E’ orgoglioso dei suoi ragazzi Sir Dave Brailsford, “boss” del team Ineos-Grenadiers. Tre maglie rosa conquistate nelle ultime quattro edizioni, correndo in modo diverso da come ci aveva abituato lo squadrone inglese negli anni.
Prima con Chris Froome, “il robot” capace di attaccare tutto solo a 80 chilometri dal traguardo, regalando ai tifosi un’azione d’altri tempi sul Colle delle Finestre. Una reale prova di forza che permise al keniano bianco di ribaltare un Giro d’Italia che lo ha aveva visto fino a quel momento in forte difficoltà .
Poi è arrivato il turno di Geoghegan Hart, “il gregario” che ha saputo approfittare del ritiro del suo capitano, Geraint Thomas, per prendere in mano le redini della squadra e conquistare la maglia rosa. Senza dimenticare che lo scorso anno la Ineos ha portato a casa ben sei vittorie di tappa con tre corridori diversi, mandando ogni giorno un proprio atleta all’attacco.
Il 2021 è invece l’anno di Egan Bernal. Il colombiano dall’animo gentile che non ha avuto paura di risparmiarsi quando la strada ha iniziato a salire. Non può essere un caso che Tonina Pantani ha detto di rivedere in lui il proprio figlio.
Insomma, questa è la “nuova” Ineos. Una squadra che finalmente fa divertire. Lo ha capito anche Brailsford…
«Vogliamo goderci le corse e riportare il sorriso sui volti delle persone. Abbiamo passato mesi difficili a causa della pandemia, è giusto che gli appassionati possano regalarsi attimi di emozione guardando correre i propri idoli. Il ciclismo è questo, è emozione».














