Petrucci e la fiducia dei Reverberi: «Non mi pento delle scelte fatte lo scorso anno. La Bardiani e io abbiamo grandi aspettative»

Petrucci
Mattia Petrucci in una foto d'archivio al Giro d'Italia Under 23
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Quando lo scorso anno Mattia Petrucci concluse il Prestigio Bicisport a pari merito con Filippo Baroncini dopo una grandissima stagione, era chiaro a tutti che la Colpack aveva fatto l’ennesimo capolavoro, lanciare contemporaneamente sette Under 23 tra i professionisti. Petrucci però ha detto «no, aspettiamo un altro po’». Una scelta rischiosa, ma che ha dimostrato tutta la maturità di un ragazzo che non voleva essere solamente “uno dei tanti”.

Il 2022 del veronese però non è andato come tutti si aspettavano. Diversi problemi fisici lo hanno rallentato nei momenti clou dell’anno e il bilancio a fine agosto non può che essere al di sotto delle attese. Nonostante questo c’è chi non si è dimenticato di tutte le sue qualità: sono i Reverberi, Bruno e Roberto, che hanno spinto per averlo in Bardiani a partire dalla prossima stagione.

Petrucci, ci racconti come è arrivata l’offerta della Bardiani?

«I Reverberi si sono avvicinati a me e al mio procuratore già lo scorso anno. Poi per una serie di motivi, tra cui la mia volontà di restare un altro anno tra gli Under 23, non è andata a buon termine. Si sono fatti avanti nuovamente nell’ultimo mese e nel giro di poco abbiamo concluso il tutto. Sono felice di questa scelta e ancora di più della fiducia che è stata riposta su di me».

È stata l’unica proposta arrivata dal mondo dei pro’?

«Sì, l’unica».

Cosa vi siete detti con i Reverberi?

«La squadra ha grandi aspettative. Io poi il prossimo anno non rientro nel progetto “giovani”, quindi mi aspetterà sicuramente un calendario più impegnativo. I posti in squadra non erano tanti quindi mi ha fatto particolarmente piacere sapere che i Reverberi credono in me».

E tu cosa chiedi a te stesso?

«Innanzitutto penso a finire bene quest’anno complicato. Poi nel 2023 mi aspetto un’annata di livello, anche se so benissimo che il passaggio tra i professionisti è molto complicato. È un mondo totalmente diverso. Sono un corridore che si difende in salita pur non essendo uno scalatore, ma allo stesso tempo ho un buono spunto veloce. Le classiche dure sono quelle più adatte alle mie caratteristiche. Spero dunque di far bene in questo tipo di corse».

Tornando indietro, rifaresti la stessa scelta? Quella di restare tra gli U23 ancora un anno?

«Parlare dopo è troppo facile. In quel momento ho ritenuto fosse la scelta migliore, con la consapevolezza di essermi preso dei rischi piuttosto importanti. Non me la sento di dire che tornando indietro avrei preso un’altra decisione».

Cosa non ha funzionato quest’anno?

«Una serie di problemi. Come molti sanno il Covid e altre malattie varie hanno rallentato il mio percorso di avvicinamento agli appuntamenti più importanti. Dopo le infezioni ho avuto difficoltà nel sistema immunitario, con valori del sangue non ottimali. Ho fatto molta fatica a entrare in condizione e quindi non ho trovato continuità. Però ci tengo a dire una cosa…».

Prego.

«Mi sento in dovere di ringraziare la Colpack, squadra che mi è stata sempre vicina nei momenti peggiori. Non mi hanno mai fatto mancare nulla, anzi mi hanno tenuto all’altezza della situazione in qualsiasi situazione. Lascio una famiglia che mi ha accompagnato negli anni più importanti della mia vita».

Anche la Colpack non ha vissuto un anno straordinario finora…

«Se lo rapportiamo all’anno passato, allora devo darti ragione. Ma nel 2022 è andato tutto troppo bene e aver fatto passare tra i professionisti sei corridori, con me quasi sette, è qualcosa che mai nessuno è riuscito a fare prima. Le aspettative erano altissime, ma ripetersi era pressoché impossibile, anche perché mancavano appunto sei corridori di grandissima qualità».

Dove ti vedremo in questo finale di stagione?

«Domenica corro a Rovescala e in base alle sensazioni decideremo se correre o meno il Giro del Friuli. Poi ci sono tutte le classiche di settembre Piccola Sanremo, Collecchio, Ruota d’Oro e Piccolo Lombardia».