L’incredibile novità del Team Dsm per la Roubaix: monteranno un sistema di controllo degli pneumatici che permetterà di gestire la pressione in tempo reale

L'incredibile novità del Team Dsm per la Roubaix: monteranno un sistema di controllo degli pneumatici che permetterà di gestire la pressione in tempo reale
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Se ha fatto molto parlare di sé il reggisella telescopico utilizzato da Matej Mohoric alla Milano-Sanremo, sicuramente sentiremo molte discussioni anche sul sistema di controllo della pressione degli pneumatici Scope Atmoz che verrà montato sulle biciclette dei corridori del Team DSM alla prossima Parigi-Roubaix.

Scope, partner ufficiale del team olandese, svelerà ufficialmente il proprio sistema al grande pubblico solamente venerdì, ma è chiaro che la squadra si è mossa fin da subito per avere il via libera e l’autorizzazione dell’UCI. Il massimo governo del ciclismo ha dato l’ok all’utilizzo di questo sistema, ma scopriamolo meglio.

Scope Atmoz: il sistema di controllo della pressione degli pneumatici

Si tratta essenzialmente di un sistema di gestione integrato per la pressione degli pneumatici che consentirà agli atleti di gonfiare, sgonfiare e monitorare digitalmente e in tempo reale la pressione tramite dei serbatoi d’aria situati nei mozzi e collegati agli pneumatici tubeless tramite un cavo nel cerchio.

Il tutto è controllato da pulsanti sul manubrio e utilizza valvole meccaniche per regolare il flusso d’aria tra il serbatoio e il pneumatico tubeless. Non alterando l’integrità strutturale del set di ruote e non contenendo parti mobili o compressori, l’intero sistema è stato dichiarato legale.

Essere in grado di modificare la pressione degli pneumatici tra l’asfalto e il pavé ha evidenti vantaggi. C’è la possibilità di risparmiare molta potenza nei settori in lastricato pedalando a basse pressioni e quindi permettendo allo pneumatico di deformarsi seguendo le linee della superficie. La guida è così più fluida e veloce. Scope parla di un risparmio di circa 30 watt.

Al contrario sull’asfalto, dove la superficie è ovviamente più lisce, si può pedalare con pressioni più elevate e migliorando il rotolamento. Con questo sistema, i corridori non sono portati a trovare un compromesso tra le diverse parti del percorso già alla partenza, o almeno questa è la speranza del Team DSM.