È complicato anche solo pensarla una lista di questo genere. Una stagione che, se tra World Tour e ProTour è stata dimezzata, ma ha visto disputarsi tutte o quasi le corse più importanti, tra dilettanti e Under 23 è stata salvata appena per il rotto della cuffia. Dunque, trovare dieci corridori che si sono particolarmente distinti nel mondo Under 23, in un 2020 che non ha visto disputarsi tra le altre, Tour de l’Avenir, Mondiale, Giro della Valle d’Aosta, le varie classiche del Nord in versione giovanile, o diverse prove di Coppa delle nazioni, appare complesso, ma ci proviamo lo stesso.
Da questa lista naturalmente terremo fuori quei corridori che già militano nel mondo dei professionisti, quindi non solo gli Under 23 del World Tour, ma anche quelli delle squadre Professional tra i quali spiccano due nomi come Andreas Leknessund e Jakob Hindgsaul quest’anno protagonisti anche nel calendario giovanile (vedi la vittoria del norvegese al Friuli e il podio del danese al piccolo Lombardia), facendo una piccola eccezione per il britannico Stewart, accasato con la Groupama-FDJ per disputare le ultime 4 corse del calendario belga: Gand-Wevelgem. Schelderpijs, Fiandre e De Panne.
Tom Pidcock (’99) – Non si poteva che partire dal vincitore dell’ultimo Giro Under 23. Talento di livello mondiale in più discipline, Pidcock ha dimostrato di saperci fare su strada anche tra i professionisti – in evidenza sia al Campionato Europeo di Plouay sia al mondiale di Imola – e l’anno prossimo sbarcherà nel World Tour con la Ineos. Sogna i grandi Giri, ma anche le classiche impegnative, ma prima di tutto, nel 2021 il suo obiettivo potrebbe essere Tokyo 2021 in mountain bike: questo per far capire la dimensione multidisciplinare di questo piccolo campioncino tascabile. E non apriamo il capitolo ciclocross altrimenti dovremmo dedicare il pezzo interamente a lui.
Henri Vandenabeele (’00) – Doveva essere il terzo o quarto belga in ordine di scelta a inizio stagione, ma invece il classe 2000 fiammingo di Deinze ha rapidamente bruciato le tappe dando spettacolo alla Ronde de l’Isard e al Giro Under 23. Ha chiuso entrambe le corse a tappe al secondo posto dimostrandosi attaccante nato e soprattutto alzando il suo livello nelle salite più lunghe. Nel 2021 correrà ancora tra gli Under 23, in maglia Sunweb Development, e punta a essere il corridore di riferimento della categoria nelle corse a tappe. Da rivedere a cronometro, al momento suo tallone d’Achille.
Kevin Colleoni (’99) – Di lui ne abbiamo parlato in lungo e largo. Vincitore del Prestigio Bicisport e capace di salire sul podio al Giro Under 23. Passerà tra i professionisti con la prestigiosa maglia della Mitchelton-Scott e avrà la possibilità di crescere in una delle squadre più forti del World Tour. Figlio d’arte, forte in salita, Colleoni si difende bene anche a cronometro e sembra avere ancora parecchi margini di miglioramento. Per il futuro delle corse a tappe iniziamo a guardare anche lui.
Jonathan Milan (’00) – Il friulano di Buja è una forza della natura. Veloce allo sprint, potente, forte in pista e a cronometro, adatto anche alle salite brevi e con margini ancora tutti da esplorare. Toccherà, nel 2021, alla Bahrain preservare quello che per molti è forse il più importante talento italiano della nuova generazione. Se fisicamente appare straripante, tatticamente e mentalmente è ancora acerbo, ma su di lui siamo pronti a scommettere per un avvenire importante. In stagione spicca il successo di tappa al Giro Under 23 e, oltre alle tante medaglie in pista, anche il titolo italiano a cronometro di categoria sia individuale che a squadre.
Giovanni Aleotti (’99) – L’emiliano, come Milan portacolori del Cycling Team Friuli, invece fa proprio della testa, della concentrazione, della freddezza e della caparbietà la sua arma migliore. Certo, parliamo di uno che ha anche mezzi fisici e atletici di primo livello: non si arriva per caso sul podio al Tour de l’Avenir, o, come quest’anno, non si conquista un quarto posto al Giro Under 23 se si è uno qualunque. In una stagione per lui tuttavia un po’ complicata anche da una caduta nell’ultimo periodo di gare, Aleotti ha saputo dare spettacolo nella prova in linea del campionato italiano, non vincendolo, ma dominandolo. Arrivato tra gli Under 23 come corridore da prove in linea, sta provando a trasformarsi in uomo da grandi Giri grazie alla sua regolarità sia in salita che a cronometro. In maglia BORA-hansgrohe, però, dovrà iniziare nuovamente tutto da capo. Il talento e la testa tuttavia sembrano essere al posto giusto.

