Roma, città di ciclismo: Liberazione, Giro del Lazio e Giro d’Italia. E quei mondiali del 1932 con Binda in maglia iridata

Roma
Il gruppo del Giro d'Italia 2018 transita sotto l'Altare della Patria a Roma
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C’è grande attesa attorno alla presentazione dell’ultima tappa del Giro d’Italia 2023 tra le strade di Roma. Tra poche ore scopriremo il tracciato del Gran Finale della corsa rosa, per la soddisfazione dei tantissimi appassionati di ciclismo della Capitale, che troppo spesso negli anni è rimasta isolata o poco considerata da eventi e manifestazioni.

Negli ultimi anni però, anche grazie all’impegno di tanti organizzatori volenterosi, sembra proprio che la città eterna stia tornando prepotentemente protagonista. Il Giro, che rappresenta più di tutti il movimento, è passato sulle strade di Roma già nel 2009 e nel 2018, proponendo due arrivi uno a cronometro e uno allo sprint con diverse fortune.

Il gruppo al Gran Premio Liberazione 2021 di Roma

Ma Roma è in primo luogo terreno di caccia dei dilettanti più talentuosi. Per festeggiare la Liberazione della città dalle truppe nazifasciste, nel 1946 venne istituito il Gran Premio omonimo che ogni anno il 25 aprile si svolge sul circuito delle Terme di Caracalla. Lo hanno soprannominato il “Mondiale di primavera dei dilettanti” e a vedere i nomi di chi ha alzato le braccia al cielo nella storia le ragioni sono diverse: Bugno, Konychev, Trentin…

E come dimenticare il Giro del Lazio, poi Roma Maxima? Non sempre l’arrivo o la partenza furono fissati a Roma, ma i passaggi nella capitale sono stati tantissimi. La lunga storia gloriosa della corsa però non ebbe un finale altrettanto felice: nata nel 1933 vide vincere corridori come Bartali, Magni, Baldini, Gimondi, De Vlaeminck, Moser, Bugno, Fondriest, Tafi e Bettini solo per citarne alcuni. Nel 2009 però il Giro del Lazio venne cancellato per quattro anni, per poi tornare un biennio sotto il nome di Roma Maxima nel 2013 e 2014, quando all’ombra del Colosseo vinse Alejandro Valverde.

Grazie all’impegno negli ultimi anni dell’A.S.D. Romano Scotti, anche il ciclocross ha fatto tappa fissa a Roma. Non solo i campionati italiani che si sono svolti in questa stagione tra le rovine di Ostia Antica, ma anche il Giro d’Italia Ciclocross nell’Ippodromo di Capannelle, le due prove di Coppa del Mondo nel 2012/13 e 2013/14 e il Superprestige tra gli anni ’80 e ’90, fino ai vari Memorial. Proprio nel 2014 tra gli Under 23 vinse un giovanissimo Mathieu Van der Poel, indovinate davanti a chi? Sì, esatto. Proprio quel Wout Van Aert che ancora oggi è il suo rivale numero uno.

Infine Roma fu protagonista anche nel 1932, quando si svolse proprio sulle sue strade il campionato del mondo. Tre giri di un circuito di 68 chilometri con la salita di Rocca di Papa a fare la differenza. Fu un vero e proprio domino italiano in una giornata contrassegnata dal grande caldo: Binda e Bertoni andarono via sui saliscendi tipici dei Castelli Romani e nessuno fu più capace di rientrare. Il primo tagliò il traguardo in testa, regalandosi la maglia iridata, il secondo chiuse alle sue spalle.