Non poteva Mauro Vegni esimersi dal commentare la scelta di neutralizzare la 6ª tappa del Giro d’Italia a seguito della maxi caduta di gruppo.
«Quando abbiamo appreso le risultanze della caduta, considerando che pioveva e che l’asfalto delle località di mare diventa impraticabile con quelle condizioni meteo, abbiamo deciso di non rischiare di perdere ciò che il Giro può dare».
È così che Vegni ha iniziato a spiegare la decisione presa di comune accordo tra tutti, corridori chiaramente compresi. «Quando sono sceso dalla macchina scivolavo con le scarpe, sembrava una pista di pattinaggio. Esteticamente l’asfalto non sembrava avere nulla di strano, ma in questi posti capita sempre. Ci siamo chiesti perché dover rischiare sulla volata quando alcuni corridori si erano già ritirati con conseguenze abbastanza pesanti, così abbiamo optato per far fare uno sprint tranquillo ai velocisti».













