Red Bull e il futuro nel ciclismo: dalla Formula 1 al calcio, un modello vincente

Red Bull
Primoz Roglic in maglia Red Bull-Bora-hansgrohe ha vinto la Vuelta di Spagna 2024 (foto: Unipublic/SprintCyclingAgency)
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Che lo sport ormai da diversi anni sia legato anche al nome Red Bull è un dato di fatto. Più recente è invece l’ingresso del colosso austriaco nel ciclismo su strada. Da “semplice” sponsor di alcuni corridori di primissima fascia come Wout Van Aert e Tom Pidcock, ecco che poco prima del Tour de France è arrivata l’acquisizione della Bora-hansgrohe (diventerà anche secondo sponsor della Tudor). Ma cosa ha comportato, o meglio, cosa comporterà nei prossimi anni l’ingresso dell’azienda di bevande energetiche per il mondo della bicicletta?

Andiamo con ordine. Come ha spiegato Cesare Benedetti in un nostro Podcast, gli effetti del cosiddetto “Modello Red Bull” si vedranno solamente nelle stagioni che verranno, ed è quindi bene osservare l’esempio di altri sport dove il brand è riuscito ad incidere.

Dalla Formula 1 al calcio

Gli appassionati di ciclismo che seguono anche la Formula 1 avranno sicuramente in mente il team automobilistico capace di conquistare 7 titoli piloti e 6 costruttori. Chiaramente, da bevanda energetica qual è, Red Bull non si è certo messa a produrre motori (almeno inizialmente) o telai, ma ha visto nel motorsport una possibilità di crescita a livello di marketing. L’aiuto di Cosworth, Ferrari, Renault e infine Honda per salire sul tetto del mondo.

L’impatto maggiore fu fuori dalla pista, dove il marchio austriaco fu capace di ridisegnare gli standard di cosa volesse dire essere un team di F1, portando un nuovo e giovanile modo di fare in un paddock tradizionalmente chiuso e conservatore. Frutto dell’incredibile lavoro di persone esperte con Christian Horner ed Helmut Marko, sono i prodotti di casa Red Bull: Sebastian Vettel prima e Max Verstappen poi. Due talenti cresciuti all’interno delle strutture dell’azienda e passati dalla via “intermedia” della Toro Rosso, la seconda squadra con cui il patron Mateschitz voleva dare spazio alle sue stelle del futuro.

Lo stesso modello è stato riprodotto nel calcio. Non solo le varie acquisizioni negli Stati Uniti, in Africa e in Asia che hanno permesso al brand di essere ancora più conosciuto a livello internazionale, ma anche in Europa. La partenza, ovviamente, da casa Austria con il Salisburgo. Nuovo logo, nome, colori sociali e direzione sportiva con l’unico obiettivo di raggiungere risultati partendo da pilastri come lo sviluppo di giovani talenti, poi venduti a peso d’oro sul mercato.

È proprio in questo contesto che sono nati calciatori di fama mondiale come Erling Haaland, oggi al Manchester City e candidato al pallone d’oro, e Dominik Szoboszlai, ma anche Upamecano, Gvardiol, Dani Olmo e molti altri (tra gli ultimi l’olandese Xavi Simons). Alcuni di loro sono transitati, invece, dal RB Lipsia, formazione tedesca acquisita sempre dal brand austriaco per lavorare in sinergia e allargare i propri orizzonti.

Red Bull e il ciclismo

E arriviamo ora al ciclismo e a cosa significa per il nostro sport l’ingresso di uno sponsor così grande. Innanzitutto, le ingenti quantità di risorse che Red Bull ha inserito nel budget della Bora-hansgrohe per l’acquisizione di corridori come Primoz Roglic e per l’ampliamento del “settore giovanile”.

Esattamente come accaduto in Formula 1 e nel calcio, l’azienda sta investendo tantissimo sugli juniores e sugli Under 23 per coltivare “in casa” e con i propri metodi i ragazzi che un giorno saranno professionisti. Prendiamo l’esempio di Lorenzo Finn, campione del mondo juniores italiano, passato dal Team Grenke-AutoEder (squadra juniores sponsorizzata) alla Red Bull-Bora-hansgrohe Rookies.

Vivaio interno e squadra “satellite”. Pare quasi certa la sponsorizzazione del brand austriaco della Tudor Pro Cycling di Fabian Cancellara, Professional che può essere vista come via di passaggio (come il Salisburgo per il Lipsia per il calcio o la Toro Rosso per la Red Bull in F1) in vista del World Tour.

Pensiamo poi a quanti giovani già solo quest’anno sono entrati nell’orbita del team. Giulio Pellizzari, Finn Fisher-Black, Alexander Hajek, Emil Herzog e Frederik Wandahl.

Infine, il capitolo legato alle strutture. Dovunque è andata, Red Bull ha realizzato o modernizzato strutture all’avanguardia, invidiate in tutto il mondo. Per il comparto automobilistico c’è lo stabilimento-gioiello di Milton-Keynes, dove nascono le auto che dominano le piste, mentre per il calcio ci sono i campi d’allenamento Trainingszentrum der Roten Bullen: sei campi da gioco regolamentari, due campi accessori di minori dimensioni, palestre, alloggi, servizi vari, uffici amministrativi del club e una pista d’atletica leggera coperta.

È chiaro che anche per la formazione ciclistica ci sarà una struttura molto simile a quella della Visma-Lease a Bike, dove potranno effettuare test e analisi di dati ormai fondamentali per emergere anche nel mondo della bicicletta. Per esempio, Dan Bigham, ex detentore del record dell’ora, campione del mondo, medaglia d’argento olimpica e ingegnere di professione, è stato nominato Responsabile dell’Ingegneria. L’unità di ingegneria, in collaborazione con i partner della squadra e con altre entità come Red Bull Advanced Technologies, si concentrerà sull’ottimizzazione di tutti gli aspetti delle prestazioni ciclistiche e sull’integrazione di nuove e innovative tecnologie.