Europei Ciclocross, la storia azzurra dai trionfi di Teocchi ai successi di Mattia Agostinacchio e Grigolini

Grigolini
Filippo Grigolini ha conquistato l’oro nella categoria juniores l’anno scorso a Middelkerke (credit: Massimo Fulgenzi / SprintCyclingAgency).
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La storia dell’Italia ai Campionati Europei di ciclocross racconta un movimento cresciuto progressivamente, capace di ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama continentale. La rassegna, nata nel 2003, ha visto i nostri azzurri conquistare da allora complessivamente 19 medaglie: 6 ori, 6 argenti e 7 bronzi. Un bilancio costruito soprattutto attraverso le categorie giovanili, ma impreziosito anche da alcuni risultati di prestigio maturati negli anni nelle prove Elite. È importante ricordare che solo dal 2015 gli Europei prevedono anche la prova uomini Elite.

La prima medaglia italiana agli Europei di ciclocross è arrivata nel 2010, a Francoforte, grazie a Elia Silvestri, che conquistò l’argento nella categoria Under 23 maschile. Un risultato che concretamente aprì il medagliere italiano, rimasto vuoto nelle prime sette edizioni. Ma l’Italia ha avuto anche l’onore di ospitare gli europei di ciclocross in due occasioni. La prima risale al 6 novembre 2011, a Lucca, quando la città toscana accolse la 9ª edizione della rassegna continentale. Il programma prevedeva soltanto tre prove: Juniores maschile, Under 23 maschile e Donne Elite. Dominio totale dell’Olanda, olandese, mentre gli azzurri non riuscirono a salire sul podio.

Negli anni successivi è emerso il talento di Alice Maria Arzuffi, capace di vincere il bronzo nella prova femminile Under 23 nel 2013 e nel 2014, e un argento nel 2015, oltre a un bronzo tra le Elite nel 2017. I primi ori in assoluto, invece, sono arrivati grazie a Chiara Teocchi, che ha vinto la prova femminile Under 23 sia nel 2016 a Pontchâteau sia nel 2017 a Tabor.

Il secondo appuntamento europeo in Italia arrivò invece il 10 novembre 2019, a Silvelle di Trebaseleghe. Fu un’edizione particolarmente significativa anche per il risultato della nazionale, che trovò in Eva Lechner la propria protagonista. L’altoatesina conquistò uno splendido argento nella prova Donne Elite, chiudendo alle spalle dell’olandese Yara Kastelijn e precedendo Annemarie Worst.

Negli anni successivi il movimento azzurro ha trovato nuove e fresche soddisfazioni soprattutto nelle categorie giovanili. Nel 2021, al Col du Vam, Luca Paletti portò a casa il bronzo nella categoria uomini Juniores. Nel 2022, a Namur, Valentina Corvi conquistò una splendida medaglia d’argento tra le Juniores, mentre nel 2023, a Pontchâteau, arrivò un altro risultato di prestigio grazie a Sara Casasola, terza nella prova Donne Elite. Due risultati differenti per categoria, ma accomunati dalla capacità delle atlete italiane di competere ai massimi livelli della rassegna continentale, con tanto cuore e voglia di mettersi in gioco.

La svolta più significativa è arrivata però con la nuova generazione guidata dall’attuale commissario tecnico dell’Italia, Daniele Pontoni. Nel 2024, a Pontevedra, l’Italia ha chiuso al primo posto nel medagliere con quattro medaglie: due ori, un argento e un bronzo. Mattia Agostinacchio ha conquistato il titolo europeo Juniores, mentre Giorgia Pellizotti ha ottenuto il bronzo nella stessa categoria femminile. E ancora, argento per Filippo Agostinacchio tra gli Under 23. A completare il bottino è arrivato il primo storico successo azzurro nella staffetta mista, con il sestetto composto da Federico Ceolin, Mattia Agostinacchio, Lucia Bramati, Giorgia Pellizotti, Francesca Baroni e Filippo Agostinacchio.

Infine, nel 2025, a Middelkerke, l’Italia ha confermato la propria crescita con altri quattro podi: Mattia Agostinacchio ha conquistato il titolo Under 23, diventando il primo italiano a riuscirci, mentre Filippo Grigolini ha vinto tra gli Juniores davanti al connazionale Patrik Pezzo Rosola. Nicole Azzetti, infine, è stata terza nella prova femminile Juniores. Una doppietta che certifica ancora una volta la qualità del vivaio azzurro e apre prospettive importanti per il futuro del ciclocross italiano, che magari potrebbe tornare a illuminarsi d’oro, argento o bronzo anche nel 2026.