GIRO DONNE / I segreti della Canyon Aeroad CFR di Annemiek Van Vleuten, la bici che ha vinto il Giro d’Italia

La Canyon Aeroad CFR di Annemiek van Vleuten
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E’ la Canyon Aeroad CFR la bici vincitrice del Giro d’Italia Donne. Condotta dalla veterana 39enne olandese Annemiek Van Vleuten della Movistar, è un modello aerodinamico che come vediamo fa intravedere qualche particolarità sin da una primissima occhiata.

La ciclista di Utrecht si fida ciecamente dei suoi meccanici, ma è sempre molto attenta all’equipaggiamento per ottenere la massima performance possibile. E soprattutto decisamente attenta al peso della sua bicicletta. Quella che vediamo è un modello che completo di pedali Look alla bilancia fa segnare solamente 7 chili e 60 grammi. Andiamolo quindi a scoprire nei dettagli.

Canyon Aeroad CFR: l’aerodinamica in cima a tutto

Questa versione della Canyon Aeroad CFR utilizzata dalla Movistar (maschile e femminile) ha goduto dello sviluppo in galleria del vento supervisionato dai blasonati tecnici di Swiss Side. I punti di miglioramento rispetto alla precedente edizione sono “nascosti” un po’ ovunque, ma basta dire ad esempio che la nuova forma della forcella garantisce prestazioni aerodinamiche migliori. Sono 20 grammi di attrito in meno (nei wind tunnel la resistenza viene infatti misurata in “peso”), che nella parte frontale fanno moltissima differenza.

Il telaio è anche estremamente leggero. Senza pregiudicare resistenza e rigidità, si sono riusciti a limare qualcosa come 170 grammi sul telaio. Merito dell’utilizzo della fibra composita Toray M40X. Ma per questo modello in particolare, che festeggia la maglia rosa dell’olandese presa alla quarta frazione e non più mollata sino al termine del Giro, si è voluto fare qualcosa in più visto che è il suo terzo successo in carriera nella corsa a tappe italiana.

Solo adesivi, niente verniciatura

Avevamo parlato del peso… Per restare appena sopra i 7 chili completa anche i singoli dettagli contano. L’equipaggiamento lo analizzeremo a breve, ma il telaio è privo di verniciatura, cosa che permette di risparmiare almeno 200 grammi. Esattamente, così come uscito dallo stampo e solo dotato di un sottile strato protettivo, tanto che per creare la grafica si è ricorso a degli adesivi a tema. Ovviamente di colore rosa. La speranza, come ci hanno confidato i meccanici, è che a luglio quegli stessi stickers possano essere sostituiti da altri identici di colore giallo…

Il Tour de Femmes, il nome assegnato al Tour de France femminile, torna dopo l’ultima edizione disputatasi nel 2009. A dire il vero qualcosa che richiami la Grande Boucle nel calendario femminile c’è stato, e parliamo della La Course by Le Tour de France che si disputava in un solo giorno. Annemiek Van Vleuten l’ha conquistata sia nel 2017 che nel 2018, ma nella gara a tappe che parte il 24 luglio (in coincidenza con il termine di quella maschile) è più che ovvio che l’olandese è tra le favorite per la vittoria finale.

I profili generosi della Canyon Aeroad CFR

Il telaio gode di forme decisamente abbondanti e ovviamente aerodinamiche nella zona del tubo obliquo, con un’ampissima zona di rinforzo dietro la parte frontale. Quello orizzontale è totalmente piatto e molto sottile, mentre il piantone è sagomato e oltre a migliorare l’efficienza ad alte velocità ha permesso di accorciare il carro sino a 41 millimetri. Le taglie del telaio sono in tutto sette, senza distinzione tra uomo e donna. Per così dire unisex

Un elemento di sicuro appeal di questa bicicletta è senza dubbio il manubrio integrato. Un componente quasi irrinunciabile per biciclette di questo tipo, che consente il passaggio totalmente interno dei cavi. Come si vede anche dalla foto qui sopra anche Annemiek Van Vleuten non rinuncia alla tendenza del momento. Quella di mantenere le leve dei comandi leggermente ruotate verso l’interno. Questo consente al ciclista di avere una posizione più vantaggiosa (braccia più strette) nella presa alta.

