Lello Ferrara ha realizzato sul suo blog un confronto con i quattro candidati alla presidenza federale ponendo loro, in rigoroso ordine alfabetico, i quesiti che gli avevano suggerito i giornalisti specializzati.
È difficile nascondere una certa delusione per i contenuti espressi spesso con troppe parole e tanto politichese. I temi sono comuni a tutti: la ricerca di nuove risorse, la necessità di garantire maggiore sicurezza sulle strade, la volontà di potenziare la struttura periferica, l’impellente bisogno di rilanciare l’attività giovanile. Ovviamente ognuno con le proprie idee che non sempre sono emerse nella loro concretezza.
Alla resa dei conti però ciascuno ha dimostrato i propri punti di forza.
I quattro in lizza
Cordiano Dagnoni ha evidenziato la sua anima imprenditoriale mettendo in evidenza la necessità di trovare nuovi sponsor e di capitalizzare al massimo quanto si ha per finanziare le attività sportive.
Daniela Isetti ha dimostrato una volta di più la padronanza della macchina federale che, d’altra parte, già da anni possiede grazie al suo ruolo di vice-presidente.
Silvio Martinello, forte della sua esperienza di atleta, ha insistito sulla necessità di garantire la massima attenzione all’attività giovanile per creare una base forte che deve poi essere accompagnata nel suo cammino di crescita.
Fabio Perego si è dimostrato molto pragmatico evidenziando le sue esperienze sul campo e mostrando le soluzioni trovate di volta in volta facendo capire che con la buona volontà si possono fare molte cose.
I meriti di Di Rocco
Alla fine dei conti però va registrato come tutti i candidati, anche quelli che si pongono in aperta opposizione a Di Rocco, abbiano dovuto riconoscere al presidente uscente la capacità di ricondurre il bilancio in parità e di essere riuscito, unico tra le federazioni italiane, a far ripartire l’attività anche durante questa tremenda pandemia consentendo soprattutto alle categorie giovanili di riprendere le gare.
Solo Perego, sceso in campo con grande ritardo rispetto ai suoi avversari, ammette di dover risalire la corrente. Gli altri invece si dicono ottimisti sul coronamento delle proprie aspirazioni, ma al momento nessuno sembra riuscire a prevalere nettamente. Insomma, manca poco più di un mese al fatidico giorno (21 febbraio) e ancora i giochi sono apertissimi.














