Talenti in fuga: chi vuole il bene (futuro) del ciclismo italiano li lasci andare all’estero

La nazionale italiana degli juniores guidata da Dino Salvoldi ai mondiali di Glasgow. Da sinistra: Filippo Cettolin, Andrea Bessega, Simone Gualdi, Dino Salvoldi, Luca Giaimi e Juan David Sierra. Gualdi ha scelto il vivaio dell'Intermarché, Giaimi quello della Uae e Sierra quello della Tudor

Una volta erano i corridori stranieri a venire in Italia per imparare il mestiere e per allestire un campo base a cui sarebbero ritornati spesso e volentieri nell'arco della loro carriera. Alcuni esempi recenti: Hindley alla Aran nel 2015, Vlasov alla Viris dal 2015 al 2017, Almeida alla Unieuro Trevigiani nel 2017, Rubio alla Vejus dal 2017 al 2019, gli inglesi e i russi che in altri momenti storici scelsero la Toscana, nello specifico la zona di Quarrata e del Montalbano, per provare ad inseguire il loro sogno (certo, ci sarebbe anche lo straripante Ayuso della Colpack nella prima metà del 2021, ma il ciclismo era già cambiato ed era stata la Uae a battezzare quella bergamasca come ideale formazione intermedia)...

...............

Ami il ciclismo? Vuoi leggere questo articolo e tutti i contenuti esclusivi di quibicisport.it? Aderisci alle offerte EXTRA di Bicisport cliccando qui.

Se sei gia abbonato clicca qui per accedere