L’altezza dell’attacco manubrio può essere regolata di 15 millimetri senza essere costretti a tagliare il tubo forcella. Sulla serie sterzo viene indicata anche la massima forza di serraggio, che è di 9 newton/metro.

Elettromeccanico e senza fili

Per la trasmissione si è scelto lo Sram Red eTap Axs, vale a dire il top della casa statunitense, a 12 velocità. E’ un elettromeccanico totalmente wireless, considerato che i due deragliatori (anteriore e posteriore) dispongono di batterie separate, così come all’interno dei comandi al manubrio si trovano due normali pile a bottone che alimentano l’invio degli impulsi ai due componenti.

Al posteriore Annemiek Van Vleuten ha scelto la cassetta 10-33. La ruota libera Xdr e il pacco pignoni con il relativo innesto consentono infatti di scendere sotto l’ingranaggio classico da 11 denti che chiude la scala dei rapporti. Non deve sorprendere nemmeno la scelta di un rapporto così agili come limite superiore, un’altra delle tendenze del momento anche in ambito professionistico.

Di questo tipo di trasmissione spicca anche la catena, che ha la zona superiore (quella che non va a diretto contatto con gli ingranaggi) piatta. Una sagoma denominata non a caso “flat top“, con una doppia funzione. La prima è quella di irrobustire una catena che, per via della presenza delle 12 velocità e degli spazi sempre più ridotti, è a sua volta molto sottile. L’altra meno evidente è che in questo modo garantisce a sua volta dei vantaggi aerodinamici.

All’anteriore troviamo la guarnitura dello Sram Red, nella dentatura 52-39 con pedivelle in fibra composita. Particolare interessante è la presenza del misuratore di potenza integrato Quarq, con i dati trasmessi in tempo reale che vengono tenuti sotto controllo dalla ciclista grazie alla presenza di una device al manubrio, posizionata davanti agli occhi tramite un apposito innesto avvitato poi nella parte bassa della sezione orizzontale della curva.

Veloci come a Indianapolis…

Nella dotazione della Movistar ci sono ruote Zipp, azienda che appartiene all’orbita Sram e che ha sede in quel di Indianapolis, negli Stati Uniti. Considerato che è un marchio pionieristico per quanto concerne lo sviluppo in galleria del vento, non poteva esserci origine migliore visto che gli hilights della produzione di Zipp sono proprio legati alla velocità.

I modelli preferiti dalle cicliste della Movistar sono due: le 303 Firecrest o le 202 Firecrest, con profili rispettivamente da 45 e 32 millimetri, e qui vediamo la Canyon Aeroad CFR di Annemiek Van Vleuten equipaggiata con entrambe. Le prime (presenti nella prima foto di questo articolo) sono comunque molto versatili e adatte praticamente a ogni terreno (tanto che sono tra le preferite sulle bici dei ciclisti di tutto il mondo), le seconde più leggere ed adatte a giornate con difficoltà altimetriche più consistenti.

Elemento comune è rappresentato dalla zona esterna del cerchio che ha una lavorazione particolare, la ABLC, dei cerchi che richiamano la superficie esterna delle palline da golf. Un dettaglio utilizzato da anni sulle ruote Zipp di altissima gamma, e che garantisce moltissima stabilità anche ad alte velocità e in curva. Le ruote sono peraltro per tubolare, in questo caso dei Continental Pro Ltd realizzati a mano in Germania.

Ultimo dettaglio dell’equipaggiamento della Canyon Aeroad CFR di Annemiek Van Vleuten riguarda la sella. Troviamo la Fi’zi:k Argo Vento, un modello “corto” dotato di un ampio canale centrale di scarico. La lunghezza è di 265 millimetri, mentre le larghezze tra cui scegliere sono due: 140 o 150 millimetri.