
Il paragone stride, perché Pogacar non si divide tra strada e cross come fa Thibau Nys, ma ultimamente è diventato un’unità di misura delle prestazioni ciclistiche. L’allenatore del belga, in un’intervista rilasciata a Wielerflits, ci tiene a sottolineare che «Se hai 16 anni, non dovresti allenarti come un 18enne. E se hai 18 anni, non dovresti allenarti come un 22enne, a meno che tu non sia Pogacar. Ci sono delle eccezioni, ma non si tratta di Thibau».
Ciò che Paul Van Den Bosch spiega con semplici parole è il segreto del successo di Nys: si è sempre allenato sapendo di avere tutto il tempo necessario per crescere gradualmente. «Thibau deve avere sempre margine. Ci deve essere sempre elasticità nel suo allenamento. Abbiamo sempre fatto così e in questo modo possiamo costruire una crescita costante».
Se così facendo si è notato un miglioramento nelle prestazioni del campione belga ed europeo di ciclocross, allora è lecito aspettarsi un ulteriore passo in avanti anche nell’imminente stagione su strada. «Si allenerà molto di più a livello WorldTour. L’anno scorso si è allenato a quel livello solo per circa tre settimane, prima del Giro di Polonia. Quello è stato l’unico periodo della sua intera carriera in cui abbiamo davvero iniziato a spingerci oltre i limiti in fase di preparazione. Non potrà che farlo di più nei prossimi anni. C’è ancora molto spazio per Thibau a livello di formazione, vedo ancora un margine alla sua età. Un corridore di 26 anni chiaramente è più forte di uno di 22: questa si chiama maturità muscolare fisiologica ed è quella nella quale dovrà acquisire forza. Thibau Nys è un rifinitore, ha il motore giusto. Può fare valori per cinque o dieci minuti che sono davvero al livello del WorldTour. Ha esplosività, ha la testa alta. Ma la strada è ancora lunga».
Per quanto riguarda la strada, Van Den Bosch non fa troppo mistero degli obiettivi per il giovane talento. «Non dobbiamo pensare che la stagione su strada di Thibau diventerà automaticamente una storia di successo. L’obiettivo è la Freccia Vallone, bisogna dirlo».












