La seconda tappa del Giro d’Italia, come prevedibile, ha portato per la prima volta allo scoperto gli uomini di classifica, creando i primi distacchi. Purtroppo, però, molto più delle salite ha influito la maxi caduta a circa 20 chilometri sul traguardo, che ha coinvolto anche vari capitani. Facciamo allora il punto sulla situazione degli uomini di classifica dopo la seconda tappa.
Alla fine, a guadagnare più di tutti è stato Egan Bernal (Netcompany Ineos), passato primo allo sprint del Chilometro Red Bull. Sono 6″ i secondi di abbuono per il colombiano, apparso poi non particolarmente brillante sull’ultima salita, ma comunque arrivato con i migliori. Abbuoni anche per Thymen Arensman (Netcompany Ineos), secondo al Chilometro Red Bull, e per Giulio Ciccone (Lidl–Trek), terzo al traguardo: entrambi guadagnano 4″.
Gli uomini di classifica che hanno evitato la caduta sono quasi tutti arrivati nel primo gruppo. Stiamo parlando di Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike) e Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), i più brillanti in salita, ma anche (oltre a chi abbiamo già menzionato per gli abbuoni) di Jai Hindley (Red Bull-Bors-hansgrohe), Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Enric Mas (Movistar), Michael Storer e Mathys Rondel (Tudor), Felix Gall (Decathlon CMA CGM), Ben O’Connor (Jayco AlUla), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Johannes Kulset e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).
Ha perso circa un minuto, invece, Derek Gee (Lidl-Trek), caduto e poi protagonista di un grande recupero. Con lui anche Sepp Kuss (Visma|Lease a Bike), Chris Harper (Pinarello-Q36.5) e Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe). Le vittime più grandi della caduta, però, sono stati Adam Yates (UAE Team Emirates-XRG), Jay Vine (UAE Team Emirates-XRG) e Santiago Buitrago (Bahrain Victorious): il britannico è arrivato al traguardo con 13’46” di ritardo da Silva, mentre l’australiano e il colombiano sono stati costretti al ritiro, così come Marc Soler (UAE Team Emirates-XRG).













