Giro d’Italia, la storia di Filippo: un anno fa spalava fango a Cesena, oggi è a bordo strada a tifare i corridori

Filippo Tasquier con gli amici a tifare i corridori nella cronometro di Cesena del Giro 2023, pochi giorni prima dell'alluvione
Tempo di lettura: 2 minuti

Un anno fa a Cesena, all’arrivo della cronometro della nona tappa vinta da Evenepoel, c’era anche Filippo Tasquier. Uno studente dell’università di Bologna che torna a casa solo al weekend o, come dice lui, «quando il Giro passa dalle mie zone».

Ci ricorda che quel giorno tutti i corridori hanno trovato tantissima pioggia, tranne uno: quando corse Geraint Thomas un sole timido illuminava Cesena. Ma poi lunedì e martedì, i due giorni successivi alla crono, non smise un attimo di piovere. Il peggio arrivò nella notte di mercoledì: «Avevano detto che ci sarebbero stati disastri, ma nessuno si immaginava una cosa del genere: l’acqua in alcuni punti era arrivata a quattro metri, al secondo piano delle case».

Fino al venerdì nessuno poté uscire di casa talmente era inagibile la città e le zone limitrofe, Faenza soprattutto. Poi lui con gli amici del gruppo scout e i compagni di squadra di triathlon assieme a tantissimi studenti, sportivi di tutti i tipi, giovani e meno giovani, si riversarono per le strade di Cesena per salvare il salvabile. «Spalavamo fango dalle strade e dalle cantine. Eravamo organizzati così: prima cercavamo di togliere libri, rami e tutto ciò che poteva ostruire l’uscita del fango. Poi con l’idropulitrice spingevamo fuori dalla porta i residui. Dallo Stato erano arrivati per tutti stivali e attrezzi, ma le idropulitrici erano poche. Bisognava chiamare la Protezione Civile e organizzarsi sul luogo e l’orario in cui farsela portare. Ma di volontari eravamo tantissimi, quasi troppi, così come il cibo: i negozi ce ne portavano delle quantità esagerate».

L’immagine che è rimasta più impressa nella mente di Filippo è quasi apocalittica. «Stavamo pulendo nella zona di Cesena in cui abita un mio amico, che è vicino a un supermercato. Ad un certo punto mi sono girato e ho visto i prodotti, gli alimenti e le birre che galleggiavano per strada. Stessa sorte è capitata alle auto, che anche dopo che il fango e l’acqua sono calati, sono rimaste lì per mesi perché non si riusciva a recuperarle. Comunque adesso non è tutto come era prima: c’è gente che deve ancora tornare a casa e strade che ancora devono essere riaperte».

Oggi Filippo sarà di nuovo a bordo strada a Cesena a vedere il Giro passare, questa volta tiferà Jonathan Milan perché è convinto che a Cento vincerà lui. Ma ricorda di fare attenzione a un altro velocista italiano, Alberto Dainese. «Quando corre nella nostra regione si esalta: vi ricordate la sua vittoria a Reggio Emilia nel 2022?».