
Se il lavoro fatto negli anni addietro da Sven Vanthourenhout con la nazionale belga è stato sopraffino, quello che deve fare Serge Pauwels ora che ha preso le redini non può essere da meno. D’altra parte, il materiale di partenza è sempre buono.
Il nuovo ct belga infatti sta già pensando ai Mondiali in Ruanda e, presa visione del percorso, sta ragionando su come battere il campione in carica Tadej Pogacar. Pauwels può contare sicuramente su tre nomi: Evenepoel, Van Aert e Nys.
«Thibau (Nys, ndr) sta ancora maturando – ha dichiarato a Het Nieuwsblad – In linea di massima, farà le gare canadesi di fine anno e poi, insieme alla squadra, dovrà vedere se vuole aggiungere i Mondiali e/o gli Europei. Bisognerà anche vedere come si comporterà quest’anno su strada, come ha detto lui stesso. Se riuscirà a fare un altro passo in avanti, supponiamo per esempio che vinca la Freccia Vallone, sarà comunque uno dei primi con cui parlerò di Mondiali».
Se su un percorso del genere il nome di Van Aert possa sembrare stonato, il ct ha buone sensazioni. «Alla Visma | Lease a Bike a volte svolge il lavoro di gregario, ma in nazionale Wout deve sempre aspirare a essere un leader. Dovrà scegliere da solo se vuole fare i Mondiali. Farò una mia ricognizione in Ruanda e poi lo informerò, a quel punto dipenderà da lui. Ad essere onesti, non credo che ci sia un percorso che Wout non sia in grado di affrontare. Uno come Van Der Poel è salito sul podio del difficile percorso di Zurigo, Wout avrebbe potuto fare lo stesso. Solo che ad oggi rimane un altro fattore: Pogacar. Come possiamo rendergli la vita il più difficile possibile? È una domanda che mi preoccupa più della questione del percorso. È una cosa a cui tutti devono pensare».
La rassegna dei leader per i mondiali in Ruanda si conclude con quello che sulla carta sembra il più adatto: Evenepoel. «È davvero importante metterli d’accordo (i leader, ndr). Anche gli stessi Evenepoel e Van Aert si rendono conto di poter essere complementari. Grazie alla presenza di Remco, Wout può correre un po’ più sulla difensiva. La pressione non ricade quindi tutta su una sola persona. Naturalmente, non si può nemmeno andare a una gara con cinque leader, perché questo rende molto difficile stabilire le tattiche».












