AMARCORD/102 Giro 2020, l’esplosione di Ganna: cronoman da leggenda, ma sa vincere anche in salita!

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La classifica conta, ma non è tutto: per esempio, si può dominare il Giro d’Italia anche arrivando a Milano al 61° posto, come ha fatto Filippo Ganna nel 2020. La sua parabola gloriosa trova spiegazione non tanto nel numero (quattro tappe vinte), quanto nel modo, nella potenza esibita, nel solco amplissimo marcato tra sé e gli avversari.

Quel Giro anomalo (rimandato a ottobre causa Covid) cominciò proprio nel segno di Ganna, che nel prologo a cronometro da Monreale a Palermo rullò sui 15 chilometri del percorso (in buona parte in discesa, occorre precisarlo) a quasi 59 di media, sfruttando lo stato di grazia che pochi giorni prima gli aveva permesso di portarsi a casa l’oro nella cronometro iridata di Imola. Le altre due prove contro il tempo, quella di Valdobbiadene e quella finale di Milano, terminarono allo stesso modo, come ormai era largamente prevedibile.

L’assolo di Camigliatello Silano è una rivelazione

Ciò che invece non poteva rientrare nei pronostici è stata l’impresa di Camigliatello Silano. In fuga con un gruppetto fin dai primi chilometri, sembrava destinato ad assistere il suo compagno di squadra, Salvatore Puccio. Ma lungo il temuto Valico di Montescuro, Puccio cominciò a soffrire e 5 a chilometri dal Gpm accadde quello che in pochi si aspettavano: Ganna accelerò sul terreno in teoria nemico e si lasciò tutti alle spalle.

La corazzata Ineos, giunta in Italia con progetti di vittoria, aveva appena dovuto rimodulare ambizioni e prospettive per l’infortunio del capitano designato, Geraint Thomas. «È stato lui ieri a mandarmi un messaggio per dirmi di andare in fuga. Ho rispettato gli ordini del mio capitano, anche se sono arrivati da casa», rivelò al traguardo Filippo, “liberato” proprio dal forfait del gallese.

Nei giorni successivi, crono a parte, Ganna non ebbe comunque alcun problema a spremersi per l’outsider Geoghegan Hart, inatteso vincitore del Giro, ma quella performance di Camigliatello gli ha aperto nuovi orizzonti: il ragazzo-locomotiva può vincere anche in linea, e anche quando la strada si impenna. Disertato il Giro di quest’anno, soprattutto per la limitata presenza di crono, è atteso a un ulteriore cambio di passo al Tour, dove il cronoprologo di Copenaghen può regalargli la prima maglia gialla.