Bulgaria. Cosa ci viene in mente se pensiamo a questo Paese dell’Europa Orientale che tra pochissimi giorni ospiterà la Grande Partenza di un evento mondiale come il Giro d’Italia? I più “grandicelli” probabilmente ricorderanno una Nazione appartenente al Blocco Orientale di ispirazione sovietica che poco aveva a che fare con la democrazia. Pensate solamente alla celebre frase “maggioranza bulgara“, che indica un consenso schiacciante, spesso sospetto, ottenuto senza un vero dibattito democratico o attraverso elezioni farsa. I più sportivi, invece, penseranno sicuramente ai cosiddetti “affondi bulgari“, un esercizio particolare che si effettua in palestra o a casa per allenare i quadricipiti (non a caso la ginnastica è lo sport più famoso e praticato qui). Oggi, però, andremo a darvi qualche informazione in più, proprio mentre ci accingiamo a prendere l’aereo che ci porterà a Sofia, la sua capitale.
Andiamo con ordine. La Bulgaria è un Paese in fase di transizione, un po’ come l’Albania che pure lo scorso anno aveva ospitato il Giro. Se quest’ultima, però, sta sviluppando un boom turistico che la sta rendendo sempre più nota anche agli europei occidentali, meno accade con la prima che vede in Sofia il suo motore terziario. I voli low-cost hanno permesso a tanti di visitare la capitale, ma ci sono tante altre aree assolutamente da scoprire, come ad esempio la bellissima costa sul Mar Nero che sfoggia scenari da cartolina. Il turismo in quelle zone c’è, ma sono principalmente russi, turchi e polacchi.

È chiaro che passare da un’economia pianificata con le collettivizzazioni e l’industria pesante ad un’economia di mercato rivolta all’estero richiede del tempo. Per questo facendo un giro attorno al Paese sarà facile vedere uno Stato profondamente arretrato rispetto ai nostri standard. Comunque qualche progresso dal 1991 ad oggi c’è stato: investimenti, settore privato in crescita, Pil in aumento, stabilità macroeconomica, l’ingresso nell’Unione Europea e recentissimo (dal 1° gennaio 2026) l’adozione dell’Euro al posto del Lev.
Non mancano le criticità. Il panorama politico bulgaro è molto frammentato, con numerosi partiti che spesso rendono difficile la formazione di governi stabili. Negli ultimi anni si sono susseguite frequenti elezioni anticipate e governi di breve durata, segno di una certa instabilità, ma il problema più grande resta quello della corruzione. La Bulgaria non a caso viene spesso citata nei rapporti internazionali per problemi legati a tangenti e alla trasparenza, che incidono sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma soprattutto rallentano lo sviluppo.

Inoltre, pur essendo membro dell’Unione Europea, la Bulgaria resta uno dei Paesi con reddito medio più basso dell’Unione. Le criticità includono: dipendenza da alcuni settori economici poco diversificati; salari relativamente bassi; disparità tra aree urbane e rurali. E poi c’è la grave crisi demografica con popolazione in calo, invecchiamento e forte emigrazione di giovani qualificati verso altri Paesi europei.
Più recentemente le elezioni sono state vinte da Rumen Radev, leader del neo partito “Bulgaria Progressista”, con posizioni sovraniste e filorusse, molto più vicine a Putin che all’Unione. Questa sua visione internazionale la spinge anche duramente contro l’Ucraina e contro le riforme votate a Bruxelles. Insomma, una nuova Ungheria che potrebbe bloccare l’attività dell’UE in alcuni settori chiave con il suo sistema di veti.

Lungi da noi fare un discorso politico, ciò che interessa è conoscere questo Paese che ospiterà la grande carovana rosa del Giro d’Italia. Innanzitutto rappresenta una straordinaria occasione di visibilità internazionale: il Giro è seguito in molti Paesi e permetterà di mostrare al mondo città, paesaggi e patrimonio culturale bulgaro, contribuendo a rafforzarne l’attrattività turistica. Dal punto di vista economico, l’impatto sarebbe significativo, soprattutto nel breve periodo. L’arrivo di squadre, giornalisti e tifosi genererebbe un aumento della domanda per strutture ricettive, ristorazione e servizi, con ricadute positive sull’economia locale. Se accompagnato da strategie adeguate, l’evento potrebbe anche favorire una crescita del turismo nel medio-lungo termine.
C’è poi una dimensione legata all’immagine e al posizionamento internazionale del Paese. Ospitare un evento di questo livello contribuirebbe a migliorare la reputazione della Bulgaria, rafforzando la percezione di stabilità e capacità organizzativa. In questo senso, si tratta anche di uno strumento di “soft power”, utile per consolidare la presenza del Paese nel contesto europeo e internazionale.
Naturalmente, organizzare la Grande Partenza comporta anche delle sfide. Sono stati necessari investimenti in infrastrutture, sicurezza e logistica, e l’evento richiede una gestione efficiente per evitare sprechi o critiche interne, soprattutto in un contesto in cui non mancano problemi strutturali. Riuscirà la Bulgaria a superare questa prova?














