Van Aert è alto uno e novanta: avrà un nuovo assetto da crono al Tour

Van Aert
L'assetto a crono di Van Aert, e come si può modificare con le nuove norme (foto: RedBullContentPool/Kramon)
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Con il termine ultimo che era fissato al 2 giugno per presentare (da parte dei Team) i materiali che saranno utilizzati al prossimo Tour de France, il belga Wout Van Aert ha ufficializzato quella che sarà la sua nuova posizione da cronometro. E che testerà al Giro di Svizzera che parte domenica.

Tutto nasce dai nuovi regolamenti Uci che sono entrati in vigore ad inizio stagione. Ogni anno la federazione internazionale infatti aggiorna, anche andando incontro ai cambiamenti tecnologici, le sue norme tecniche. Una di queste riguarda le prove contro il tempo, andando un po’ di più incontro agli atleti alti di statura.

Le tre categorie

Limitatamente alle cronometro, la regola precedentemente utilizzata lasciava effettivamente poco spazio alle personalizzazioni dell’assetto. O meglio, ne definiva molto severamente i limiti. Lo scarto tra la base dell’estensione e il suo punto più alto, quello dove il ciclista poggia le mani (che indichiamo con la lettera B nella figura qui sotto), non poteva superare i 100 millimetri. A dispetto dell’altezza di chi ci pedala.

Adesso gli scarti sono stati normati in base all’altezza dei corridori. C’è una categoria 1 che riguarda tutti coloro che sono al di sotto dei 179,9 centimetri, la categoria 2 per coloro dai 180 ai 189,9 centimetri, e la categoria 3 per coloro più alti di 190 centimetri. Messo allo stadiometro, il belga misura giusti giusti 190 centimetri, 3 in meno del nostro Filippo Ganna, e anche lui potrà trarre vantaggio di queste nuove norme.

Cosa cambia per Van Aert e gli altri specialisti

I corridori di categoria 1 nelle prove contro il tempo devono rimanere entro questi limiti: 800 millimetri di avanzamento massimo tra la proiezione del movimento centrale e il punto più esteso delle prolunghe da crono (indicato dalla lettera A nella figura qui sopra), e 100 millimetri di scarto tra base e punto più alto dell’estensione (lettera B).

I corridori di categoria 2 vedono crescere questi limiti rispettivamente a 830 e 120 millimetri.

Quelli di categoria 3 a 850 e 140 millimetri. In questo modo godono di maggiore tolleranza nel posizionamento delle braccia, e una posizione più consona a persone di statura elevata.

Per capirci meglio, la possibilità di tenere le braccia un po’ più alte e vicine al viso consentirà ai corridori di raccogliersi di più, ed avere una posizione maggiormente “a uovo” e quindi aerodinamicamente più efficiente. Senza doversi adattare a limitazioni che, a conti fatti, finivano in qualche modo per favorire coloro di più bassa statura. Ma anche Mathieu van der Poel, che è alto 184 centimetri, potrà a sua volta beneficiare di queste novità nel regolamento.

Un pezzo dedicato

Per gli elementi di punta della squadra, Vision propone sulla Cervélo P5 utilizzata dal Team Jumbo Visma nelle prove contro il tempo un pezzo dedicato e personalizzato nelle quote. Si tratta delle estensioni Metron TFE Pro P5, specifiche per il modello di telaio della casa canadese. Onore che spetta a Roglic, Vingegaard ed appunto Van Aert.

Le estensioni Vision Metron in dotazione alla Jumbo-Visma, personalizzate per Roglic

Nel caso di quest’ultimo, il nuovo elemento asseconderà un assetto più allungato del corridore, e con un’angolazione che salirà di gradi angolari (dovrebbero salire da 15 a 30), in modo appunto da permettere alle braccia di essere più vicine al viso.

Nuove estensioni che sono state già consegnate al corridore belga, il quale le ha testate in allenamento e si è detto entusiasta. Con l’esordio ufficiale che avverrà in terra elvetica questo weekend.