Come già si sapeva, anche Tadej Pogacar era presente agli Europei in Slovenia. Ma ha fatto qualcosa che nessuno si aspettava: tagliare il traguardo a braccia alzate.
No, non vi siete persi nulla, non era in sella. Non era nemmeno a bordo strada dietro una transenna, ma era a bordo di un’auto che ha seguito l’avvincente lotta all’ultimo millimetro tra Remco Evenepoel e Giulio Ciccone.
Passando tra le ali di folla delle sue città, Tadej Pogacar si è sporto dal finestrino e ha salutato i fan, alcuni dei quali potevano essere amici d’infanzia, compagni di scuola, vicini di casa. Perché i Mondiali sono passati anche dalla sua Komenda e l’arrivo era posto a Sencur, a 12 chilometri dal paese che gli ha dato i natali.
Non aver gareggiato non è significato per Pogacar sottrarsi alle interviste dei giornalisti, a cui ha detto: «Pedalo da appena una settimana, la mia forma è pessima. Una o due settimane fa avrei voluto esserci, ma ora come ora non avrei voluto correre».















