Giro Under 23, Aleotti: «Sto bene, la squadra è forte, occhio a Pidcock e ai colombiani»

Giovanni Aleotti (foto archivio)
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Secondo un anno fa al Tour de l’Avenir, Giovanni Aleotti è uno dei giovani più interessanti del nostro ciclismo. Cresciuto gradualmente, stagione dopo stagione, grazie anche al sapiente lavoro del Cycling Team Friuli, il classe ’99 di Finale Emilia è rimasto ancora una stagione tra gli Under 23 nonostante i corteggiamenti di diverse squadre del World Tour.

Ma prima di pensare al futuro, fra pochi giorni Aleotti sarà chiamato a una prova importante per la sua sin qui giovane carriera: al Giro d’Italia Under 23 in partenza sabato da Urbino, il portacolori dei bianconeri friulani affronterà la corsa ben consapevole di essere uno dei corridori da seguire con maggiore attenzione, anche in ottica classifica finale. Un Giro Under 23 che, tra cambi di nome e stagioni in cui non si è disputato, l’Italia non vince dal 2011, quando a trionfare fu Mattia Cattaneo.

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Aleotti: «Mi sento pronto, Mortirolo decisivo»

«È una stagione un po’ strana, però sono contento che si faccia il Giro Under 23» racconta in esclusiva ai nostri microfoni il corridore emiliano. «Penso di arrivarci bene perché abbiamo fatto una buona preparazione. Prima grazie alla Nazionale ho fatto tante gare con i professionisti e poi negli ultimi quindici giorni ho concluso la preparazione in altura sul Pordoi dove ho avuto modo di rifinire un blocco di lavoro e di allenamento. In questi giorno sono sceso a casa prima di ripartire per il Giro».

Sugli obiettivi suoi e della sua squadra, Aleotti è chiaro: «Abbiamo una squadra forte e competitiva anche per le tappe impegnative. Per quanto mi riguarda: dopo il Tour de l’Avenir dell’anno scorso cercherò di fare bene perché sono consapevole ci siano tante aspettative su di me e che io stesso ripongo, ma sono convinto di fare bene. Poi sai, è la prima corsa a tappe di questa stagione e cercheremo tutti una risposta, la concorrenza è tanta anche perché non si correrà l’Avenir, e dunque la corsa diventa obiettivo centrale per molti, però mi sento pronto».

Infine sul percorso e sui possibili protagonisti: «Il percorso mi piace, è molto impegnativo e vario. Anche la prima tappa non sarà piatta ma con diverse salitelle verso l’arrivo che possono ispirare, ma quella decisiva sarà per forza l’ultima, quella col Mortirolo. I miei avversari? Sicuramente Pidcock, è forte, ed è in forma, è stato quarto nella cronometro dell’Europeo, ma terrei d’occhio anche Conca, Colleoni e poi come sempre i colombiani. Non conosciamo i loro nomi al momento, ma sappiamo che quando si salirà loro saranno lì davanti».