Non è arrivata con teaser, foto rubate o chiacchiere da forum. La nuova aero bike di casa Factor è semplicemente apparsa sotto Jake Stewart, corridore della Israel-Premier Tech che ieri ha conquistato in volata la quinta tappa del Delfinato. Nessun annuncio ufficiale, nessun dettaglio divulgato dalla squadra, solo immagini che parlano da sole. E parlano chiaro: siamo davanti a una delle soluzioni più radicali e ambiziose mai viste in gruppo.
La nuova Ostro VAM, ammesso che questo sia ancora il suo nome definitivo, sembra ispirarsi direttamente al progetto Hanzo, la bici da cronometro di Factor, integrandone l’aggressività aerodinamica in un telaio da strada. Il risultato è un frontale che rompe con ogni canone attuale.
La forcella, molto distante e con foderi estremamente profondi, richiama l’approccio introdotto dalla Hope HB.T in pista e poi sviluppato ulteriormente da Factor con l’Hanzo. L’obiettivo è quello di modellare il flusso d’aria attorno alle gambe del ciclista, rendendo più efficiente l’intero sistema bici-atleta. L’aria incontra meno resistenza all’anteriore e la ruota lavora in un ambiente più pulito.
La presenza di una forcella bayonet, con i foderi che si collegano davanti al tubo sterzo, consente di allungare in modo significativo il tubo sterzo effettivo. È una soluzione già vista su modelli come Cervélo S5 e Colnago Y1Rs, qui portata all’estremo con un design ancora più profondo e una pinza freno posteriore estesa lateralmente, con una linguetta molto marcata che favorisce la stabilità e l’aerodinamica.
Il cockpit è un blocco unico manubrio-attacco dalla forma a Y. I due montanti inclinati verso l’alto non sono collegati da un ponte centrale, come nel caso della S5, e riprendono lo stile Colnago. Visivamente imponente ma anche funzionale, punta su rigidità e sulla gestione del flusso d’aria nella parte alta della bici.
Il posteriore è completamente nuovo rispetto agli altri modelli Factor. Il tubo sella profondamente scavato avvolge la ruota posteriore in stile S5, mentre i foderi alti sono molto abbassati e larghi. Le forme, tutte molto squadrate e muscolari, seguono i principi classici dell’aerodinamica moderna, con volumi generosi e geometrie pensate per la massima penetrazione.
Le ruote montate erano le Black Inc. 62 con profilo alto, abbinate a pneumatici Continental GP5000 TT TR, perfetti per una bici pensata per andare forte in linea. La livrea era grezza, senza vernice, segno che si tratta ancora di un prototipo e utile anche a contenere il peso complessivo.
Il 2025 si sta già delineando come un anno chiave nello sviluppo delle bici aero. Oltre alla Factor, anche altri marchi hanno lanciato o mostrato prototipi con soluzioni estreme votate alla riduzione della resistenza. Dai nuovi modelli Colnago e Cervélo fino a concept più audaci come quelli visti al Delfinato, il settore è in fermento e le scelte progettuali sembrano convergere verso geometrie sempre più radicali e integrazione spinta.
Difficile pensare che questa nuova Factor non venga utilizzata al Tour de France. Se e quando verrà ufficializzata, rappresenterà comunque un cambio di passo evidente rispetto alla precedente Ostro VAM. Se quest’ultima era nata con l’intento di bilanciare leggerezza e aerodinamica, il nuovo modello sembra puntare tutto su un unico obiettivo: ridurre ogni watt di resistenza possibile.
Il peso complessivo sarà verosimilmente molto vicino al limite UCI, ma è evidente che non sia questa la priorità. Questa bici non è fatta per le salite, ma per mantenere velocità elevate e fare la differenza su percorsi veloci, ventosi e tecnici.
Con questo prototipo, Factor alza l’asticella e rilancia la sfida ai grandi nomi del settore. L’evoluzione delle bici da corsa sta vivendo una nuova accelerazione e le forme di questa nuova Ostro potrebbero rappresentare un’anteprima concreta della direzione che il mondo delle aero bike prenderà nei prossimi anni.














