Scotti: «Ho ritrovato il mio Aru, sarei felice di averlo al mondiale»

Fausto Scotti ammira alcune pagine di Bicisport
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Ci sono gran belle notizie su Fabio Aru. Il corridore sardo sta ritrovando sé stesso grazie al ciclocross e a Fausto Scotti che da commissario tecnico della nazionale di specialità lo aveva preso sotto la sua ala quando era un allievo al secondo anno…

«Ho conosciuto Fabio quando era un ragazzino e quando mi ha cercato sono stato contento» racconta Scotti. «Era un allievo al secondo anno, l’ho seguito per tre anni fino a quando l’ho accompagnato da Locatelli per fargli proseguire la sua crescita. Ho rivisto in lui lo stesso entusiasmo di allora. Ho ritrovato quello splendido ragazzo. Credo che l’essere tornato alle sue origini l’abbia aiutato a sgombrare il cervello dai suoi incubi e dalle sue paure. Fabio è una persona eccezionale, è un fuoriclasse, deve solo ritrovarsi e vedo che questo sta accadendo».

Come una volta

– Perché dici questo?

Per il ciclocross ha cominciato a fare lavori diversi dal solito trovando nuovi stimoli. E poi in quest’ambiente ha ritrovato la spontaneità della sua adolescenza. Parte da Lugano per venire a fare una corsa dove non ci sono nemmeno le docce per i problemi Covid. Si lava sul bordo della strada con una tanica d’acqua e per tornare a casa prende due panini felice come se fosse chissà cosa.

– Hai un buon rapporto con lui.

Fabio è un ragazzo speciale, un fuoriclasse. Io l’ho conosciuto ragazzino e gli parlo con grande libertà, lui mi ascolta, ma un atleta di quella qualità va assecondato e sostenuto. Ho parlato con lui con grande libertà e lui ha riflettuto. Spesso la sera ci dedichiamo a lunghe chiacchierate dove il ciclismo non viene toccato per nulla o solo di striscio. Certamente ha commesso qualche errore, ma impegno, umiltà, educazione, sacrificio non gli sono mai mancati.

Idea iridata

– Che fondamento ha la sua partecipazione al Mondiale?

È un’idea che abbiamo, ma dovrà accettarla lui e la sua squadra dovrà dargli l’autorizzazione. Io credo che sarebbe un errore grave se la squadra non glielo permettesse perché in questo momento Fabio è felice e questo entusiasmo va coltivato. Poi io gli consiglierei di cimentarsi sulle corse in linea…

Atleta di valore

– Quanto vale come corridore di ciclocross?

Può valere molto. L’ho visto cimentarsi alla vigilia sul circuito di Sant’Elpidio ed ho apprezzato le sue capacità di guida (non dimenticate che ha cominciato proprio con il ciclocross) ed ho visto la forza che è in grado di esprimere in salita. Detto questo bisogna considerare che per un campionato del mondo queste qualità vanno coltivate per un po’ di tempo quindi sarebbe sbagliato avere aspettative per quest’anno. In futuro… è un altro discorso ed in giro se ne parla.

– Cioè?

Sia Van der Poel che Pidcock hanno cominciato ad informarsi su Fabio. Da una parte sperano che sia presente al mondiale perché sarebbe un altro campione che nobilita la gara, dall’altra temono che in futuro possa diventare un altro avversario. I corridori conoscono il valore di Aru, anche se negli ultimi anni non ha raccolto granché, sanno giudicare l’uomo e l’atleta.