Tirreno-Adriatico, il punto di Sgarbozza: «L’Italia non ha sprinter, Pogacar Cannibale. E per la Sanremo occhio a Ewan»

Lo sprint sul ciottolato di Terni alla Tirreno-Adriatico (foto: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
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C’erano una volta le Tirreno-Adriatico dominate dal tricolore. La galassia degli sprint era soltanto nostra: Cipollini, Petacchi, Strazzer, Conte, su arrivi a lui congeniali anche Bettini. Oggi sono quasi tre anni – precisamente il 15 marzo – dall’ultima volta di un italiano vincitore in una tappa in linea della Corsa dei Due Mari: Elia Viviani a Foligno nel 2019. L’alert, il campanello d’allarme suona nel punto della prima serata con Gigi Sgarbozza su quibicisport: siamo un Paese di santi, di poeti, di navigatori ma non più di velocisti in una giornata-show con Pogacar in versione “cannibale” e Caleb Ewan che si candida senza ombra di dubbio, a favorito numero uno della Milano-Sanremo.

Sgarbozza, il più grande spettacolo possibile anche oggi alla Tirreno-Adriatico.

«Si è visto uno spettacolo di rara bellezza. Era una corsa scontata, da arrivo allo sprint con la fuga chiusa. Invece è stata una delle più belle tappe viste negli ultimi anni».

Pogacar non lascia un secondo per strada. Che effetto ti fa?

«Corre alla Merckx, è un cannibale come Merckx. Gli piace correre così e Merckx lo ha già dichiarato suo erede. Sarà sempre amato dal grande pubblico, non si risparmia mai. Ha classe e la squadra con Formolo e tutti i compagni sono straordinari., campioni anche loro perché lo mettono sempre in condizione di non deludere mai».

Caleb Ewan favorito per la Milano-Sanremo?

«Pogacar, Alaphilippe e Van Aert lo immaginano già: se lo portano nella situazione ideale, il tasmaniano della Lotto riuscirà finalmente a vincere la Classicissima».

La tattica della Ineos perché non ha funzionato?

«Ganna è andato in testa a quattro chilometri dall’arrivo, troppo presto. Per vincere le volate devi entrare in azione negli ultimi milleduecento metri. Si sono consumati prima e hanno preso aria. Diversamente, sarebbe arrivato terzo o quarto. Per Ganna queste sono prove generali per capire se potrà vincere o meno la Sanremo».

L’Italia non vince una tappa in linea alla Tirreno-Adriatico da tre anni. Nel 2019 con Viviani a Foligno.

«Un quadro desolante. Lo scorso anno ci ha salvato Colbrelli. I nostri non vincono mai e poi c’è l’handicap di non trovare in prospettiva un corridore da Grandi Giri. Io credo in Antonio Tiberi che maturerà nel tempo. Se non viene fuori un corridore che possa lottare per il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta il ciclismo italiano va sempre più in crisi. Io credo in Lorenzo Fortunato, mi è piaciuto sullo Zoncolan lo scorso anno».

La vecchia scuola degli sprinter italiani come si recupera?

«Non abbiamo più gli sprinter perché non ci sono più quelli con le caratteristiche dominanti come Mario Cipollini e Alessandro Petacchi che sono stati tra gli atleti più forti del mondo. Speriamo che esca fuori qualcuno in futuro, ma ci vuole una grande squadra World Tour italiana».