Lastrucci e Provini non ci stanno: «I cinque euro a corridore sono una elemosina»

Lastrucci
Claudio Lastrucci, patron della Hopplà, dopo la vittoria di Albanese al Liberazione nel 2016
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La recentissima delibera del Presidente della Federazione Cordiano Dagnoni ha sconquassato anche il ciclismo dilettantistico, che in larga parte si dichiara scettico e contrario ai cinque euro a corridore che l’organizzatore di gare regionali avrebbe la facoltà di chiedere ad ogni squadra partecipante. Non nascondono il proprio disappunto nemmeno Claudio Lastrucci, patron dell’Hopplà, e Matteo Provini, direttore sportivo dell’omonima squadra.

«Stamattina alle otto e mezzo mi ha chiamato Saverio Metti, il presidente del comitato regionale toscano, e nessuno dei due riusciva a credere al testo della delibera – commenta Lastrucci – Non siamo d’accordo, né io individualmente né Metti come comitato regionale. Questi cinque euro a corridore io li vedo essenzialmente come una elemosina: perché umiliare gli organizzatori in questa maniera? Se io schiero otto corridori, otto per cinque fa quaranta: cosa se ne fa un organizzatore di quaranta euro? Ma la Federazione non farebbe prima a dare mille euro ad ogni organizzatore, se proprio vuole dar loro una mano, com’è giusto che sia? Non è così che si fa il bene del movimento e che si aiutano quegli addetti ai lavori che si frugano in tasca, come si dice in Toscana, pur di allestire un evento per passione».

Ma Lastrucci tiene a ribadire il messaggio: la questione non è economica, ma politica. «Non sono i quaranta euro in sé, ma il messaggio che passa: perché buttare addosso alle squadre e agli sponsor un’altra spesa, per quanto non pesantissima? Perché, adesso, dobbiamo anche pagare per correre? Da quello che si legge in giro, mi pare che questa Federazione sia molto generosa con certi stipendi: non potrebbe destinare quei soldi all’attività giovanile? All’estero, in Belgio e in Francia, è la politica ad aiutare le squadre nella ricerca degli sponsor: in Italia, invece, sembra che si faccia di tutto per scontentare chi sta sul campo dalla mattina alla sera, che siano organizzatori o investitori. Ripeto, e qui mi fermo: passa il messaggio sbagliato. È una cifra irrisoria per gli organizzatori, e direi umiliante nel momento in cui qualcuno di loro dovesse andare a chiederla alle squadre, e fastidiosa per i team, che fanno già tanto per permettere ai ragazzi di correre. E poi le regole cambiano sempre all’ultimo momento: la stagione dei dilettanti parte la prossima settimana».