INCHIESTA / Norma Gimondi, la voce federale: «Queste polemiche sono inutili, non c’è ancora un documento definitivo»

Norma Gimondi con il presidente Cordiano Dagnoni (foto FCI)
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Finalmente, dopo aver intercettato gli interessanti pareri di molti addetti ai lavori, ecco una voce federale: quella di Norma Gimondi, uno dei tre vicepresidenti della Federazione Ciclistica Italiana (gli altri due sono Carmine Acquasanta e Ruggero Cazzaniga). Oberata dagli impegni, la Gimondi affida ad un breve ma incisivo messaggio tutto il suo scetticismo intorno alle polemiche scatenate negli ultimi giorni da Silvio Martinello intorno al ciclismo amatoriale e giovanile, polemiche che lei giudica incomprensibili.

«Il documento che ha provocato questa scia di polemiche è un atto endofederale che, in quanto tale, ha come finalità quella di fare dialogare commissioni tecniche e consiglio federale, non certo di introdurre modifiche normative o regolamentari.

«È dovere del consiglio federale ascoltare le richieste che provengono dal territorio e confrontarsi con le proprie commissioni per trovare soluzioni (o almeno tentare di farlo) alle problematiche che ultimamente sono state evidenziate (vedi scarsità di gare soprattutto al centro sud). Quindi se io mi limitassi a commentare il documento già a vostre mani farei l’errore di alimentare le polemiche già in essere e, in ogni caso, farei comunque l’errore di partire da un documento che non ha alcuna valenza ai fini normativi/regolamentari federali.

«Nel momento in cui vi sarà un documento definitivo, frutto del confronto tra consiglio federale e commissioni, allora si potrà parlare con ragione di causa. Così come a quel punto saranno legittime le critiche e le rimostranze all’attuale consiglio federale. Da buona bergamasca evito sterili discussioni che lascio volentieri a chi, evidentemente, ha molto tempo libero per disquisire sul nulla».