L’Italia e quell’amore per l’inseguimento individuale: dal primo oro di Coppi al doppio successo di Jonathan Milan

Jonathan Milan, campione del mondo nell'inseguimento individuale e oro ai mondiali su pista di Shanghai 2026.
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Noi azzurri abbiamo un rapporto davvero speciale con la pista, è inutile negarlo, anzi, è qualcosa che va celebrato senza nascondersi e senza paura di esagerare. Una tradizione che va da Fausto Coppi nel 1947, primo italiano a vincere il mondiale su pista e che vincerà anche due anni dopo, fino all’ultimo grande successo di Jonathan Milan. Oro e record del mondo, dopo che lo aveva già stabilito due anni fa.

Sbirciando l’albo d’oro, vediamo come l’Italia abbia conquistato nella sua storia il titolo iridato su pista per ben 19 volte, davanti a Gran Bretagna (15) e Australia (9). Gli anni ’40 e 50′ sono stati letteralmente un periodo d’oro: dopo il doppio colpo di Coppi, ci hanno pensato Antonio Bevilacqua nel 1950 e nel 1951 e poi il tris leggendario di Guido Messina (dal 1954 al 1956) a iniziare a consacrarci alla storia della pista.

Poi il digiuno di sette anni: passano i francesi, i tedeschi e gli olandesi prima del 1963, quando Leandro Faggin riporta in Italia il titolo iridato. Ci riuscirà, come Messina prima di lui, per altre due volte, prima nel ’65 e poi l’anno dopo. Avrebbe fatto poker ma nel ’64 chiuse secondo dietro al formidabile belga Ferdinand Bracke. Passeranno dieci anni prima di vedere un altro azzurro conquistare la pista: sarà il 1976, quando Francesco Moser sbaraglierà tutti a Lecce.

Ganna
Filippo Ganna e Jonathan Milan, tra i migliori italiani di sempre nell’inseguimento individuale.

Arriva il momento della crisi. Ma come scrive Thomas Kuhn ne La struttura delle rivoluzioni scientifiche, la scienza quando è in difficoltà cambia paradigma e si prepara a vedere i fenomeni con nuovi occhi. E così nel 2016, dopo esattamente quarant’anni, il nostro Filippo Ganna riporta in auge l’Italia e inizia un nuovo ciclo tutto dipinto di azzurro, vincendo per sei volte in 8 anni (2016, 2018, 2019, 2020, 2022 e 2023) il mondiale su pista. Un fuoriclasse. Poi Jonathan Milan, come sappiamo, nel 2024 e nel 2026, con in mezzo Josh Charlton, perché la rivalità con gli inglesi non ce la toglie nessuno. Ma al di là di quello, rimane l’amore dell’Italia per l’inseguimento individuale, ora e per sempre.