Harry Sweeny (’98) – L’australiano d’Europa è una delle sorprese della stagione. Corridore completo, ma con la classica nomea del costante che non eccede in nulla, in stagione ha vinto una corsa importante come il Piccolo Giro di Lombardia davanti a corridori come Hindsgaul e Debesay. Forte sul passo, si difende in salita, l’anno prossimo proseguirà la sua carriera in maglia Lotto, ma con quella dei professionisti. Cosa potrà diventare? Probabilmente un gregario di buon livello con licenza di andare in fuga nelle corse impegnative, ma occhio a sottovalutarne la grinta.
Jordi Meeus (’98) – Inevitabile inserire in questa lista uno dei tre “velocisti” più forti della categoria in questo 2020. Al Giro Under 23 ha inseguito con ferocia il successo di tappa che arriva il terzultimo giorno di gara sul traguardo di Colico, dopo aver ottenuto due secondi posti. Non un semplice velocista, però, e in BORA-hansgrohe se ne accorgeranno. Meeus potrà diventare un ottimo pesce-pilota, e anche un importante uomo squadra nelle corse del Nord vista anche la sua notevole stazza.
Olav Kooij (’01) – La palma del miglior velocista del 2020 a livello giovanile la prende sicuramente Olav Kooij. L’olandese, che d’inverno si esibisce con risultati importanti anche nello Speed Skating, in stagione ha impressionato per tempismo e potenza nelle volate, andando a segno persino tra i professionisti, alla Settimana Coppi & Bartali, al Gp Kranj, al Trofeo Parenzo e al Trofeo Umago. Nel 2021 inizierà la stagione ancora con i giovani della Jumbo per poi passare dopo l’estate, in maniera definitiva, nel World Tour. Se cercate il nome nuovo delle volate, quello è Olav Kooij.
Xandres Vervloesem (’00) – Il ciclismo belga fa sempre più sul serio a livello di corse a tappe. Oltre ad Evenepoel, Vansevenant e van Wilder, al già citato Vandenabeele e a due che non figurano in questa lista ma che hanno talento da vendere come van Gils e Moniquet, ecco a voi Xandres Vervloesem. Classe 2000, scalatore, Vervloesem in stagione ha vinto la Ronde de l’Isard succedendo nell’albo d’oro a due come Sivakov e Bagioli. E dunque presto detto: corridore che in futuro si potrà ritagliare il suo spazio nei grandi Giri. Nel 2021 anche lui proseguirà la strada tracciata da altri suoi compagni di squadra della Lotto Under 23 andando a correre nel team World Tour della squadra che lo ha visto esplodere in questa stagione.
Jake Stewart (’99) – Chiudiamo con un inglese che corre per una squadra francese, ovvero sia il vivaio della Groupama-FDJ. Jake Stewart, a dispetto del nome che possiede una certa assonanza con uno dei più grandi piloti della storia della Formula Uno, va forte senza bisogno di quattro ruote e di un motore. Completo, veloce in caso di sprint ristretto, si difende bene anche nelle salite brevi, Stewart “da grande” potrà diventare atleta da temere nelle classiche di un giorno di ogni genere e pericoloso se portato in volata in una fuga. In stagione ha già dimostrato di andare forte anche tra i professionisti: è stato protagonista assoluto al Tour du Limousin vinto da Wackerman, secondo in classifica generale davanti a corridori come Rui Costa e Ledanois. Al Giro Under 23 ha ottenuto 4 piazzamenti nei 10, senza vincere, e nel finale di stagione si è distinto nuovamente in alcune corse di un giorno chiudendo 11° l’Isbergues vinto da Bouhanni e 20° lo Scheldeprijs vinto da Ewan. Ha avuto già modo poi di testarsi al Giro delle Fiandre correndo, senza portare a conclusione, la sua prima Monumento. Già messo sotto contratto dalla Groupama FDJ, con i francesi correrà a tutti gli effetti dal 2021.
In questa lista non figurano, anche per motivi di spazio, ma meritano assolutamente una citazione: van Gils, Hellemose, Ropero, Waerenskjold, Fisher-Black, Camargo, Paret-Peintre, Bayer, Strong, Thompson, Gonzalez, Gazzoli, Zambanini e Conca. Alcuni di loro faranno il salto tra i professionisti nel 2021, altri sono attesi a una stagione ancora tra gli Under 23.















