Le nazionali azzurre sono senza ct: quale futuro per il ciclismo italiano?

Daniele Bennati, ultimo commissario tecnico della nazionale italiana su strada, e il presidente federale Cordiano Dagnoni
Tempo di lettura: < 1 minuto

Le due principali nazionali di ciclismo sono senza guida. Il contratto di Daniele Bennati scadeva a fine 2024. Altri contratti sono stati rinnovati nonostante il mandato federale fosse in scadenza, ma quello del commissario tecnico della nazionale su strada maschile no. Aspettando un cenno dalla federazione, Bennati ha nel frattempo detto di no ad altre opportunità e adesso non sa cosa ne sarà del ruolo che ha ereditato da Davide Cassani dopo i Giochi di Tokyo, nel 2021.

Intanto Paolo Sangalli, il ct dell’Italia femminile, fiore all’occhiello della federazione, ha lasciato l’ammiraglia azzurra alla fine della passata stagione per entrare nello staff tecnico della Lidl-Trek: era nel giro della nazionale da quindici anni.

Il presidente Cordiano Dagnoni, al momento della sua rielezione, il 19 gennaio, ha fatto sapere che quella dei ct non è una priorità: potrebbe non essere affrontata neanche in occasione del primo consiglio federale. Intanto però la stagione è partita, e due posti vacanti in ammiraglia fanno rumore. Per la successione di Sangalli, esclusa una donna ct, il primo nome della lista è quello di Marco Velo, 50 anni, già ct delle cronometro.

Per quanto riguarda il posto di Bennati, il ct avrebbe voluto un contratto pluriennale, ma la federazione ha pensato a soluzioni più leggere, compresa quella di un commissario tecnico a gettone. Intanto l’Italia del ciclismo è vacante.