GIRO D’ITALIA 2023 / Pedersen ha un obiettivo chiaro: «Al massimo da domani fino a Roma per la ciclamino»

Mads Pedersen con la maglia della Trek-Segafredo 2022
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Mads Pedersen torna al Giro d’Italia dopo ben 5 anni di assenza e per lui questa sarà solamente la terza presenza alla corsa rosa. In Italia non ha mai vinto e nella corsa a tappe rosa ha come miglior risultato l’ottavo posto della 7ª tappa del 2018, quella con arrivo a Praia a Mare. Il danese, però ha già vinto negli altri due grandi Giri, quindi un successo in questa corsa lo proietterebbe nel circolo riservato a chi ha conquistato almeno un tappa in tutti i GT.

Il campione del mondo del 2019 dice di stare bene e di essersi riposato, dopo un periodo molto faticoso a cavallo tra marzo e aprile. «Sto bene, molto bene. Ho fatto ottime prestazioni alle classiche e dopo la Roubaix ho voluto staccare un po’ e prendermi del tempo per me, per rilassarmi un attimo. Tra la seconda metà di marzo e l’inizio di aprile ho corso tanto ed è stato un periodo molto duro per me, ma ora mi sono ripreso e non penso che avrò ripercussioni al Giro per questo».

Il classe ’95 ci tiene a parlare ed elogiare tutto il suo treno, dicendo che hanno lavorato molto bene durante la preparazione ed è sicuro che lo aiuterà a far bene in queste tre settimane. «Il mio treno sarà formato da tre uomini. Alex Krisch sarà sempre davanti a me per proteggermi e mi farà da angelo custode. A iniziare il lavoro saranno invece Daan Hoole e Otto Vergaerde. Daan è giovane e ha corso poco, ma ha un grandissimo potenziale. Otto è già più esperto e sa fare bene il suo lavoro. Nel complesso sono tre ragazzi fantastici e che hanno lavorato tanto per arrivare al meglio al Giro. Questo è un gran treno e penso che potremmo fare molto bene nei finali di gara».

Pedersen spende anche belle parole per Mollema e la sua dedizione alla causa. «Bauke è la storia di questo team. Corre per la Trek da sempre ed è un esempio per tutti noi. Spesso scherziamo sul fatto che stia diventando troppo vecchio, ma allo stesso tempo è quello che sta meglio di tutti sul pezzo. Sicuramente è il più attento in squadra a quale setup utilizzare o a come migliorare l’aereodinamica della bici. Per me è sorprendente vederlo così appassionato e con tanta voglia di sapere e sperimentarsi, nonostante la sua età».

Il danese non pensa alla possibilità di indossare la maglia rosa nella prima settimana. Pedersen, infatti, ha un altro obiettivo in testa per questo Giro. «Onestamente indossare la maglia rosa nelle prime tappe non è un obiettivo e penso sia troppo complesso per me. Il mio focus principale per questa corsa è la classifica a punti. Andrò al massimo dalla prima tappa fino a Roma, con l’intenzione di racimolare punti tutti i giorni e portarmi a casa una maglia così pregiata come quella ciclamino».

«Per fare riuscire in questa impresacontinua il corridore della Trekdovrò provare a vincere il maggior numero di più tappe possibili. Anche perché nel ciclismo di oggi non è detto che questa classifica la porti a casa un velocista. Ad esempio, un corridore come Roglic potrebbe anche competere per la maglia ciclamino. Sicuramente Primoz vincerà qualche tappa e farà punti in frazioni dove le ruote veloci non li possono fare. Tra gli sprinter, invece, temo tutti allo stesso modo. Non penso ci sia uno più forte degli altri, ma sarà come all’ultima Vuelta. Ossia in molti conquisteranno almeno una vittoria e il più continuo nei piazzamenti vincerà la maglia».

Durante la conferenza stampa è stato fatto notare a Mads che non ha mai vinto tra i pro’ in Italia e gli è stato chiesto se è qui anche per sfatare questo tabù. «Si, non ho mai vinto da professionista qui, ma non ho nemmeno corso tanto in Italia negli ultimi anni. A inizio carriera ho frequentato di più le corse italiane, ma allora non ero al livello di adesso e avevo un ruolo diverso nel team. Da giovane ero principalmente un gregario e non avevo le carte in regola per vincere. Ma adesso le ho e spero che questa sia l’occasione giusta per lasciare il segno anche in Italia».

Dopo le recenti notizie sui nuovi casi di positività, l’ultimo proprio poco prima che lui parlasse, il 27enne danese non ha nascosto che in gruppo gira molta preoccupazione. «La nostra squadra è una di quelle colpite dal virus. Abbiamo perso un corridore importante e che puntava a fare classifica come Ciccone a causa del Covid. Quindi non nego che c’è paura».

Alla domanda su cosa cambia nella sua tattica con l’assenza dell’abruzzese, Mads risponde secco: «La mia tattica anche senza Giulio rimane quella. Sono qui per vincere più tappe possibili e la maglia ciclamino. L’unica cosa che veramente cambia è che senza di lui avrò ancora più responsabilità nei confronti della squadra per centrare il risultato».

Il ciclismo danese è cresciuto tanto e Pedersen si è detto felice di poter vivere da protagonista questo momento storico del suo Paese. «Vingegaard, Cort Nielsen, io e tanti altri stiamo portando in alto il ciclismo danese e ne sono fiero. Anche perché stiamo facendo bene su tutti i terreni. Dalle classiche ai grandi Giri. Dalla volate alle tappe di montagna».

In chiusura è stato fatto notare che anche il suo connazionale Magnus Cort Nielsen potrebbe entrare nel club dei corridori che hanno vinto almeno una tappa in tutti e tre i grandi Giri. «Forse lui ne parla più di me. Io ovviamente spero di vincere, se poi lo fa anche lui sarò felice due volte».