Jonathan Milan svela il suo primo Fiandre: «Indimenticabile, ma che follie per prendere i muri in testa»

Jonathan Milan, protagonista del primo Fiandre della sua carriera. Lo racconta a quibicisport.it
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Nessuno l’ha vista, ma domenica al Giro delle Fiandre c’è stata una “On Board Camera” targata Bicisport dedicata a Jonathan Milan. Abbiamo proiettato il talento scuola Cycling Team Friuli, della Bahrain-Victorious, al debutto nel Sacro Graal del ciclismo mondiale. Una gara bellissima quella di Jonathan Milan per rendimento, tenacia, coraggio e interpretazione. Milan non ha paura della fatica e nel piano tattico della squadra ha ricoperto con precisione e puntualità il ruolo per il quale era stato designato. Quibicisport.it lo ha seguito sin dalla vigilia della grande trasferta nelle Fiandre e oggi insieme al giovane corridore friulano, ripercorre la magica avventura tra impressioni, aneddoti e il tifo speciale dei genitori Flavio ed Elena da casa. Un orgoglio per loro vedere Jonathan sui muri della storia del ciclismo. Una bagarre che non dimenticherà mai.

Jonathan, bentornato in Italia e su quibicisport. Raccontaci il tuo Fiandre!

«Come ti dicevo l’altro giorno, sai, devo dirti che al Fiandre sono stato più tranquillo e più rilassato. Ho fatto quello che mi hanno chiesto dando il massimo. Ho affrontato la gara con molta più tranquillità delle altre volte. Non l’ho finita, ma uno degli obiettivi che ci siamo dati con la squadra, ovvero prendere i muri in testa fino ai 120 chilometri, è stato rispettato. Tenere la squadra su, nelle prime posizioni e coperti. La squadra mi ha detto che ho svolto bene tutti i compiti e anche io sono soddisfatto del lavoro che ho fatto».

Ti sei rivisto in tivù?

«Ho guardato un pezzo e poi sono andato a pulire la bici».

Come ti senti dopo questa esperienza?

«Veramente soddisfatto. Magari una volta finita la gara ti vieni da chiederti se avessi potuto fare quei cinque-dieci minuti di sforzo in più per arrivare e rimanere attaccato al gruppo e magari riuscire a finire la gara. Sinceramente quando stavo davanti ero “a tutta” e quando è arrivato uno dei tanti muri che abbiamo affrontato, le mie gambe erano distrutte. La pendenza, il pavé e la velocità con cui si affrontano li rendono micidiali».

Hai corso con i big. Quale particolare ti ha impressionato?

«Van der Poel e Van Aert su quei muri sembrava che volassero e che fossero leggerissimi da come li affrontavano».

Divertimento allo stato puro.

«In ogni gara che faccio mi diverto, per me il ciclismo è puro divertimento».

Ora sei a casa con papà Flavio e mamma Elena.

«Sì, sarò qui fino alla prossima settimana. Dal 13 al 15 sarò al 90% a Montichiari in pista per riprendere gli allenamenti e poi si vedranno i programmi».

Avranno fatto un gran tifo per te.

«Sono contenti, hanno passato tutto il giorno di Pasqua con il tavolo piazzato davanti alla televisione in soggiorno. Hanno guardato tutta la gara dal primo all’ultimo metro. Vedermi in testa al Fiandre, non succede tutti i giorni».

La stagione quali step prevede?

«Se verrà confermata, avrò una prova di Coppa del Mondo a Hong Kong a inizio maggio e poi a inizio giugno il Giro di Slovenia e a fine giugno i campionati europei Elite».

Lo sport azzurro diventa sempre più un regno per giovani. Penso a Jannick Sinner nel tennis che al debutto tra i grandi si è subito fatto notare. Ti senti il Sinner del ciclismo?

«Tra qualche anno lo spero, sì. Per tutti l’obiettivo è quello di regalare emozioni e fare il più possibile nella propria carriera, lunga o breve che sia. Un obiettivo che non cesserà mai di esistere».

Un ricordo finale dal tuo primo Fiandre.

«La bagarre per prendere i muri davanti, è assurda. Una volata. Non la dimenticherò mai».

Leggi la prima parte dell’avventura di Jonathan Milan al Giro delle Fiandre su quibicisport.it!