo. Attenzione però perché gli attacchi non sono certo terminati.

13.12 (-132 km): Gruppo compatto in queste primissime battute di gara.

15.57: Via alla frazione odierna da Aosta! Si va verso il km 0.

12.55: La tappa di oggi è lunga 133 chilometri, scatterà da Aosta e arriverà a Pila.

12.50: Buongiorno e benvenuti nella diretta testuale della 14ª tappa del Giro d’Italia.

Tappone alpino al Giro d’Italia con una sequenza ininterrotta di salite e discese, quasi senza tratti di respiro. Subito dopo il via, lunga ascesa al Saint-Barthélémy, seguita da una discesa ampia e veloce di quasi 20 km. Breve avvicinamento ad Aosta, poi la risalita della Valpelline che culmina con Doues (salita meno dura di giornata). Ridiscesi nei pressi di Aosta, si scalano Lin Noi e  Verrogne  (separate da una brevissima discesa), quindi, dopo il rientro a valle, la salita di Pila (versante Gressan). Ultimi km tutti in salita attorno al 9%, con punte all’11% circa a 3 km dall’arrivo. Rettilineo finale di 100 m (sempre in salita) su asfalto di larghezza 7 m.

Le città di tappa

Aosta: Capoluogo della Valle d’Aosta, Aosta sorge nel cuore delle Alpi, alla confluenza di importanti vallate che conducono ai grandi valichi alpini. Fondata dai Romani nel 25 a.C. con il nome di Augusta Praetoria, conserva uno dei complessi archeologici romani meglio preservati dell’Italia settentrionale, con mura, porte monumentali, teatro e arco di Augusto. Nel Medioevo la città mantenne un ruolo strategico e amministrativo, arricchendosi di edifici religiosi e civili. Oggi Aosta è il centro politico e culturale della regione.

Pila: Pila è una località alpina della Valle d’Aosta, situata nel comune di Gressan, sopra Aosta. Sorge su un ampio terrazzo naturale affacciato sulla conca centrale della valle, godendo di una posizione panoramica circondata da alcune delle vette più alte delle Alpi. Nata come stazione sciistica nel secondo dopoguerra, è collegata direttamente ad Aosta da una funivia e rappresenta uno dei principali poli turistici della regione. Oltre alla vocazione invernale, la località è oggi frequentata anche in estate, grazie ai percorsi escursionistici e all’ambiente d’alta quota.