
«Per noi il 2025 non è stato troppo esaltante, anche se abbiamo avuto delle riconferme dai più giovani». Così comincia Bruno Reverberi nella trasmissione RadioCorsa.
Ai vertici di quella che ora conosciamo come Vf Group Bardiani Csf Faizanè (Bardiani CSF dal 2026, ndr) da più di quarant’anni, la più italiana delle Professional italiane, Reverberi ha analizzato la stagione ormai conclusa.
«Fino al Giro d’Italia siamo andati discretamente, poi abbiamo avuto anche dei problemi fisici e delle cadute. Tutto sommato, considerando che la nostra è la squadra più giovane al mondo, non è che potessimo sperare di più. Purtroppo, se c’è qualcuno che va forte, non si fa in tempo a lasciarlo maturare che ce lo portano via. Che poi è quello che abbiamo sempre fatto con le nostre squadre, far passare tanti giovani, ed è normale che dopo un anno, due o tre, vadano via».
Inoltre, Reverberi ha osservato l’impatto che i cambiamenti del ciclismo hanno avuto nella sua squadra, in particolare l’enorme divario che esiste tra le formazioni World Tour e le altre. «Nel tempo sarà anche peggio perché c’è poca qualità alla base. Dieci o dodici anni fa avevamo una squadra che oggi sarebbe stata World Tour. In Italia avevamo 300 professionisti mentre adesso non so se si arriva a 80-90, e il 90% di questi appena “pedalicchiano” un po’ vanno nelle squadre straniere e a noi ci rimane quello che c’è. Una volta andavi a prendere la seconda scelta tra i corridori e trovavi dei vincenti, adesso fai passare corridori che non hanno mai vinto una corsa, perché la qualità è questa. Purtroppo, non è stato fatto niente e ci troviamo in queste condizioni».
La squadra dei Reverberi è una vera e propria istituzione nel ciclismo e non si può esimersi dal riconoscere il lavoro che ha fatto negli anni di scovare, crescere e rilanciare giovani corridori. «Abbiamo fatto passare una miriade di giovani. Ultimamente quelli che “pedalicchiano” un po’ in mezzo al gruppo sono passati tutti da noi. Abbiamo una funzione ma è evidente che ci penalizza il fatto che un corridore rimanga con noi un anno o due. Intanto abbiamo sempre preso dei giovani, che costano poco, e in termini economici bisogna cercare di tenere un po’ i piedi per terra perché oggi andare a chiedere certe cifre agli sponsor diventa quasi impossibile, perché non sai neanche cosa offrire. Cosa vai a dirgli? Abbiamo un ciclismo in cui sei costretto a chiedere (agli organizzatori delle gare, ndr) quasi per favore di poter partecipare perché le corse sono a invito, di conseguenza non è che ti puoi impegnare più di tanto. Noi siamo la squadra più vecchia al mondo, un po’ di parsimonia l’abbiamo usata e se siamo ancora qui un motivo ci sarà».











